Joke Addiction – G.A.S. (2016)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEL’EP G.A.S. (2016) è l’esordio assoluto per Joke Addiction, trio proveniente da Siracusa.
GENEREUno sleaze metal contaminato dall’heavy moderno, con a tratti qualche incursione persino nel groove metal.
PUNTI DI FORZAUno stile abbastanza personale, una bella dosa di energia, una registrazione potente ed efficace.
PUNTI DEBOLIUn po’ di omogeneità e di immaturità, ma nulla di troppo incisivo.
CANZONI MIGLIORII Am What I Am (ascolta), My Life Is a Bad Time (ascolta).
CONCLUSIONIG.A.S. è un EP ben riuscito e convincente, con cui i Joke Addiction si mostrano promettenti.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
74
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Groove metal e hard rock: due generi musicali molto lontani, che almeno in teoria sono difficili da accostare, o addirittura da mescolare. Eppure, è proprio quello che i Joke Addiction, power trio proveniente da Siracusa, affermano di fare, il che peraltro non è nemmeno troppo campato per aria. Di base il loro genere è un hard rock di chiara estrazione sleaze, molto ispirato a nomi come Skid Row e primi Guns N’ Roses. La band non si limita a riproporre lo stesso genere di queste band: il loro sound è aggiornato ai tempi moderni e soprattutto reso più potente, con copiose influenze heavy metal moderno che a volte sfociano persino nel groove propriamente detto. È un genere che pur non essendo originalissimo – dopotutto i Joke Addiction non inventano nulla – risulta personale al punto giusto. Si tratta infatti di uno dei punti di forza dell’esordio assoluto dei siciliani, l’EP G.A.S., uscito nello scorso mese di giugno, che pure ha altre caratteristiche a suo favore. Si possono citare per esempio una buona dose di spontaneità e di energia, che rende le canzoni godibili, e una registrazione moderna e potente, che riesce a far esplodere al meglio i riff del trio. Dall’altro lato però G.A.S. non è esente da difetti: in primis i Joke Addiction sono ancora un po’ acerbi, e qua e là nelle loro canzoni è presente qualche ingenuità – il che è naturale, visto la giovanissima età dei tre membri. Rientra tra le pecche anche una lieve omogeneità: complessivamente le loro melodie tendono ad assomigliarsi, anche se non a livelli estremi, e il tutto non dà particolarmente fastidio. In generale, i pregi superano parecchio i difetti, e il risultato è che G.A.S. risulta non eccezionale ma buono, e soprattutto promettente.

Dopo un attacco rockeggiante piuttosto energico, che trascina subito l’ascoltare all’interno dell’album, si avvia I Am What I Am, brano scanzonato ma abbastanza pesante. La miglior dimostrazione di ciò sono i ritornelli, con un retrogusto punk che li rende aggressivi al punto giusto e al tempo stesso catchy a sufficienza per esplodere al meglio. Sono il momento migliore del pezzo, anche se il resto non è da meno: sia le strofe, tranquille e scherzose, sia i bridge, dalle venature heavy, sanno bene come coinvolgere. Nel complesso abbiamo un episodio lineare ma molto divertente, già il più valido dell’EP che apre. Giunge ora My Life Is a Bad Time, traccia meno dinamica e solare della precedente: seppur possa sembrare allegra a un ascolto distratto, ha dentro di sé una certa inquietudine. Ciò è evidente in particolare nei chorus, in apparenza tranquilli, ma che Andrea Campisi rende obliqui e vagamente sinistri con la sua voce graffiante. Questo mood contagia anche i passaggi strumentali, in cui il riffage assume coordinate potenti che ricordano da lontano gli Skid Row, e a volte anche le strofe, piuttosto tranquille rispetto al resto. Ottimo anche l’assolo centrale, un altro elemento ben riuscito di un brano grandioso, il migliore di G.A.S. insieme al precedente. Un breve intro lieve e crepuscolare, poi si avvia Fading Out, rocciosa e anche più heavy delle precedenti. Lo si nota già nel riffage principale, granitico e possente oltre che variegato e mutevole. Le strofe sono infatti lente ma martellanti, e riecheggiano del metal classico, seppur nella versione modernizzata proposta dai Joke Addiction. I bridge sono invece più saltellanti e sleaze, con Campisi che si mette in mostra al microfono e alla chitarra, per arrivare poi a ritornelli tranquilli e di nuovo venati di punk. Proprio questi ultimi sono però il momento meno bello del pezzo: non sono spiacevoli ma risultano un po’ mosci, e non consentono al complesso una coronazione appropriata. Buona invece la sezione strumentale centrale, veloce e vorticosa, un po’ diversa da ciò che ha intorno ma senza stonare. Il risultato di tutto ciò è un pezzo più che discreto, anche se nell’EP risulta il meno bello. A chiudere il quartetto arriva quindi Paranoialyzed, che sale ancora un gradino in fatto di potenza: il suo attacco è metal al cento percento, ricorda da lontano persino i Pantera, anche se il pezzo prende poi una strada diversa. Presto si svolta su strofe che alternano momenti cattivi e potenti e altri più eclettici, quasi funky, in cui si mette in mostra anche Simone Giglio alle quattro corde. I chorus sono più potenti, ma rallentati e in qualche modo distesi, anche se il mood è oscuro e le ritmiche certo non sono docili. In mezzo a tutto ciò trovano spazio anche momenti di gran potenza, in cui il gruppo mostra il suo lato più heavy. Abbiamo insomma il pezzo più potente del disco, e che anche per questo coinvolge bene, a dispetto di qualche passaggio meno riuscito. È insomma una bella chiusura per questo bell’EP, adeguata al contesto.

Come già detto in apertura, G.A.S. è un EP non eccezionale ma di buon livello, con qualche pezzo di alta caratura. Soprattutto, mette in evidenza una band promettente, che se crescerà e lavorerà a dovere potrà fare ottime cose. Se quindi siete appassionati di sleaze metal, ma anche dell’hard ‘n’ heavy dalle sonorità più moderne, quello dei Joke Addiction è un nome che merita la vostra attenzione. Perciò, il mio consiglio è di concedere loro almeno un ascolto!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1I Am What I Am03:40
2My Life Is a Bad TIme05:02
3Fading Out04:06
4Paranoialyzed04:38
Durata totale: 17:26
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Andrea Campisivoce e chitarra
Simone Gigliobasso
Carmelo Di Natalebatteria
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:la band stessa

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