Æxylium – The Blind Crow (2016)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEThe Blind Crow (2016) è il brevissimo EP d’esordio dei varesini Æxylium.
GENEREUn folk/power metal di carattere celtico influenzato soprattutto dagli Elvenking (oltre che da Eluveitie e Furor Gallico).
PUNTI DI FORZAUn suono ispirato ma non derivativo grazie al suo piglio epic metal, delle idee molto chiare che portano melodie catturanti, l’assenza di qualsiasi ingenuità.
PUNTI DEBOLIUna registrazione molto sporca
CANZONI MIGLIORIThe Blind Crow (ascolta), Black Flag (ascolta)
CONCLUSIONIThe Blind Crow è una prima prova molto promettente; chissà che gli Æxylium non possano produrre un capolavoro in futuro!
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
77
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Attualmente, il folk metal non vive un periodo di particolare forma. Con alcune delle band storiche che non riescono a ripetersi su alti livelli e molte delle nuove leve che risultano troppo derivative, negli ultimi anni il genere sembra un po’ mostrare la corda. Non bisogna fare però di tutta l’erba un fascio: c’è anche chi nel folk riesce a proporre qualcosa di buono, come per esempio i giovani Æxylium da Varese. Nati nel 2014, hanno esordito nel luglio dello scorso anno il breve autoprodotto EP The Blind Crow. Il genere da loro affrontato è una mescolanza di folk e power che ricorda soprattutto gli Elvenking. In particolare, oltre ad alcune melodie e allo sparuto intervento di growl qua e là, a riportare in mente i friulani è soprattutto la voce di Steven Merani, non troppo distante da quella di Damnagoras. Nonostante questo, gli Æxylium non sono certo un clone degli Elvenking: i lombardi sono più orientati verso il folk e in particolare il celtic metal, con influssi provenienti anche da gruppi come Furor Gallico e Cruachan. È un suono non originalissimo ma che nelle mani dei varesini funziona alla grande, senza mai risultare troppo trito o noioso. In The Blind Crow gli Æxylium mostrano soprattutto idee chiare: le tre canzoni che lo compongono sono infatti brillanti, con melodie catturanti e senza quasi ingenuità, a dispetto della bassissima età media della formazione. È per questo che nonostante una produzione sporca e quasi da demo (ma in fondo non è troppo scarsa) The Blind Crow si rivela ottimo e promettente.

Un breve intro di arpa apre l’album, prima che la title-track entri nel vivo coi giri veloci del violino di Federico Bonoldi e di altri strumenti folk sulla base diretta e power data da quelli metal. È l’origine di un brano che comincia subito ad alternare veloci ed energici, ma sempre con splendide melodie folk in primo piano, e tratti più riflessivi di impatto immaginifico. Appartengono alla prima norma l’accoppiata bridge/ritornelli, che hanno un incidere quasi epico, specialmente i secondi grazie alla bella prestazione di Merani e al florilegio di melodie alle sue spalle. Le strofe invece sono più varie, passano da una norma più aperta a un metal più scarno, ma in ogni caso risultano ben fatte e incalzanti al punto giusto. Il tutto può beneficiare di un’atmosfera immaginifica e sognante, che rende la traccia molto avvolgente e fa si che il tutto passi in fretta: quando arriva l’outro di arpa, quasi non sembrano passati quattro minuti! Il risultato è un pezzo splendido, forse il migliore dell’intero album (anche se è una dura lotta, visto che le altre sono dello stesso livello). Giunge quindi Black Flag, veloce scheggia dall’andamento brillante e rapido, che può quasi sembrare allegra. È così che appiano le strofe, power metal diretto e scarno, con giusto qualche intervento di flauti di tanto in tanto. Si cambia strada per i ritornelli, molto densi coi tanti giri di violini, flauti e tastiere. Anche questa parte può sembrare spensierata, ma la voce di Merani sottolinea un vago senso di malinconia, presente nei tanti fraseggi sparsi qua e là – e che si accentua ancor di più nel finale. La traccia è inoltre piuttosto lineare: si cambia strada solo al centro, dove il chitarrista Fabio Buzzago e il tastierista Stefano Colombo si mettono in mostra con ottimi intrecci e assoli da metal classico. È un altro arricchimento per una traccia ottima, praticamente alla pari con la precedente. Dopo la canzone più power dell’EP, in coda gli Æxylium ci mostrano il loro lato più folk con Revive the Village: ciò avviene sin dall’esordio, con la cornamusa di Roberto Cuoghi. È il punto d’origine di una traccia stavolta allegra e festosa in maniera autentica, il tipico pezzo da taverna, ma nelle mani del gruppo incide e non sembra banale, nonostante la semplicità. Nei suoi tre minuti si alternano strofe dritte e divertenti e ritornelli corali in cui il senso di gioia aumenta anche di più. C’è giusto spazio tra le parti tra qualche stacco meno metallico e orientato verso la musica tradizionale, che peraltro si incastra bene nel tessuto del pezzo. Ne risulta un pezzo semplice ma molto coinvolgente, che chiude il terzetto come meglio non si poteva!

Come già accennato, The Blind Crow è un EP corto ma ottimo, e soprattutto promette molto bene per il futuro. Se riusciranno a incidere un full-lenght con questa qualità media e una registrazione migliore, gli Æxylium potrebbero esordire sulla lunga distanza con un capolavoro memorabile. Come sempre, solo il tempo saprà dire cosa avverrà; nel frattempo però il mio consiglio è di segnarvi il nome dei varesini, specie se siete fan del folk metal più melodico.

Questa è la recensione numero cinquecento di Heavy Metal Heaven. È un risultato che può sembrare merito di noi redattori della webzine, ma che in realtà è anche vostro. Solo continuando a leggerci e a supportarci abbiamo continuato a tenere alto il ritmo delle recensioni e non abbiamo lasciato la webzine a sé stessa. Come sempre, quindi, grazie a tutti.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1The Blind Crow04:25
2Black Flag03:27
3Revive the Village03:09
Durata totale: 11:01 
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Steven Meranivoce
Fabio Buzzagochitarra 
Roberto Cuoghichitarra, cornamusa e banjo
Stefano Colombotastiere
Federico Bonoldiviolino
Gabriele Guarinoflauto
Gabriele Cacocciolabasso
Matteo Morisibatteria
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:

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