Domande e Risposte – Helion Prime

Tra i gruppi che ho trattato di recente, gli americani Helion Prime sono uno dei più particolari. Il loro esordio omonimo – recensito qualche mese fa su queste pagine – mi ha infatti colpito col suo power metal, classico eppur fresco, forte di tanti dettagli originali. Tuttavia, non c’è solo personalità, ma anche qualità: nonostante la giovane età, gli statunitensi hanno esordito con un piccolo capolavoro. Per tutti questi motivi, ho deciso di intervistare il gruppo, nell’ambito della classica rubrica di interviste di Heavy Metal Heaven. Mi ha risposto il chitarrista Jason Ashcraft: largo alle sue parole, quindi!

Per prima cosa, puoi raccontare ai lettori di Heavy Metal Heaven la storia del tuo gruppo?
Jason Ashcraft: Gli Helion Prime sono nati quanto io ho voluto provare ad allontanarmi dalla mia band Dire Peril. Scrivere musica, insomma, che non avrebbe funzionato in quella che è la visione stilistica del gruppo . Mi sono rivolto a Heather Michelle (Smith, la cantante della band, n.d.r.) con questa idea e il gruppo è nato. Per i nostri testi, siamo stati influenzati dalla scienza come dalla fantascienza. È questo, per come la vedo, il corso attuale della band. 

Helion Prime è uscito ormai diversi mesi fa. Ti va di parlarci un po’ di come è stato accolto da parte dei vostri fan e della critica?
Jason: L’accoglienza è stata fantastica, molto più di quanto ognuno di noi si aspettasse.  Ha superato ogni cosa che io abbia fatto coi Dire Peril. È molto motivante allo scopo di tenere il gruppo vivo e di mandarlo avanti. E guardo avanti con la speranza di un futuro luminoso per noi. 

Come ho scritto nella recensione il miglior punto di forza dell’album è il vostro stile, piuttosto originale. Il vostro è un mix di power metal europeo e americano, e avete un ottimo equilibrio tra potenza e melodia. Da dove nasce questo connubio?
Jason: Non saprei dirti con sicurezza da dove è venuto. Quando scrivo una canzone, ci metto giusto quello che provo in quel momento. Le mie influenze possono essere ovunque. Alcuni artisti che mi vengono in mente che hanno influenzato quest’album sono Blind Guardian, Devin Townsend, Trivium, Iron Savior, eccetera. Queste sono gruppi che effettivamente stavo ascoltando nel periodo in cui componevo e sento che in qualche modo tutti loro abbiano giocato un ruolo nel mio processo di scrittura. Quindi, come detto è difficile da dire, compongo la musica solo in relazione a dove la mia mente è in quel momento. Il nostro prossimo album potrebbe seguire la linea del predecessore oppure essere qualcosa di totalmente diverso, è davvero troppo presto per dirlo.

Un altro particolare che mi ha colpito è la vostra cantante Heather Michele Smith, che riesce a fare la differenza con la sua voce, molto più grintosa della frontwoman power metal media. L’avete scelta appositamente perché si sposa bene con la vostra musica, oppure il vostro incontro è stato casuale?
Jason: Heather e io ci conosciamo da molto tempo e siamo amici da tanti anni. È stato solo un caso fortunato che la sua voce fosse perfetta per questo gruppo. Il suo contributo all’album non potrà mai essere lodato abbastanza, e del resto il disco non sarebbe quel che è senza di lei. 

La fantascienza è un genere letterario discretamente diffuso nei testi di stili come thrash e death metal, molto meno all’interno dei generi più melodici, come il power. In più, di solito viene affrontato in maniera superficiale, mentre voi con Helion Prime dimostrate una grande competenza in materia. Da lettore  e scrittore di questo genere, ti chiedo: come è nata questa passione?
Jason: Sono sempre stato un fan della fantascienza, quindi quando devo scriverci su una canzone è davvero facile per me, visto che è ciò che mi influenza di più. Mi piace anche il fantasy, ma non mi sento ispirato abbastanza per comporre musica su di esso. La fantascienza è una mia passione ed è davvero facile scrivere in un ambito di cui sei appassionato.

Domanda classica da intervista: quali sono le tue influenze principali?
Jason: Te la farò semplice e ti darò giusto una lista di “top five”. 
I cinque artisti che mi influenzano di più sono: Arjen Anthony Lucassen, Devin Towsend, Jon Schaffer, Tobias Sammet e Freddie Mercury.
Le cinque band che mi influenzano di più sono:  Ayreon, Devin Townsend Project, Blind Guardian, Queen e Iced Earth (menzione d’onore per i Trivium, che hanno avuto una certa influenza su di me negli ultimi anni)

Altra domanda per me solita: ci sono musicisti molto lontani dal vostro genere ma che ami, o addirittura che riescono a influenzarti?
Jason: Certo. Sono un grande fan di Elton John, della maggior parte dei musical, di John Bonamassa e Bruno Mars, giusto per fare qualche nome. 

Personalmente, credo che oggi il power metal, dopo alcuni anni di stagnazione, stia tornando a essere grande. Il merito di questo è soprattutto di band giovani come voi, con tanta passione e la voglia di fare qualcosa di diverso. Questa, almeno, è la mia idea: qual è la tua opinione in proposito? 
Jason: Sono d’accordo. Ho avuto il piacere di conoscere moltissimi gruppi metal underground che sono promettenti. Penso che la scena stia tornando grande di nuovo, e la fan base che abbiamo è incredibile. Leale e dura a morire.

Cosa si devono aspettare i fan in futuro dagli Helion Prime?
Jason: Un sacco di cose! Non pensiamo nemmeno di rallentare. Abbiamo già cominciato a lavorare al nostro secondo album, con la speranza di pubblicarlo nel 2017. Speriamo di arrivare a un bel contatto discografico, per l’occasione. Per ora siamo sotto contratto con Divebomb Records per una ristampa del nostro album di debutto e loro sono stati niente meno che fantastici. Un manager sarebbe ottimo per farci raggiungere uno di quei grandi tour. Ma in generale posso promettervi che saremo sempre occupati e faremo ciò che possiamo per promuovere noi stessi. 

L’ultima risposta è sempre a piacere. A te il compito di chiudere come preferite questa intervista. 
Jason: Grazie a chiunque leggerà quest’intervista. Grazie a tutti quelli che ci hanno supportato. Ognuno di voi rende tutto questo degno di essere fatto. E grazie a te per aver voluto fare quest’intervista con noi!

Intervista e traduzione a cura di Mattia.

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