Circus Train – Out of My Cage (2016)

Per chi ha fretta:
Gli ateniesi Circus Train sono una band promettente ma ancora acerba, come dimostra l’esordio assoluto, l’EP Out of My Cage (2016). Da un lato infatti il southern/hard rock del gruppo risulta abbastanza personale, con influenze dagli anni settanta ai giorni nostri, tante sfaccettature e una certa tendenza verso le atmosfere calme. Dall’altro però la proposta dei greci sembra disunita e con una certa confusione sulla direzione da prendere, oltre a un po’ di mancanza di energia. Sommando pregi e difetti, abbiamo un EP un po’ castrato ma piacevole, con un paio di buone tracce come l’obliqua Breaking the Set e la sentita ballad Hollow Words. Nel complesso insomma Out of My Cage è un EP discreto, buono come punto di partenza, anche se i Circus Train dovranno lavorare tanto in futuro per raggiungere un livello buono. 

La recensione completa:
Promettenti, ma ancora acerbi: volendo sintetizzare al massimo, è questo il mio giudizio sui Circus Train, band proveniente da Atene e che ha da poco pubblicato il suo esordio assoluto, l’EP Out of My Cage. Il loro genere è molto interessante: si tratta di un hard rock inclinato verso il southern, che però tende a spaziare parecchio. Nel sound dei greci si possono trovare elementi presi dalle incarnazioni anni settanta, ottanta e novanta del genere, come anche accenni più moderni. È per questo che nell’EP si trovano influssi alternativi e grunge accostati a partiture dell’hard primigenio, come anche particolari di derivazione blues e tanto altro ancora. Il tutto inoltre è impostato, più che all’energia, verso la creazione di atmosfere tranquille e avvolgenti, che ai Circus Train riescono discretamente.  Si tratta di un genere quantomeno personale, ma dall’altro lato il gruppo non riesce a farlo fruttare al meglio. In particolare, gli ateniesi non sono ancora in grado di amalgamare al meglio le proprie tante sfaccettature in qualcosa di coerente e senza spigoli. Dalle quattro canzoni discrete di Out of My Cage, ogni tanto sembra quasi che i Circus Train siano disorientati o timidi e per questo non riescano a trovare una direzione convinta, ma tentino di prenderne di più allo stesso tempo. In più, se come già detto i greci hanno un talento più che decente nell’evocare un mood calmo, la mia idea è che a volte un po’ di potenza in più non guasterebbe. Sono difetti non del tutto castranti ma hanno una certa importanza: il gruppo dovrà risolverli in futuro se vorrà scrivere album degni almeno un po’ di essere ricordati

La musica prende vita dalla title-track, semplice e diretta sin dall’inizio, con il suo giro dall’appeal southern iniziale che lascia presto spazio a un’alternanza classica. La struttura incolonna strofe distese e tranquille, con il riffage della coppia Vasilis Dimitrakopoulos/John Gegakis potente ma anche espanso, e ritornelli persino più calmi, con una melodia mediamente catchy e belle venature di chitarra pulita in sottofondo. A parte un buon assolo al centro, molto classico, non c’è molto altro di cui riferire: Out of My Cage è basilare, e pur non essendo eccezionale riesce a incidere discretamente. La successiva Same Game… Different Rules è variegata: se l’attacco è piuttosto potente, con vaghe venature addirittura  sabbathiane, presto ci si sposta in una direzione più tranquilla. Spuntano allora strofe leggere a metà tra un giro di chitarra sudista e qualche venatura tra il funky e l’alternative, genere ricordato da lontano anche dalla prestazione istrionica di Dimitrakopoulos al microfono. Si cambia ancora direzione coi ritornelli, leggermente più duri. Se entrambe le parti sono carine, nessuna delle due riesce tuttavia a emozionare veramente. Di fatto, gli unici momenti davvero piacevoli sono solo il già citato avvio e l’assolo di chitarra al centro, per il resto abbiamo un brano gradevole, ma nulla più. Per quanto riguarda invece Breaking the Set, stavolta il suo riffage iniziale, circolare e di ottima energia, non è una falsa premessa. Se è vero che le strofe si abbassano di voltaggio, pur essendo veloci e dirette, i ritornelli hanno sempre le chitarre in bella mostra. Paradossalmente però sono proprio questi ultimi il momento più melodico del pezzo, viste le armonie catturanti e vicine al pop che generano un’atmosfera sognante e avvolgente. Nonostante la particolarità, entrambe le frazioni funzionano bene, grazie all’ottimo lavoro di chitarra e alla grande cura nel piazzare gli arrangiamenti al posto giusto. Ne risulta un episodio notevole, il migliore in assoluto di Out of My Cage. A chiudere il quartetto giunge quindi Hollow Words, power ballad delle più classiche. Si tratta di un pezzo malinconico e potente, sensazione evocata sia nelle strofe, leggere e con il solo arpeggio pulito come base sopra al basso di Hector Koskinas e alla batteria di Gregorio Periko, sia nei chorus. Questi abbandonano la placidità del resto per salire verso sonorità hard rock anche piuttosto potenti, ma senza spezzare l’aura dimessa del resto. Non c’è molto altro nella canzone, a parte il solito assolo ben fatto. Anche così però abbiamo un bel pezzo, magari non memorabile ma buono, il migliore dell’EP che chiude assieme al precedente.

Chiudendo i conti, Out of My Cage è un EP piacevole, con un paio di canzoni anche buone. Come già detto, però, i Circus Train devono crescere ancora molto per sfruttare a pieno le grandi potenzialità, ancora per gran parte inespresse, che il loro personale genere possiede. Per ora sono promossi, ma penso che con un po’ di impegno potrebbero fare molto meglio di così: tuttavia, è ovvio che solo il futuro potrà dirlo.

Voto: 66/100 (voto massimo per gli EP: 80)


Mattia

Tracklist:
  1. Out of My Cage – 05:51
  2. Same Game… Different Rules – 04:52
  3. Breaking the Set – 04:14
  4. Hollow Words – 04:09
Durata totale: 19:08
Lineup:

  • Vasilis Dimitrakopoulos – voce e chitarra
  • John Gegakis – chitarra
  • Hector Koskinas – basso
  • Gregorio Periko – batteria
Genere: hard rock
Sottogenere: southern rock

Potrebbero interessarti anche...

Aggiungi il tuo commento