Abysmal Grief, Epitaph – Dies Funeris/Farewell to Blind Men (2016)

Per chi ha fretta:
Anche se molto diversi sotto molti punti di vista, i genovesi Abysmal Grief e i veronesi Epitaph sono accomunati dall’essere nomi di culto nella scena doom metal italiana. Per questo, la loro unione nello split album dodici pollici Dies Funeris/Farewell to Blind Men (2016) non poteva essere che positiva. Si tratta di un lavoro unitario e interessante, in cui ogni gruppo partecipa con un pezzo di durata superiore ai dieci minuti. La prova migliora la danno i liguri, che col loro classico horror doom conferiscono a Dies Funeris una forza notevole dal punto di vista atmosferico. Anche i veneti però non steccano con Farewell to Blind Men, medley dei vecchi pezzi degli storici Black Hole (da cui provengono Nicola Murari e Mauro Tollini, fondatori del gruppo). Se ogni tanto qualche raccordo tra i vari brani funziona meno, la rilettura moderna ma dal fascino classico dei vecchi pezzi di Land of Mystery (1985) convince. Concludendo, Dies Funeris/Farewell to Blind Men è un ottimo split album, adatto sia per i fan delle due band che per i semplici amanti del doom metal all’italiana. 

La recensione completa:
L’Italia, si sa, è un paese paradossale sotto molti aspetti, e il metal non fa eccezione. Prendiamo come esempio il doom: nonostante la scena nostrana di questo genere sia eccezionalmente ricca di gruppi talentuosi, la maggior parte di essi si limita a uno strettissimo underground. In generale, si tratta di uno stile sottovalutato anche dagli stessi ascoltatori metal italiani, che gli preferiscono i generi più estremi oppure quelli più classici. È una situazione un po’ desolante, ma per fortuna c’è anche qualche gruppo che riesce a ritagliarsi un po’ di spazio per sé. E quando accade che due di essi uniscano le forze, il risultato non può che essere interessante: è il caso di Dies Funeris/Farewell to Blind Men, split album dodici pollici tra due grandi realtà come i genovesi Abysmal Grief e i veronesi Epitaph. Distanti sotto molti punti di vista, dalla storia – i primi hanno raggiunto il successo solo in tempi moderni, i secondi sono nati da una costola degli storici Black Hole e hanno conseguito uno status di culto già a fine anni ottanta – allo stile, i due gruppi hanno però confezionato un prodotto abbastanza unitario. Non solo: come leggerete nel corso della recensione, si tratta di un album molto interessante, specie per chi è più avvezzo alle sonorità più doom.

La mezz’ora scarsa dell’album è divisa in all’incirca a metà, con un solo pezzo a testa per gruppo, entrambi sopra ai dieci minuti. Ad aprire le danze sono gli Abysmal Grief con Dies Funeris, che rientra a pieno titolo nel doom metal orrorifico marchio di fabbrica del gruppo sin dall’inizio. La canzone prende il via con calma da un intro vuoto, con solo lievi effetti, prima che qualcosa cominci a muoversi. Anche qui però non c’è fretta: la traccia continua a evolversi con una lentezza quasi asfissiante, in principio col violino dell’ospite Carlotta Ottonello. È questa la base a cui poi si accoda un cupo riff, retto dal ritmo lentissimo del drummer Lord of Fog, che vede anche l’inserimento dei growl di Labes C. Necrothytus. Solo dopo diverso tempo il brano accelera ed entra nel vivo, rivelandosi la tipica canzone dei genovesi: si tratta di un mid-tempo cupo e lugubre, in cui un riffage malvagio si intreccia con l’organo del frontman allo scopo di dargli un’aria ancor più lugubre e avvolgente. Questa splendida norma va avanti molto a lungo, cambiando strada solo per i ritornelli, più lenti e in cui l’aura si fa ancora più pesante che altrove, grazie anche alla prestazione teatrale di Necrothytus. Per il resto non c’è molto altro da riferire: quest’alternanza rimane costante per gran parte del pezzo, con poche variazioni. Quella che spicca di più è il bell’assolo della chitarra di Regen Graves poco dopo la metà. Così, dopo essersi espresso a lungo sulle stesse coordinate, ma senza annoiare, il pezzo si spegne, lasciando spazio a una lunga coda con organo, tastiera e pianoforte, oltre che di suoni di pianto, per un effetto solenne e funereo, da film horror vintage. È il perfetto finale per una traccia del genere, semplice ma avvolgente e splendida, il migliore dei due pezzi dello split.

È ora il turno degli Epitaph, che con Farewell to Blind Men propongono un medley dei Black Hole del periodo in cui Nicola Murari e Mauro Tollini, i due fondatori del gruppo, militavano nella band. In massima parte si tratta quindi di brani tratti dal primo full-lenght Land of Mistery del 1985, anche se un piccolo spazio è dato anche ad Angels of Lucifer, brano tratto da un demo dello stesso anno.  In ogni caso, rispetto al precedente il brano entra nel vivo con più urgenza: dopo un breve intro di fuzz, si avvia energico e lento, cupo ma con un vago velo epico. In questo frangente il doom metal degli Epitaph si dimostra ben più tradizionale di quello degli Abysmal Grief, e forse anche più dell’originale, che aveva più tastiere e suonava un po’ più progressivo. Il loro è infatti riffage semplice, in certi casi con suggestioni addirittura NWOBHM, solo di tanto in tanto accompagnato dai synth. Completa il quadro la voce sguaiata di Emiliano Cioffi, che sostituisce egregiamente la voce particolare di Robert Measles. Sono caratteristiche che si propagano  in quasi ogni frazione di questo medley, sia quelle più potenti e veloci, con venature heavy, sia in quelle più lente e doom, passando per quelle più melodiche. Purtroppo, il complesso soffre di un importante difetto: gli incastri tra un pezzo originale e l’altro sono da rivedere, visto che a tratti la canzone risulta un po’ discontinua. A parte questo però ogni frammento ha un suo perché, il che del resto è anche ovvio: l’album da cui sono tratti non è considerato un caposaldo del doom italiano per caso. E visto che la nuova rilettura dei pezzi è convincente, abbiamo un brano buono dall’attacco fino alla funerea coda ambient finale (nient’altro che l’intro proprio di Land of Mystery). Forse non sarà eccezionale, né convince come il precedente, ma è lo stesso degno di essere ascoltato.

Tirando le somme, Dies Funeris/Farewell to Blind Men è un lavoro non imprescindibile ma di alta qualità. Che siate fan di Epitaph, Abysmal Grief o anche dei vecchi Black Hole, vogliate cominciare ad ascoltare uno dei tre gruppi o anche semplicemente gustarvi una mezz’ora scarsa di godibile doom metal all’italiana, quest’album è molto adatto alle vostre esigenze. Dategli una possibilità!

Voto: 75/100 (voto massimo per gli album sotto alla mezz’ora: 80)


Mattia
Tracklist:

  1. Abysmal Grief – Dies Funeris – 11:30
  2. Epitaph – Farewell to Blind Men – 15:31
Durata totale: 27:01
Lineup:
Abysmal Grief:
  • Labes C. Necrothytus – voce e organo
  • Regen Graves – chitarra
  • Lord Alastair – basso
  • Lord of Fog – batteria
Epitaph:
  • Emiliano Cioffi – voce
  • Lorenzo Loatelli – chitarra
  • Nicola Murari – basso
  • Mauro Tollini – batteria
Genere: doom metal
Sottogenere: horror metal (Abysmal Grief)

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