Domande e Risposte – Frozen Sand

Il progressive metal puro è un genere stagnante: lo è da decenni, in realtà, da quando i primi gruppi hanno esaurito la loro spinta innovativa e le nuove leve hanno cominciato solo a copiare i Dream Theater. Per fortuna, alcuni gruppi degni di nota escono ancora: è il caso dei Frozen Sand, quintetto proveniente da Borgomanero (Novara). Pur non essendo molto innovativo, il loro esordio Fractals – A Shadow out of Lights è un album splendido, con tante belle canzone e una grande cura per la musicalità, invece che per la tecnica spesso preponderante nel genere. È questo il motivo per cui ho non solo ho apprezzato molto il lavoro, ma ho anche proposto ai piemontesi di essere intervistati qui su Heavy Metal Heaven. Alle mie domande il gruppo ha risposto in maniera compatta: senza altri indugi, quindi, spazio alle loro parole!

Per cominciare, potete raccontare ai lettori di Heavy Metal Heaven la storia della vostra band?
Frozen Sand: Tutto cominciò quasi per gioco nell’inverno del 2010… Cinque studenti provenienti da esperienze e background musicali diversi, ma accomunati da amicizia, entusiasmo e una profonda passione da condividere: la musica. Probabilmente questa è la maniera in cui la maggior parte delle band underground si formano. Tuttavia ci rendemmo presto conto che il fatto di avere esperienze e gusti musicai ben diversi l’uno con l’altro poteva rappresentare sia il nostro punto di maggiore forza (l’originalità) che di maggiore debolezza (la mancanza di coesione musicale o di un obiettivo comune). Sicuramente fu alquanto ostico fare il punto di ciò che eravamo veramente e comprendere bene quali fossero le nostre potenzialità come band, ma con gli anni e le varie esperienze (sia in studio che sul palco) tutto assunse presto una forma più delineata e concreta. Abbiamo così affinato la nostra immagine, il sound, i testi, il band-marketing, insomma tutto ciò che ci potesse indirizzare verso un percorso personale volto all’originalità, senza essere la mai la brutta imitazione di qualcun altro. Oggi, il nostro debut album Fractals – A Shadow out of Lights rappresenta per noi un piccolo ma significativo traguardo lungo questo percorso.

Fractals: A Shadow Out of Lights è uscito all’inizio del 2017. Visti i mesi passati, forse potrete tracciarne un bilancio: vi va di dirci come è stato recepito dalla fanbase e come dalla critica di settore?
Frozen Sand: Siamo decisamente molto contenti  di come l’album sia stato recepito dal web in questi primi 4 mesi dalla sua uscita. Ci ha permesso di consolidare e in parte allargare la nostra fanbase, anche se ad essere sinceri ci aspettavamo forse risultati migliori in tema di visualizzazioni e risposte del pubblico. Ciò che invece ci ha sorpreso molto positivamente è stata la reazione della critica di settore: 8 interviste pubblicate, 21 ottime recensioni e 19 pubblicazioni dell’album in 9 lingue diverse!! Per chi fosse interessato a leggerle, tutti i link sono disponibili nella Home del nostro sito ufficiale www.frozensandband.com. Tirando le somme, il bilancio ad oggi è davvero positivo e ci auguriamo di tenere alti gli shares anche nei prossimi mesi!

Come ho scritto nella recensione, ciò che ho apprezzato di più nella vostra musica è la grande cura per la musicalità e l’equilibrio delle canzoni nel loro complesso. Un fatto non scontato per il progressive metal, in cui molti gruppi puntano troppo sulla tecnica e sacrificano un po’ la resa generale dei pezzi. Avete lavorato molto per raggiungere questo risultato in fase di composizione, oppure vi è venuto naturale?
Frozen Sand: Siamo contenti di questa tua osservazione e ti ringraziamo per questo. Significa molto per noi sapere che hai apprezzato così tanto il nostro lavoro! Il risultato è stato voluto e abbiamo sudato parecchio per ottenerlo. Tre anni di lavoro incessante, ponendo estrema cura ad ogni aspetto ritmico, melodico e testuale, sia in fase di composizione che di produzione. Come sai, il nostro è un concept-album, che partì in verità nel 2014 con la pubblicazione del nostro precedente EP Prelude, il quale fungeva appunto da preludio alla storia, quale sorta di trailer dell’intera saga Fractals of Frozen Lifetimes. Le canzoni sono quindi tenute insieme e legate da una storia di fondo, che è nata e si è sviluppata insieme alla musica e ai suoi testi. Non è un caso che vi siano qua e là repentini cambi ritmici o melodici, o stili vocali nettamente diversi l’uno con l’altro, così come non è lasciata al caso la scelta di un’alternanza di registri linguistici nell’inglese, o lo switch verso l’italiano, lo spagnolo o il latino in alcuni punti dell’album. Tutto segue una tematica e un obiettivo, ma senza mai lasciare da parte l’ispirazione artistica né la passione musicale. Più nello specifico, fin dall’inizio ci siamo posti tre obiettivi chiari e definiti per la realizzazione di Fractals – A Shadow out of Lights. (1) In primo luogo l’album doveva essere il più eterogeneo possibile: non volevamo che risultasse uno di quei tanti album che stufa già alla terza traccia poiché i groove e le melodie sono talmente simili tra loro da farti venir voglia di cambiare disco. (2) In secondo luogo, si prefiggeva  come un concept tecnico, ma le metriche, le sonorità e le voci non dovevano assolutamente essere messe in secondo piano rispetto ai testi e alla storia, né viceversa. In altre parole tutto doveva funzionare bene e in maniera equilibrata. (3) Per ultimo, ma non meno importante, sebbene parte di un storia che tiene legato tutto, ogni singolo brano doveva avere un senso anche come traccia a sé, senza mai perdere ciò che noi consideriamo uno degli sconfinati poteri che ha la musica: la capacità di coinvolgere emotivamente l’ascoltatore e di far si che, all’ascolto, la canzone diventi in qualche modo sua.

Vi autodefinite “storytelling progressive metal”, e anche nei vostri siti affermate di essere narratori, più che musicisti. Vi va di approfondire un po’ di più l’argomento e svelare quali storie si celano dietro ai vostri testi?
Frozen Sand: L’idea di definirci dei “narratori” e di riferirci al nostro genere come “storytelling prog metal” nasce appunto dal fatto che alla base tutta la nostra musica è motivata da una storia di fondo e da forti tematiche. Ma non solo… la nostra è una musica molto sentita e, a differenza di quello che avviene nella maggioranza delle band, componiamo tutti e cinque insieme, sempre: ognuno di noi è essenziale per la creazione dei nostri brani e grazie al suo strumento (che sia la voce, la chitarra, il basso, la batteria o il testo scritto) comunica, trasmette, “narra” altresì una parte di sé.

Sempre nella recensione, ho scritto che i miei pezzi preferiti di “Fractals..:” sono Perfect Inspiration, Everlasting Yearning e Sail Towards the Unknown. Avreste qualche aneddoto o qualche curiosità da raccontarci a proposito di questo terzetto?
Frozen Sand: È curioso… si tratta dei primi tre brani di questo disco che abbiamo composto, precisamente nel 2014. Perfect Inspiration si avviluppa dualmente attorno alla tematica dell’ispirazione artistica, da un lato quale appagamento dell’ego dell’artista, e dall’altro come condanna. L’alternarsi di momenti lenti e rammaricanti di pathos emotivo con virtuosismi energici è volta proprio a rappresentare tale dualismo. Everlasting Yearning ha un mood più positivo poiché è  volta a richiamare la bramosia come apice dell’ambizione di un uomo che, sentendo la pressione del tempo che scorre, vuole lasciare un segno di sé nella storia. Abbiamo scelto uno stile tendente al power metal poiché è per noi il miglior modo di rappresentare l’incessante scorrere del tempo. Infine Sail Towards the Unknown è un brano ancora più studiato ritmicamente. Nella nostra storia è l’inizio vero e proprio del viaggio e le emozioni che vuole suscitare sono entusiasmo per l’avventura e paura per l’ignoto. Centrali in questa canzone sono le figure dei tre viaggiatori della nostra saga, ognuno rappresentato da uno stile canoro diverso. Una curiosità su questo brano?!.. Il finale è sempre tostissimo da eseguire dal vivo!

Domanda classica: quali sono le vostre principali influenze?
Frozen Sand: Ognuno di noi darebbe sicuramente una risposta diversa a tale domanda. Le influenze a cui attingiamo sono infatti svariatissime e ben diversificate. I nostri groove e pattern ritmici provengono per lo più al campo dell’alternative metal (band come Karnivool, Tool o Breaking Benjamin), ma contaminati con influenze dal djent e dal metal tecnico, stile Periphery, Protest the Hero, Tesseract e Scar Symmetry. Al contrario, i riff di chitarra hanno in generale origini più classiche, richiamando qua e là il metal tradizionale, il blues-rock e il prog: per citare alcuni nomi, Pink Floyd, Porcupine Tree, Frank Zappa, Dream Theater e Symphony X. Infine gli stili vocali assumono varie forme a seconda del contesto, richiamando spesso il metalcore e il post-hardcore melodico nella maniera di alternare voce pulita e distorta (Bullet for My Valentine, Escape the Fate, A Day to Remember), con reminiscenze dal power metal (Sonata Arctica, Avantasia), parti corali più epiche e sinfoniche (Rhapsody, Nightwish o Sabaton) e passaggi più lenti e melodici ripresi dal pop e dal rock classico. Per tirare le somme, un calderone miscellaneo di influenze diverse, ma senza mai perdere di vista la continua ricerca dell’originalità

Altro quesito che pongo sempre a tutti: ci sono musicisti lontani dal progressive metal che però amate, o addirittura che riescono a influenzarvi?
Frozen Sand: Anche qui, moltissimi. Tra i nomi citati prima, se ne possono infatti scorgere alcuni non soltanto lontani dal progressive metal, bensì lontani dal metal in generale.

Come già detto sia nella recensione che in questa intervista, vi trovo molto superiori alla media del prog metal attuale. Per me infatti per gran parte il genere è tutto tecnica e niente cuore, e solo pochi riescono a dargli una dimensione più profonda. È così anche per voi? E in generale, quale pensate che sia lo stato di salute attuale del progressive metal nel mondo?
Frozen Sand: Domanda complessa… Probabilmente tutti (o quasi tutti) i musicisti mettono cuore in quello che scrivono ed eseguono, ma spesso tendono a cadere nella trappola dell’estrema tecnica che diventa poi fine a sé stessa. È sempre difficile trovare il proprio equilibrio e non cadere nel vortice dell’ “ora faccio sentire a tutti quanto suono bene e quanto sono bravo!!” rischiando così di compromettere la fluidità artistica del brano e dell’album. Negli ultimi anni, il prog metal si è evoluto e diversificato parecchio. La contaminazione con il death metal melodico e il metalcore hanno portato alla formazione di nuovi sottogeneri, quale ad esempio il djent, genere dal quale traiamo parte della nostra ispirazione musicale. Le prospettive sono buone e le potenzialità che tale genere ha ancora di evolversi sono tante. Ogni giorno nascono band fantastiche dalle straordinarie potenzialità ed è davvero affascinante sapere che in qualche modo “tutti possono influenzare tutti”: non solo infatti le nuove generazioni di band underground possono trarre ispirazioni dai grandi del genere, ma (grazie anche alla diffusione del web) in alcuni casi si sta verificando addirittura l’opposto.

Cosa si devono aspettare in futuro i fan dai Frozen Sand?
Frozen Sand: Fractals: A Shadow out of Lights rappresenta la prima metà della nostra saga, interrompendosi in un punto cruciale della storia: da qua in avanti il tutto prenderà una piega nettamente diversa, e anche il sound subirà delle leggere variazioni. Sebbene sarà anche questo un processo alquanto lungo, siamo attualmente già al lavoro per il prossimo album. Le idee sono tante e, forse già entro fine anno, potremmo rilasciare qualcosa.

La conclusione è sempre a piacere. A voi l’ultima parola per concludere al meglio questa intervista.
Frozen Sand: Inutile ribadire che siamo estremamente grati ad Heavy Metal Heaven per gli apprezzamenti e per la fantastica opportunità di averci qui sulla vostra pagina a comunicare ancora una volta col pubblico. Davvero ragazzi ci auguriamo che la nostra musica possa lasciarvi qualcosa. In tal caso potete sempre trovarci sui social o seguirci ai live. Per domande o curiosità scriveteci direttamente! Il nostro disco è disponibile per il download digitale sul web, ed è inoltre possibile acquistarne la copia fisica (così come il merchandising e le magliette) ai concerti o sui siti. Qui di seguito i nostri link principali. Grazie a tutti!!
Sito ufficiale: www.frozensandband.com
Facebook: https://www.facebook.com/FrozenSandband/
YouTube: https://www.youtube.com/user/FrozenSandBand
Instagram: https://www.instagram.com/frozen_sand_band
Twitter: https://twitter.com/FrozenSandBand
BandCamp:  https://frozensandband.bandcamp.com/album/fractals-a-shadow-out-of-lights
ITunes:  http://itunes.apple.com/album/id1191551111?ls=1&app=itunes
Amazon:  https://www.amazon.co.uk/dp/B01N5LT857
Spotify: https://play.spotify.com/album/5V0LGZubkoAtROO9TBUZu0

Intervista a cura di Mattia

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