Mayhem + Dragged into Sunlight + Inferno – live @ Live Music Club, Trezzo sull’Adda – 6 aprile 2017

Se ci si pensa, di capolavori la storia del metal ne ha visti tanti. Tuttavia, molti meno sono quegli album unici e irripetibili, che trascendono addirittura il capolavoro e diventano qualcosa di più. Nel corso della storia del genere, ne sono usciti giusto qualche manciata. Per i miei gusti, De Mysteriis Dom Sathanas, il famigerato esordio dei Mayhem, è senza dubbio uno dei pochi eletti. A costituire il suo mito non è solo il velo di oscurità che lo avvolge, sfociato nei fatti di cronaca nera che tutti conosciamo. C’è anche una tracklist perfetta, senza la minima sbavatura, che lo rende uno dei lavori black metal più belli di tutti i tempi.

E così, quando ho saputo che il gruppo norvegese avrebbe suonato l’intero album nel suo prossimo tour,il Purgatorium Europe MMXVII, non ci ho pensato due volte a prendere il biglietto per l’unica data in Italia. La distanza che separa casa mia dal luogo del concerto –circa cinque ore di macchina – non è stata un ostacolo sufficiente, come non lo sono stati i problemi vari che ho avuto. Dovevo esserci a tutti i costi!

E così giovedì scorso mi sono presentato al Live Music Club di Trezzo sull’Adda (Milano), location scelta per il live (in cui peraltro non ero mai stato prima). È un bel posto per i concerti, tra il ristorante sopraelevato rispetto alla pista del concerto, un’area pubblico piuttosto ampia e diversi servizi che altrove mancano (tipo la sala fumatori). Buona anche l’organizzazione, che per esempio ha garantito l’inizio in orario di tutti i concerti – fatto non scontato, in Italia. Peccato però che, come leggerete tra poco, la sua acustica non è sembrata perfetta – anche se forse la colpa non è da imputarsi tanto al locale, quanto .

Inferno
I primi a esibirsi sono stati gli Inferno, gruppo black metal della Repubblica Ceca attivo dal 1996 e con alle spalle ben sette album. il fatto che siano della vecchia scuola è stato ben udibile fin dalle prime battute: il loro è un black classico, con alcune tendenze atmosferiche, toni orrorifici e strutture abbastanza complesse, piene di cambi di tempo. È un genere un po’ ostico da ascoltare dal vivo, specie se non si conosce il gruppo, ma in fondo non è stato questo il problema principale della loro prestazione. Ciò che li ha condizionati di più sono stati i suoni, molto pastosi e in cui si sentivano quasi solo sezione ritmica e voce, mentre le chitarre quasi sparivano – il che non è proprio un bene in un genere come il black. E se si tratta di un problema tipico per i gruppi di apertura, ciò non toglie che ha reso il concerto molto arduo da seguire. C’è da dire anche che alla fine non è stato troppo spiacevole: il gruppo ce l’ha messa tutta, e al netto di qualche imprecisione è stata una prestazione solida. Si è visto che il quintetto ceco ha dato il meglio, specie il cantante Adramelech, che nonostante il pubblico un po’ freddo ha sfoderato una prestazione di cuore, molto inquietante. E così, alla fine la mezz’ora a loro disposizione è stata uno spettacolo discreto, anche se personalmente rivedrei di nuovo gli Inferno in condizioni migliori.

Scaletta Inferno:

  1. The Firstborn from Murk
  2. The Altar of Perversit
  3. The Funeral of Existence
  4. Whisper of Hope in Tears of Blood 
  5. Holy Poison

Dragged into Sunlight
Tempo di un rapido cambio palco, poi è stato il turno dei Dragged into Sunlight, gruppo britannico attivo dal 2006 e con solo due full-lenght in carriera, che sono bastati loro per diventare un nome di culto. Il pubblico del Live Club ha scoperto il perché già dal fragoroso e improvviso esordio della loro performance. È stato l’inizio di un concerto che non esito a definire “la cosa più estrema che abbia mai visto dal vivo”. Merito in primis della resa visiva sul palco degli inglesi: hanno suonato tutto il concerto dando le spalle al pubblico, spesso dietro a un muro di fumo e in lontananza. In primo piano c’era invece solo un candelabro a otto braccia, che completava l’effetto estraniante. Hanno contribuito allo stesso effetto anche gli schermi televisivi ai lati del palco, che a tratti si illuminavano e mostravano interludi inquietanti. Ma forse il merito principale è dello stile della band, che mischia black, doom, death, intermezzi noise e influssi drone in qualcosa di brutale, caotico e di grande impatto, ma al tempo stesso atmosferico e avvolgente. Del resto, il gruppo ha potuto contare sui suoni migliori dell’intera serata, nitidi quanto bastava in certi momenti e confusionari in altri, ma stavolta è probabile che sia una scelta degli stessi Dragged into Sunlight. Il risultato è stata una bellissima prova, ipnotica e avvolgente, che anche il pubblico ha apprezzato: il pogo è partito diverse volte, e a un certo punto c’è stato persino un wall of death! Insomma, alla fine dell’ora abbondante del loro concerto – che tra l’altro li rende la band che ha suonato più a lungo nella serata – posso dire: gruppo molto interessante, da recuperare anche per quanto riguarda gli album in studio. Bravissimi!

Setlist Dragged into Sunlight:

  1. To Hieron
  2. Omniscienza
  3. Absolver
  4. Buried with Leeches
  5. Volcanic Birth
  6. Lashed to the Grinder and Stone to Death


Mayhem
Nonostante i Dragged into Sunlight abbiano impressionato molti, è ovvio che il pubblico – a quel punto in gran numero, il locale era praticamente pieno – aspettava più che altro i Mayhem. E così, già dalle prime note di Funeral Fog il Live Club è stato avvolto dall’oscurità. Purtroppo però già dall’inizio si è presentato un problema non trascurabile: il suono del gruppo. In primis, a me è sembrato che il volume sia stato un pelino basso per tutto il concerto. In più, per quasi metà della sua durata, i suoni sono stati abbastanza impastati (meglio degli Inferno, ma peggio dei Dragged into Sunlight), specie nei momenti più rapidi – e De Mysteriis Dom Sathanas, lo sapete, non è un album doom. Così, se la seconda metà dell’evento è stata soddisfacente, la prima si è un po’ persa, a eccezione di pezzi più rallentati come Freezing Moon o Life Eternal, che infatti si sono rivelati tra i picchi assoluti della serata. È stato però l’unico difetto del concerto, che per il resto si è rivelato ottimo. In primis, la prestazione della band è stata maiuscola, compatta e precisa nei minimi particolari, tanto che suono a parte sembrava quasi di ascoltare il disco in studio. Al tempo stesso però non è stata di quelle tecnicamente perfette ma vuote e senz’anima di alcuni gruppi odierni. Al contrario, nonostante l’assenza di dialogo col pubblico – tra le canzoni invece erano presenti intermezzi ambient orrorifici – si è creato un bel feeling. Merito in primis di Attila Csihar, a cui sono bastate poche semplici mosse per fomentare al massimo e rendere il tutto più blasfemo. Soprattutto però è l’immagine che colpiva di più: già il face-painting e l’abbigliamento del gruppo è mitologico, ma l’allestimento scenico è stato anche più impressionante. Dai fondali cangianti agli scheletri e alle vele apparsi sul palco, passando per l’altare satanico di Attila, tutto ha contribuito ad accentuare la malvagità già presente nella musica, conferendole anche un bel carico di teatralità. Nonostante i problemi, insomma, ne è venuto fuori un gran concerto, apprezzato alla grande anche dal pubblico, che non ha mai mancato di far sentire il proprio calore. E così, i quarantacinque minuti della durata dell’album sono volati in un attimo (peraltro, questa breve durata non si è rivelata un problema, specie per chi aveva un lungo viaggio di ritorno, come me), lasciando un’impressione  ottima dietro di sé. Eh sì, il male quella notte aleggiava proprio su Trezzo sull’Adda!

Scaletta Mayhem: 

  1. Funeral Fog
  2. Freezing Moon
  3. Cursed in Eternity
  4. Pagan Fears
  5. Life Eternal 
  6. From the Dark Past
  7. Buried by Time and Dust
  8. De Mysteriis Dom Sathanas

Concludendo, quella di giovedì è stata una bella serata di grande metal estremo. Forse non bellissima, per colpa dei vari problemi, ma in fondo credo che valesse la pena  essere presenti. Quel che è certo è che con ogni probabilità andrò di nuovo a vedere i Mayhem quando torneranno in Italia in autunno – sempre se le voci di un loro concerto a Roma saranno confermate. Detto questo, non mi resta che darvi appuntamento al prossimo report!

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2 risposte

  1. Lumi ha detto:

    C'ero anch'io, ho deciso tutto tre settimane prima e scroccato un passaggio ad amico che non ascolta assolutamente black metal se non quel poco che gli passo io, ci siam fatti i nostri 170 km per raggiungere il luogo del concerto inedito anche per noi (ma torneremo). Pare si sia divertito, son soddisfazioni!Gli Inferno non li conoscevo ma mi sono piaciuti moltissimo, anch'io li rivedrei volentieri dal vivo e in condizioni acustiche migliori. Si sono rivelati superbi, sapevano il fatto loro, han creato una grande atmosfera per l'apertura di un concerto epico già al suo annuncio mesi fa.Quella dei Dragged into Sunlight, altro gruppo che non conoscevo, non esagero a definirla l'ora più terrificante della mia vita. Il suono c'era ma era un guazzabuglio di rumore fine a se stesso, voce non pervenuta tolto qualche sibilo (avevo un ragazzo a fianco che si è praticamente tenuto le orecchie tappate per tutta la durata della loro esibizione), quando c'è stato il wall of death mi sono girata completamente perchè era più interessante guardare quello che il gruppo xD non è un'esperienza che rifarei, bocciati per quanto mi riguarda.La Storia come li chiamo io, è stata penalizzata ancora una volta dall'acustica imperfetta, a lungo sembrava di sentire la stessa canzone a ripetizione, la voce andava e veniva. Però atmosferici, capaci di intrattenere il pubblico (è partito un pogo violento all'inizio che ho dovuto scappare al bar!), non belli come gli Inferno ma da rivedere. Hellhammer che lancia le bacchette a fine concerto è indimenticabile.Se le voci di una data in autunno saranno confermate potrei prendere in considerazione l'idea di rivederli (e qui i km saranno circa 600, quindi treno per ovvi motivi)… basterà uscire quando si esibiscono i DIS lolGrazie per il report accurato (unica postilla, l'ultimo album degli Inferno è uscito giusto due giorni prima della data in Italia), così conosco i titoli delle canzoni e posso andare a riascoltare. Saluti!

  2. Mattia Loroni ha detto:

    Penso che i Dragged into Sunlight siano così particolari che o li si odia o li si ama. Io li ho amati, ma ovviamente è una questione di gusti :). Per il resto, sono d'accordo con te al cento percento, specie sui Mayhem. In ogni caso, grazie mille per il commento ^_^ .

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