Gargantua – Avant-Propos (2016)

Per chi ha fretta:
I parigini Gargantua sono un gruppo originale, come dimostra l’EP Avant-Propos (2016). Il loro è un mix di progressive metal estremo, death moderno e influenze dai generi più svariati – come la polka, rappresentata dalla fisarmonica di Mejeir Netylion – che avvicinano il tutto all’avant-garde. È un genere affascinante, aiutato da un songwriting competente; dall’altro lato, però, i francesi tendono a esagerare in cambi di tempo, come tanti altri nel genere progressive. È una tendenza che si vede soprattutto in Threshold of Death, canzone in due parti che infatti è il punto più basso dell’EP, pur essendo discreta. Va molto meglio con A Delightful Sense of the Absurd e Ne Mot Dire, due ottimi brani che valorizzano il lavoro. Per questo, pur avendo qualche difetto Avant-Propos è un buon EP, consigliato a chi piacciono le branche più bizzarre del metal.

La recensione completa:
In un momento storico come questo, in cui è difficile innovare restando all’interno di determinati confini stilistici o inventare nuovi generi, l’unico modo di creare musica originale è attraverso le contaminazioni. Lo hanno capito molto bene, tra gli altri, i parigini Gargantua: il loro punto di forza è infatti proprio intrecciare tante influenze diverse. Nati nel 2013, hanno pubblicato due demo negli anni passati; è uscito invece lo scorso 21 febbraio il loro primo EP, Avant-Propos. Il genere che i francesi mettono in mostra in esso è un progressive metal estremo radicato nel death moderno, che ricorda da lontano gli Opeth. Rispetto al gruppo svedese, però, i francesi presentano un gran numero di influenze in più: la più strana è la polka, che viene ben rappresentata dalla fisarmonica di Mejeir Netylion, spesso in scena. Ci sono però elementi presi da ogni parte, metal o meno; più in generale, i Gargantua fanno della bizzarria la propria bandiera, avvicinandosi all’avant-garde di gruppi come Sigh e The Meads of Asphodel. È un genere fascinoso, il punto di forza assoluto dei francesi, insieme a un songwriting competente, che riesce a mescolare tutti gli elementi in maniera convincente – e non era facile. Avant-Propos è insomma un EP promettente, nonostante abbia il difetto di perdersi, di tanto in tanto. Come tanti altri gruppi progressive, infatti, i francesi tendono in certi frangenti a variare un po’ troppo la linea melodica dei pezzi, in virtù dello “spirito del progressive”, a scapito della musicalità. In futuro, il gruppo dovrà concentrarsi più sull’espressività che sulla tecnica, se vorrà superarlo. Rientra nei possibili difetti di Avant-Propos anche la registrazione: non è malvagia, ma è un po’ sporca, più da demo che da EP. Non dà troppo fastidio, ma penso che un sound migliore sarebbe benefico, specie in relazione al genere dei Gargantua.

Dopo un breve intro del piano di Netylion, molto tecnico, parte A Delightful Sense of the Absurd, brano tortuoso e con tanti cambi di direzione. A volte è il riffage a guidare l’evoluzione, che da una norma potente e intensa, resa leggermente più melodica solo dai synth, si sposta su toni più classici, quasi power a tratti. In altri momenti le variazioni sono nella voce di Forcister Usurosae, che passa dallo scream a un pulito cavernoso, o nel ritmo del batterista Ultema Obsorus, a tratti veloce e diretto, mentre in altri frangenti dà una cadenza quasi metalcore al tutto. Nonostante la progressione le coordinate di base non variano molto, almeno per la prima parte. Il riffage della coppia Omnis Ishmaal/Silee Ishmaal gira intorno agli stessi temi e l’atmosfera è sempre disimpegnata, seppur con diverse sfumature di cupezza. Solo quasi a metà durata la canzone cambia faccia. Dopo un interludio di soffice rock progressivo, esce infatti il lato più death dei Gargantua: spesso la musica è aggressiva e feroce, e anche nei tratti più aperti e melodici i toni sono cupi, opprimenti. Le coordinate tendono però a variare più che in passato, schierando passaggi diversissimi tra loro. È una progressione che conduce dritto all’ultimo terzo del brano, il più progressivo, tra influenze moderne, passaggi soffici e soprattutto un atmosfera lontana, eterea, quasi psichedelica. Il momento migliore di questa frazione è sicuramente il finale, in cui la chitarra e la fisarmonica di Netylion duettano. È anche per questo che abbiamo un’apertura  buonissima in toto, l’episodio migliore dell’EP.

Il calmo outro della precedente ancora non ha fatto in tempo a spegnersi che Threshold of Death part I: Gutters entra in scena come un vortice di note, una corsa a perdifiato . Tuttavia, siamo ancora nel preludio: il pezzo vero e proprio è inizialmente lento e costante, punta più sull’impatto puro che sulla velocità. Lo schema di base, che varia poco, è costituito da un riffage basso e arcigno, su cui a tratti spuntano lo scream di Usurosae e lead vagamente melodeath, che ricordano l’inizio. È un’impostazione a cui manca però un po’ di dinamismo. Per fortuna, però, ci sono molte variazioni, sia brevi, come svolazzi tecnici che durano un attimo, oppure lunghi stacchi che abbandonano la norma. Un buon esempio, potrebbe essere la seconda metà. Inizialmente è un pezzo veramente feroce, in blast beat e con influssi black, che tende tuttavia a calmarsi, finché la musica si spegne. È il turno allora di un passaggio dolcissimo, puro progressive rock, un’apertura prodigiosa che ricorda i migliori Opeth. Raggiunto un apice di morbidezza, il brano torna a crescere, prima lentamente, poi vorticosamente. Dopo una breve frazione death, la norma iniziale torna, in maniera ancor più precipitosa.  È la chiusura ottima di una frazione ben migliore della prima parte, anche se in realtà il pezzo non è ancora finito. Presto infatti parte Threshold of Death part II: Inherent Lunacy che dopo un interludio malinconico fugge con energia. Stavolta però i Gargantua mostrano più il loro lato d’avanguardia: lo si sente già dalla tastiera obliqua che accompagna gli elementi death metal nella parte iniziale. Man mano, inoltre, il pezzo assume altri elementi e si fa più aperto, mentre Usurosae smette di growlare e sfodera un cantato più teatrale, aiutato nelle sue intenzioni anche dal pianoforte e da melodie strane, quasi malate. Così, la parte centrale è tutta all’insegna dell’assurdità: sia i momenti più veloci sia quelli più aperti sono sulla stessa linea. C’è però qualcosa che stona in questa sezione: forse il pezzo è troppo schizofrenico, e alcuni dei cambi funzionano meno. Molto meglio è invece il finale, dalle melodie quasi folk, e che con la sua linearità si rivela efficace al punto giusto. Il risultato è un doppio brano non riuscitissimo ma piacevole, e con dei momenti eccezionali: tutt’altro che una coppia di riempitivi, dunque.

Ne Mot Dire esordisce in maniera rutilante, come un turbine di note date sia dal blast beat di Obsorus che dalla tastiera di Netylion e al riffage al di sotto. Parte da qui un brano preoccupato, la cui norma a tinte death è piuttosto aperta e melodica. Questa base inoltre vive una continua evoluzione, che prende spesso direzioni progressive: è proprio in questi momenti che Netylion si mette più in mostra. In altri casi, però, è più il lato death dei francesi a venire fuori: la traccia si fa allora aggressiva, ma non all’eccesso. La sua oscurità non è quella classica del metal estremo, ma è più strisciante, un’inquietudine preoccupata e a volte anche con un certo pathos, che si propaga in ogni momento del pezzo. Comunque sia, man mano che avanza il pezzo si fa sempre più complesso, ma stavolta gli incastri funzionano alla perfezione, nonostante alcuni siano molto arditi. La traccia si rivela perciò godibile in ogni suo passaggio fino al finale, molto misterioso con l’organo spezzettato. Unendo a tutto questo la durata più ridotta dell’album (sono solo quattro minuti e mezzo), abbiamo un gran brano, il punto più alto qui dentro insieme alla opener.

Tirando le somme, Avant-Propos è un EP con qualche difetto ma piuttosto interessante, specie dal punto di vista stilistico. I Gargantua devono ancora crescere un po’, prima di riuscire a sfruttare la propria originalità, ma di elementi interessanti già ne hanno molti. Se siete  amanti della bizzarria in musica, segnatevi quindi il nome dei francesi, e magari date una possibilità all’EP: sicuramente saprà soddisfare le vostre esigenze!

Voto: 71/100 (voto massimo per gli EP: 80)


Mattia
Tracklist:
  1. A Delightful Sense of the Absurd – 08:02
  2. Threshold of Death part I: Gutters – 08:00
  3. Threshold of Death part II: Inherent Lunacy – 04:52
  4. Ne Mot Dire – 04:40
Durata totale: 25:34
Lineup:

  • Forcister Usurosae – voce
  • Omnis Ishmaal – voce e chitarra
  • Silee Ishmaal – chitarra
  • Meijer Netylion – tastiera e fisarmonica
  • Porcheist Osdaal – basso
  • Ultema Obsorus – batteria
Genere: progressive/avant-garde/death metal
Sottogenere: extreme progressive metal

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