Thunder and Lightning – The Ages Will Turn (2016)

Sul finire del 2016 i tedeschi Thunder and Lightning sono giunti alla loro sesta produzione in studio con The Ages Will Turn, un disco molto particolare che colpisce per molti aspetti. Scopriamone insieme i dettagli.

Volendo analizzare l’album sin dalle prime impressioni, il colpo d’occhio regalato dalla copertina non lascia di certo indifferenti. La cover art, disegnata da Luis Figueiredo, cattura subito l’attenzione e ci immerge nella proposta concettuale della band ancora prima di far partire la prima traccia. The Ravaging Overture apre le danze in chiave epica con un mix tra una classica overture sinfonica e il suono heavy/power che contraddistinguerà poi tutte le altre tracce. Si parte con la carica giusta e Welcome to the Darkside ha subito l’energia necessaria per destare la curiosità nell’ascoltatore. Il sound sembra fin da subito vincente, l’esperienza maturata in una decina di anni di carriera si fa sentire in modo prepotente e tutto pare essere nell’ordine corretto, tanto è vero che il primo vero pezzo dell’album scorre senza intoppi e senza cali di intensità o sbavature di sorta. L’ascoltatore più esigente senza dubbio comincia a formare le prime pretese con un inizio del genere, e proseguendo con Silent Watcher il gruppo non delude. Dopo aver raccontato la leggenda metropolitana del lato oscuro della luna, il gruppo si lancia nella narrazione del più moderno mito dello Slender Man, una sorta di figura dalle fattezze umane in giacca e cravatta ma senza un volto definito che si aggira per le foreste terrorizzando chi osa addentrarvisi. Sul piano musicale Silent Watcher si presenta come un brano più veloce rispetto al precedente, che si attenua solo nel ritornello e in qualche caso sporadico. Per tutta la sua durata risulta essere un pezzo davvero valido e il gruppo inizia a far sentire la sua forza anche sul piano strumentale con un assolo davvero ottimo e dei passaggi assolutamente degni di nota. Senza un attimo di respiro veniamo subito lanciati all’ascolto del terzo brano dopo la intro, Black Eyed Child. Le influenze del gruppo cominciano a farsi sentire forse anche più che negli altri brani finora analizzati: certe scelte melodiche ricordano molto da vicino i mitici Blind Guardian e ben si sposano con la durezza di alcune ritmiche che invece lasciano un retrogusto di Iced Earth. Il gruppo comunque non ha di certo problemi di personalità o di originalità, il suono di tutto l’album è ottimamente costruito e di sicuro ben poco ha da invidiare ad altre produzioni in ambito heavy/power. Si prosegue con Eternally Awake, dai ritmi leggermente meno sostenuti che gioca tutto sul contrasto tra una base heavy e le mire epiche del suo ritornello, ed entrambi gli aspetti a mio parere sono pienamente riusciti. La variazione nella parte centrale arricchisce il pezzo in questione pur non cambiandone la pelle. Con il brano seguente, Columbia, il gruppo si lancia in un tributo all’ultimo videogioco di una delle saghe più amate, ovvero Bioshock Infinite. La intro è da brividi e ci introduce all’atmosfera di questa città tra le nuvole, e tutta la traccia si attesta su buoni livelli non mancando mai di coerenza nella sua costruzione prettamente melodica. Forse non uno dei pezzi più memorabili dell’intero album, ma di sicuro non siamo di fronte ad un brano anonimo. Superata ormai la prima metà del disco, giungiamo all’ascolto di One Blood. In questo frangente il gruppo accelera notevolmente i ritmi e, seppure la pista melodica resti quella preponderante anche per il pezzo in questione, la potenza heavy resta immutata e le scelte ritmiche sembrano essere tutte riuscite. Nella sezione in cui è inserita la chitarra solista è presente anche una collaborazione illustre di Máté Bodor, chitarrista di Alestorm  e Wisdom. A seguire è il turno della title-track, che si presenta con un ancora più marcato contrasto tra sonorità tipicamente heavy e stili decisamente più vicini al power, ma il risultato non è da disprezzare. La band trova la sua dimensione in questo continuo scambio di influenze nella stesura dei brani e ne è perfettamente consapevole, a sentire quello che viene fuori in questa traccia che dà il nome a tutto il lavoro. Il penultimo pezzo del platter porta il nome di Hysteria e ha un po’ la “sfortuna” di trovarsi nella posizione “sbagliata” nella tracklist, perché visto quello che abbiamo sentito fin qui forse si configura come un brano un po’ anonimo, e arriva dopo che i suoi predecessori avevano già detto tanto e lo avevano fatto in modo ottimale. L’ultimo brano del disco è anche il più lungo, e per la chiusura è stata scelta una via di mezzo tra ritmiche non veloci ma marcate e melodie decise che si avvalgono di cori concepiti nella maniera migliore. Il racconto del naufragio della Mary Celeste, brigantino canadese trovato senza equipaggio a bordo verso lo stretto di Gibilterra nel 1872, sembra dare vita alla copertina che si apre così a diverse interpretazioni, e musicalmente ricrea atmosfere che rivestono di una luce nuova i fatti narrati. L’inserimento di suoni ambientali che descrivono alla perfezione l’accaduto poi, è un tocco davvero magistrale che aggiunge ulteriore prestigio alla produzione della compagine teutonica.

Per tracciare un breve bilancio, The Ages Will Turn dei Thunder and Lightning è un disco che parla per sé, non ha bisogno che di una breve descrizione sulla saggia mistura compositiva in cui heavy e power si fondono e creano un lavoro che di sicuro è assimilabile per idee e sonorità a gruppi ben più noti che hanno contribuito in modo netto allo sviluppo di una tradizione musicale di stampo metal in terra di Germania, ma che non manca di personalità e stile proprio nella misura in cui non sempre è facile fondere insieme più generi con risultati lodevoli. Davvero un lavoro di pregevole fattura e, per gli appassionati di tali generi che se lo stessero domandando, anche un potenziale acquisto consigliato.

Voto: 84/100

Francesco

Tracklist:

  1. The Ravaging Overture – 01:04
  2. Welcome to the Darkside – 04:53
  3. Silent Watcher – 05:58
  4. Black Eyed Child – 04:29
  5. Eternally Awake – 04:50
  6. Columbia – 05:18
  7. One Blood – 03:25
  8. The Ages Will Turn – 05:29
  9. Hysteria – 03:57
  10. Mary Celeste – 07:02

Durata totale: 46:25

Lineup:

  • Norman Dittmar – voce
  • Benjamin Dämmrich – chitarra
  • Marc Wüstenhagen – chitarra
  • Robert Rath – basso
  • Steve Mittag – batteria
Genere: heavy/power metal
Per scoprire il gruppo: il sito ufficiale dei Thunder and Lightning

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