Heavy Metal Heaven – Best of requests 2016

Dopo il grande successo della prima edizione, anche in questo inizio di anno Heavy Metal Heaven ripropone la rubrica “Best of Requests”. Se ve lo siete perso lo scorso anno, si tratta della classifica non degli album migliori in assoluto usciti nel 2016, ma di quelli ascoltati e recensiti dalla webzine su richiesta di gruppi, etichette e agenzie (a cui stavolta si aggiunge il riepilogo delle “recensioni storiche” uscite nel corso dell’anno). Questi ultimi dodici mesi sono stati molto ricchi, tanto che in alcune delle categorie sono stati esclusi alcuni gruppi eccellenti, che l’anno scorso sarebbero entrati con facilità. Senza ulteriori indugi, vi invitiamo quindi a scoprire la nostra classifica – e magari anche ad approfondire cliccando sul titolo dell’album, aprendo così la rispettiva recensione.

Best of requests – Italia

  1. Arcana Opera – De Noir – non può che finire al primo posto il secondo album di questa band vicentina, che mescola folk, power e tante influenze in un connubio originale, canta in italiano e riesce a comporre un disco pieno di hit e quasi perfetto. Tanto di cappello!
  2. Le Scimmie – Colostrum – la medaglia d’argento è altrettanto meritata: la conquista questo terzetto abruzzese, che nonostante le sue difficoltà passate crea un album stoner doom metal cupo e inquietante, tutto da ascoltare per gli amanti del genere. 
  3. Colonnelli – Verrà la Morte e Avrà i Tuoi Occhi – chiude il podio un altro album stupefacente, tanto più se si conta che è l’esordio assoluto per questa band toscana. Ma si tratta lo stesso di un album maturo e di livello altissimo, tra la potenza e l’originalità del suo thrash/groove metal, le tante contaminazioni, i testi caustici in italiano e un perfetto equilibrio tra furia e razionalità. 
  4. Chiral – Night Sky – fuori dal podio per un soffio – è quasi alla pari col precedente – si pone questo lavoro della one-man band del piacentino Matteo Gruppi, che ha poco da invidiare ai precedenti. Col suo atmospheric black metal coinvolgente e poetico, è un album del tutto degno delle alte posizioni di classifica (del resto nel Best of Requests 2015 sarebbe finito con facilità al primo posto!)
  5. L’Era del Bantha – Ep. 1 – si tratta di un album un po’ al limite coi soliti generi di Heavy Metal Heaven, col suo post-metal strumentale misto ad alternative e post-rock puro, ma per la sua qualità intrinseca delle sue composizioni, ispirate alla saga di Star Wars, merita lo stesso di trovarsi in questa classifica. 
  6. Dawn of a Dark Age – The Six Elements, Vol 4 Air – è possibile inserire gli strumenti a fiato nel metal e suonare convincenti? Sì, come dimostra questo progetto molisano, che con un black metal d’avanguardia, originale e scritto in maniera eccellente, entra di diritto al sesto posto della Best of Requests 2016.
  7. Selvans – Lupercalia – se si nasce dalle ceneri di un gruppo storico come i Draugr bisogna sopportare il fardello notevole del paragone col passato, ma i Selvans non si sono lasciati angosciare da questo. Con il loro esordio, hanno anzi dimostrato che il loro folk/black metal atmosferico e pagano può risplendere di luce propria.
  8. Vinterblot – Realms of the Untold – col loro secondo album, questi pugliesi dimostrano che nessun genere è sterile se suonato con bravura, prendendo il suono degli Amon Amarth e trasformandolo in qualcosa di fresco, elegante e atmosferico. Un posto in questa classifica era quasi scontato!
  9.  [‘selvə] – Eléo – quinto album su dieci a essere, tutto o in parte, di genere black metal, il che è una dimostrazione di come la scena italiana sia in grande stato di forma. È anche vero che i [‘selvə], col loro caotico depressive/post-black metal sono un po’ lontani dagli altri per quanto riguarda lo stile, ma il loro livello è lo stesso elevatissimo.
  10. Mirrormaze – Break the Horizon – non è facile al giorno d’oggi impressionare suonando progressive metal puro, ma questi novaresi col loro secondo album ci sono riusciti, con una maturità impressionante e grandi capacità di songwriting. Meritano quindi un posto in questa top ten, sia pure l’ultimo.


Best of requests – estero

  1. Mesarthim – Isolate – la medaglia d’oro va all’esordio di questo misterioso duo australiano, che confeziona un album perfetto di atmospheric black metal spaziale, destinato con ogni probabilità a diventare un capitolo immortale del genere a breve. Impossibile piazzarlo in una posizione che non fosse la prima!
  2. Ashes 2 Ashes – Th3ories – quasi alla pari con l’album precedente si pone il terzo album di un altro duo, spagnolo stavolta, che con il suo elegante mix di hard rock, progressive e altri elementi crea un altro album perfetto. Forse è un po’ al limite coi generi di Heavy Metal Heaven, ma non abbastanza per perdere la medaglia d’argento!
  3. Ceremonia – La Existencia Humana Debe Ser un Error – un po’ più in basso rispetto all’inarrivabile duo di testa, ma non troppo, giunge il primo album di questa band franco/spagnola, autrice di un misto tra black e doom metal asfissiante e perfettamente in equilibrio tra potenza e atmosfere oscure. Niente da dire, un vero e proprio capolavoro!
  4. Zierler – ESC – finisce giù dal podio per un soffio la band solista dell’omonimo tastierista danese, lontana però dalla media di questo tipo di progetti. Si tratta infatti di un album prog metal mai scontato e sempre emozionante, che più che la medaglia di legno meriterebbe il terzo posto alla pari coi Ceremonia!
  5. Helion Prime – Heilon Prime – se è vero che il power metal sta tornando ad alti livelli dopo un periodo di stagnazione, questa band americana potrebbe andare lontano, come dimostra il suo primo disco omonimo. Si tratta di un gioiellino che sintetizza il power americano e quello europeo e presenta molti elementi personali, che aiutano a renderlo grandioso. 
  6. Vastum – Hole Below – con un ottimo equilibrio tra impatto, oscurità, perversione e ferocia del suo death/doom metal classico, il terzo lavoro di questa band americana è un piccolo gioiello, tra le uscite più interessanti del genere degli ultimi anni. Non poteva mancare in questa lista!
  7. Scarleth – The Silver Lining – il power metal sinfonico è un genere difficile da suonare senza risultare scontati, ma questi misconosciuti ucraini ci riescono. Il loro secondo album è infatti di qualità assoluta, pieno di belle canzoni e senza praticamente sbavature, il che gli garantisce un posto sicuro in classifica. 
  8. Molllust – In Deep Waters – chiude questa top eight (purtroppo visto lo scarso numero di dischi esteri, quest’anno non siamo riusciti ad arrivare a dieci) il secondo album di questa band tedesca, dedita a un mix tra metal e sinfonia attento a entrambe le componenti, che risulta lontano dalla media sterile del symphonic metal attuale. È un quasi capolavoro che merita la posizione di coda di questa classifica. 

Best of requests – EP (non d’esordio)

  1. Night Gaunt – Jupiter’s Fall – questo gruppo romano aveva già conquistato il primo posto nel Best of Requests 2015, nella sezione italiana col suo full-lenght d’esordio. Quest’anno si ripete con questo EP brevissimo ma di grandissima sostanza che li conferma a livelli eccelsi, tanto da far guadagnare loro una seconda medaglia d’oro!
  2. Mass Hypnosia – No Mercy for Victory – a un pelo dal gradino più alto del podio troviamo questo gruppo filippino, sconosciuto ai più ma con un sound davvero splendido, come dimostra il loro EP, quattro tracce senza cedimenti di cattiveria thrash/death vicina alla scuola brasiliana, una vera e propria gemma. 
  3. Eisenhauer – Horse of Hell – completa il podio questo gruppo tedesco, autore di un heavy metal classico pesantemente contaminato di doom che si esplica in canzoni solide e piacevoli indifferentemente per i fan dei due generi. È per questo che il gruppo merita a pieno titolo la medaglia di bronzo.  
  4. Black Absinthe – Early Signs of Denial – giù dal podio per poco troviamo questi canadesi, che con questo lungo mini album dimostrano che l’eclettismo può pagare. Il loro mix di hard rock, heavy e doom metal con tante altre influenze funziona a meraviglia, merito di una maestria che li fa arrivare dritti al quarto posto. 
  5. Throes – Koro – chiude il quintetto l’EP nichilista e rabbioso di questa band austriaca, autrice di uno sludge metal classico ma che per varietà e bontà di songwriting convince molto. Nonostante qualche sbavatura, raggiunge con merito l’ultima posizione di questa classifica.  

Best of requests – EP/Demo d’esordio più promettente

  1. Delirant Chaotic Sound – The Ride of Thanatos – tra thrash, metalcore, death, doom e tante altre influenze mescolate insieme, non è facile dire che cosa suona questo gruppo monzese. Una cosa però è certa: la  qualità della loro musica è altissima, tanto da far volare il loro EP d’esordio sul gradino più alto del podio in questa categoria!
  2. Dragonharp – Let the Dragon Fly – seconda posizione altrettanto sacrosanta per una band milanese che suona power metal classico con l’aggiunta un arpa, e lo fa così bene da lasciare molto ben sperare per il futuro. Già ora però si guadagna una medaglia d’argento!
  3. Hercunia – Demo 2015 – gradino più basso del podio per un altro gruppo meneghino, autore di un celtic metal melodico e ben scritto, specie per quanto riguarda gli strumenti tradizionali. Al netto di qualche ingenuità, è un promo da cui si può partire per una grande carriera!
  4. Bleeding Zero – Scenophiliac – il gothic metal sinfonico con voce femminile ormai ha poco da dire, ma nelle mani di questo gruppo pistoiese riesce lo stesso a lasciare il segno. Con ottimo gusto per le melodie, tanta passione e atmosfere avvolgenti, abbiamo infatti un altro esordio degno di entrare in questa classifica.
  5. Destination 5-11 – Chains of Mind – questa band friulana si piazza all’ultimo posto in questa classifica, ma certo non per demerito! Il loro EP, che mixa heavy classico e suggestioni melodiche è di alto livello, e come gli altri si rivela molto promettente per il futuro, rendendo la citazione d’obbligo.

Le recensioni celebrative del 2016:

  • Judas Priest – Sad Wings of Destiny: scelto in occasione dei suoi quaranta anni perché è il primo album di quello che diverrà poi l’heavy metal classico nella storia, oltre a essere un capolavoro assoluto. 
  • Candlemass – Epicus Doomicus Metallicus: scelto in occasione del suo trentennale perché è un caposaldo assoluto del doom metal, è l’album da cui ha origine la branca epica del genere nonché il termine “doom”. 
  • Poison – Look What the Cat Dragged In: scelto in occasione dei suoi trent’anni perché non è solo un capolavoro dell’hair metal, ma sintetizza bene lo spirito dei suoi tempi.
  • Slayer – Reign in Blood: scelto in occasione del trentennale perché è uno dei dischi più estremi di tutti i tempi, nonché un lavoro fondamentale per la definizione del metal estremo, in particolare thrash e death. 
  • Fates Warning – Awaken the Guardian: scelto in occasione dei suoi trent’anni perché è il primo album di progressive metal moderno della storia, e ha avuto grande influenza su tutti i gruppi successivi del genere.  

Articolo a cura di Mattia

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