Domande e Risposte – Haunted

Nella mia lunga storia con Heavy Metal Heaven, ho pubblicato interviste di tutti i tipi. Ne ho lette di più interessanti e di meno, ma spesso anche queste ultime in fondo non erano certo terribili – in effetti quasi tutte avevano qualcosa da dire, e solo un paio mi hanno fatto meno che piacere. Ma delle tante interviste apparse nella rubrica “Domande e Risposte”, solo una manciata sono davvero memorabili. Quella che di recente ho proposto ai catanesi Haunted ricade proprio in quella categoria. All’incirca un mese fa, ho avuto modo di lodare nella recensione quella bellissima perla oscura di stoner doom metal che è il loro esordio omonimo. Come sempre nei casi di un album eccellente, ho chiesto ai siciliani di rispondere a qualche domanda per questa rubrica. Per il gruppo mi ha risposto il bassista Frank Tudisco, in una maniera criptica e bizzarra, ma davvero affascinante, che rende appunto questa una delle interviste più interessanti che abbia fatto. Non ci credete? Giudicate voi!

Per cominciare, ti andrebbe di raccontare la storia degli Haunted ai lettori di Heavy Metal Heaven?
Frank Tudisco: Ci siamo manifestati nel 2015, ma abbiamo cominciato ad assumere connotazioni fisiche più definite che era già ottobre. Una demo a novembre è servita da vascello per le sponde della Twin Earth Records. Siamo passati attraverso lo studio di registrazione a Marzo del 2016 ed inciso il nostro primo epitaffio in cinque giorni; rilasciato poi in digipack a fine estate ed in vinile la notte di halloween, proprio ad un anno esatto dalla nostra iniziazione. Giusto un paio di apparizioni, di fianco ai Goblin di Claudio Simonetti in casa e ad altre congreghe tra cui i Candlemass, in trasferta a Brescia. Oggi ci ritroviamo in fase di decomposizione dei nuovi brani.

Il vostro esordio omonimo è uscito nell’estate dello scorso anno. Visti i tanti mesi passati, potrete tracciare un bilancio: secondo te quali sono stati i suoi riscontri a livello di critica musicale? E quali a livello di vendite e di pubblico?
Frank: L’edizione limitata del nostro debutto è andata sold-out in un paio di mesi dall’uscita e proprio in questi giorni la versione standard in vinile nero ha infestato il webstore della RidingEasy Records. Siamo stati invitati da diversi festival in nord e centro Europa e abbiamo stretto patto con la NeeCee Agency, una rinomata impresa di booking. Quindi per tracciare un bilancio direi, più che bene, male.

La peculiarità più evidente di Haunted è la voce di Cristina Chimirri. Una cantante donna non è inedita nel doom, ma di solito accompagna generi più leggeri e tranquilli. Nonostante questo, il connubio tra i suoi vocalizzi semplici e leggeri e la vostra base pesante e oscura funziona bene, creando un bel contrasto. Come è nata l’idea di unire questi due mondi diversi in un connubio del genere?
Frank: Sin dal principio siamo stati pervasi da incubi piuttosto vividi riguardo l’aspetto sonoro che volevamo ottenere. Un banco di nebbia fitta, una bruma invalicabile, un muro di cinta cimiteriale sub-sabbathiano, lento e opprimente. Dagli albori della nostra formazione l’intento auspicava l’ausilio di una timbrica vocale che ricalcasse il lamento di una banshee. Non avremmo mai realizzato nulla che corrispondesse nemmeno lontanamente alla nostra intenzione primordiale senza il coinvolgimento di Cristina. Ritengo che questi elementi caratterizzano la struttura essenziale della nostra formula.

Il vostro punto di forza sono però le atmosfere, molto cupe e opprimenti ma con diverse sfaccettature; in generale, si rivelano molto avvolgenti ed efficaci. È una caratteristica venuta fuori in maniera naturale oppure gli avete dedicato molta cura in fase di composizione? 
Frank: Abbiamo modellato le nostre energie su un archetipo collettivo che tutti individuiamo e riconosciamo consanguineo, poi cercato di trasferire in frequenze le trame oniriche ordite dalle nostre menti. Credo che questo sia la maniera più naturale che conosciamo per trasmutare le nostre emozioni in musica.

Un altro dettaglio che ho notato nella recensione è il suono generale: seppur sia migliorabile, quello di Haunted è già di livello più elevato rispetto alla maggior parte degli esordi discografici che escono oggi. Avete lavorato molto in studio di registrazione per raggiungere questo risultato?
Frank: Abbiamo impiegato tutte le risorse di cui disponevamo per garantirci una dignitosa strumentazione e affidati a quell’idea di suono che avevamo sviluppato soprattutto durante le sessioni di prova. Nonostante ci siamo materializzati in studio con un livello davvero marginale di esperienza, siamo riusciti ad avvicinarci quanto più a quella forma grezza che fin a quel punto avevamo solo idealizzato.  

Domanda classica: quali sono le vostre influenze principali?
Frank: Le influenze principali sono quelle che più stimolano i nostri sensi comuni. Tentiamo di trasporre in musica esortazioni auditive, visive, emotive e percettive. Per farla breve, siamo terribilmente ossessionati da vibrazioni sabbathiane, baviane, junghiane e crowleyane.

Altra domanda che faccio sempre: ci sono musicisti molto lontani dallo stoner e dal doom ma che apprezzate, o che addirittura riescono a influenzarvi?
Frank: Certamente sì, posso dire che tutti noi abbiamo avuto la fortuna di aver cominciato ad ascoltare musica sin da bambini e lasciato che ci accompagnasse durante tutti i momenti fondamentali della nostra vita, dai più bui ai meno solari. Amiamo generi tra i più disparati e ci riteniamo ancora piuttosto affamati.

Di solito a un anno dalla nascita un gruppo è ancora molto acerbo, e deve trovare bene la quadratura del cerchio. Come ho scritto nella recensione, voi invece siete già molto maturi, a un livello da far invidia a gruppi ben più scafati. Qual è il vostro segreto – se ne avete uno, e se ti va di raccontarlo?
Frank: Ti ringrazio molto per le parole incoraggianti finora spese. Se c’è un ingrediente determinante, mescolato alla poltiglia che ribolle nel nostro calderone, che riteniamo possa contenere proprietà caratterizzanti al fine di garantire l’efficacia stessa dell’intruglio, questo è allora la volontà. Innanzi al bivio scegliamo forse di perseguire la via meno battuta, quella più ardua e scoscesa da intraprendere, ma che indubbiamente conduce a un orizzonte ben più funesto.

Quali sono i piani futuri degli Haunted?
Frank: Dunque, siamo appena ritornati dallo studio di registrazione dove abbiamo inciso nuovi brani per un EP.
Dedicheremo inoltre il nostro tempo alla stesura di nuove nenie al fine di aggiungere un secondo loculo al nostro cimitero discografico entro la fine del ‘17.  
Al momento tre le necrologie;  una ad Ottobre in occasione dell’Into The Void Fest in Olanda, poi al Doom Over Vienna per Novembre ed infine nuovamente nei Paesi Bassi in Dicembre, dove parteciperemo attivamente all’Eindhoven Metal Meeting. Abbiamo altre date in programma, ma non sono ancora state confermate.

Il finale è sempre a piacere. A te il compito di concludere questa intervista come meglio credi. 
Frank: Ringraziamo l’adunanza di Heavy Metal Heaven per lo spazio concesso a cui noi tutti porgiamo doverosi “estremi” saluti.

Intervista a cura di Mattia

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