Domande e Risposte – L.A.C.K.

Non è facile avere personalità, nel metal odierno, eppure c’è chi ci riesce. Un esempio è il progetto L.A.C.K. del musicista abruzzese Acheron: il suo depressive black metal dalle molte influenze presenta elementi stilistici e di atmosfera difficili da trovare in altri gruppi del genere. Attratto da questo stile e affascinato dal primo full-lenght di questa one man band, The Fragile (Soundtrack for the Tormented), ho voluto approfondire con un’intervista. Il mastermind mi ha esaudito a tempo di record: ecco quindi le sue risposte, brevi e concise ma quasi sempre interessanti.

Per prima cosa, vuoi raccontarci la storia del progetto L.A.C.K.?
Acheron: L.A.C.K. Nasce nella primavera 2014,poco dopo la fine del progetto Anti/Life formato per un breve periodo con Kjiel, chitarrista degli Eyelessight e mastermind degli Angor Animi.
Sentivo il bisogno di esplorare nuovi ambienti musicali, dopo aver suonato per molti anni un genere di musica troppo canonico che ormai non mi rispecchia quasi più.

Il tuo primo full-lenght, The Fragile (Soundtrack for the Tormented) è uscito da alcune settimane. Poco forse per fare un bilancio, ma ti chiederei di provarci lo stesso. Fin’ora qual è stata l’accoglienza, tra il pubblico e tra i critici di settore?
Acheron: Non sono solito dare dei bilanci sui miei lavori, preferisco siano gli altri a dare giudizi e critiche se costruttive.
Personalmente però mi ritengo abbastanza soddisfatto, il disco è stato fino ad ora ben giudicato dalla critica di settore e sta guadagnando riscontri più che positivi tra i fan del genere.

Rispetto al demo Where Everything’s Gone, di pochi mesi prima, The Fragile sembra ben più maturo e personale. Hai lavorato molto per crescere così tanto in così poco tempo?
Acheron: Direi proprio di si.
Rispetto a “The Fragile” la prima release era molto più indirizzata verso il sound del depressive black metal più classico.
Con il full ho voluto creare qualcosa di più “consistente”, che avesse qualcosa in più da dire.
Mi sono lasciato influenzare maggiormente dal post rock, dall’ambient e anche da sonorità decisamente più pop. Ciò mi ha permesso di avere maggiore libertà di movimento con la composizione, che è risultata molto più scorrevole che in precedenza.

Una delle caratteristiche vincenti dell’album è la voce. Il tuo è uno scream estremamente alto e lancinante, che colpisce allo stomaco, quasi come un pugno. Qual è la spinta che ti ha portato ad abbracciare questo stile di canto? Ed è stato difficile da raggiungere, sia dal punto di vista tecnico che da quello della ricerca musicale?
Acheron: In L.A.C.K. La voce deve trasmettere un messaggio ben preciso: è un grido di aiuto,una richiesta di comprensione. 
Vuole scuotere l’ascoltatore dall’interno, vuole farlo immedesimare nella sua stessa esperienza drammatica attraverso grida disperate di dolore. 
Non è stato difficile adottare questa soluzione, ero già abbastanza abituato nell’utilizzo di questo tipo di cantato…

Un’altra caratteristica apprezzabile di The Fragile sono, a mio avviso, le sue atmosfere infelici ma calde, al contrario di tanto depressive black  che invece è più oscuro, freddo, impenetrabile. È un elemento che hai cercato, oppure ti è venuto fuori naturalmente, magari in maniera addirittura inconscia?
Acheron: E’ stata una cosa voluta. C’è un anima molto più rock all’interno del progetto che rende il tutto molto più caldo e meno claustrofobico. Credo che faccia trapelare anche qualche spiraglio di positività nella sua proposta.
Mi è sempre piaciuto mescolare le sonorità, senza pormi alcun limite.
L.A.C.K. non è una creatura che deve rimanere ancorata nello standard musicale di questo genere, anzi, fin quando potrò, cercherò di evolvere il sound su ogni release.

Domanda classica da intervista: quali sono le tue principali influenze?
Acheron: Musicalmente parlando ascolto praticamente di tutto,anche se sono stato maggiormente influenzato da band come Austere, Nyktalgia, Psychonaut 4, Harakiri for the Sky…

Altra domanda per me solita: ci sono gruppi molto lontani dal black metal che però ami, o addirittura che ti influenzano?
Acheron: Direi proprio di si. Apprezzo molto la scena post-rock, band tipo Explosion in the Sky, Mono e Sunset in the 12th House sono una buona parte dei miei ascolti giornalieri.
Sono anche un fan di band come Placebo, Portishead e della scena alt rock in generale.
Rappresentano una grande influenza nella proposta di L.A.C.K..

Per The Fragile, ti sei fatto aiutare da musicisti provenienti dagli Eyelessight, band depressive black metal, e attivi anche con altre band abruzzesi. In più, in alcune canzoni ospiti Selvans Haruspex dei Selvans (e in passato coi Draugr); tu stesso suoni fai parte della formazione live di questa band. A un osservatore esterno come me, tutto questo fa pensare che la scena metal abruzzese sia molto unita e che ci siano forti rapporti d’amicizia tra tutti voi, il che è abbastanza raro in quasi tutto il resto d’Italia. È così? E in generale, qual è la tua opinione sulla scena metal della tua regione?
Acheron: Non ho mai creduto nell’esistenza di una scena vera e propria. In Abruzzo non c’è mai stato un certo tipo di movimento, in quanto ci sono band troppo varie e differenti fra loro per creare una sorta di coesione musicale e psicologica. Senza un nesso sonoro è difficile avere una scena. 
Già solo la parola scena da l’idea di un qualcosa di definito e stabile, cosa che per quanto mi riguarda non si rispecchia nella nostra attuale situazione musicale. 
C’è rispetto reciproco per il lavoro altrui, anche se in alcuni casi si parla troppo e si produce troppo poco, cosa che, a dirla tutta, credo accada in quasi tutta Italia.
La scelta degli elementi su “The Fragile” è dovuta principalmente, al di là anche di una naturale amicizia, alle capacità tecniche dei singoli partecipanti,che hanno dato il loro contributo in brani progettati appositamente per loro.

Cosa si devono aspettare i fan dal progetto L.A.C.K. in futuro?
Acheron: Attualmente sono in fase di lavorazione i nuovi brani che andranno a completare il prossimo full.
Sono in un buon periodo di ispirazione,e credo che a breve ci saranno anche altre importanti novità…

L’ultima risposta è sempre libera. A te l’onore e l’onere di concludere la recensione come meglio preferisci.
Acheron: Grazie a tutto lo staff di Heavy Metal Heaven per la visibilità e per il supporto,sempre molto precisi e disponibili!

Intervista a cura di Mattia

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