R.U.S.T.X – T.T.P.M. (2017)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEI R.U.S.T.X sono una band cipriota nata nel 2003 sotto il nome di R.U.S.T. e T.T.P.M. (2017) è il primo full-length col nuovo monicker.
GENEREUn heavy metal di stampo classico, ma più melodico e con forti influssi hard rock.
PUNTI DI FORZALa varietà delle composizioni, uno stile meno banale della media.
PUNTI DEBOLIUna mancanza ancora di concretezza, una produzione non al top.
CANZONI MIGLIORIKallikantzaroi (ascolta), Treason (ascolta), Dreams of Tomorrow (ascolta)
CONCLUSIONISeppur l’identità dei R.U.S.T.X è ancora da sviluppare, T.T.P.M. è un lavoro buono e apprezzabile.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
78
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I R.U.S.T.X sono una band cipriota nata nel 2003 sotto il nome di R.U.S.T. e arrivata al nome odierno dopo una serie di avvicendamenti nella line-up. Nel gennaio di questo anno, la band ha rilasciato T.T.P.M., il primo full-lenght da quanto ha assunto il nuovo monicker.

La opener scelta per il disco è Fire at Will e le intenzioni del gruppo sono subito chiare: la direzione artistica intrapresa è quella di un heavy metal molto classiche con tinte hard rock, chiaramente ispirato a mostri sacri dell’heavy degli albori. Anche se ci sono delle pecche in fase di produzione il brano è pregevole e il suono dell’organo è quel tocco in più che lo rende decisamente apprezzabile. A seguire troviamo Frontier Heroes, pezzo leggermente più duro rispetto al predecessore; ancora vincente lo stile heavy melodico scelto dal gruppo, che non sfigura pur essendo al suo esordio. La combinazione tra il cantato sporco e la voce femminile in controcanto regala un risultato ottimo e va ad impreziosire questa seconda traccia del disco. Journey Arrives invece si presenta in modo totalmente inaspettato: intro al piano e cantato leggero con un mix di tre voci che ricorda alcuni classici del rock. Lo sviluppo del brano infatti, coerentemente con il suo inizio, si tiene su uno stile più rock lasciando da parte la venatura heavy metal ascoltata all’inizio dell’album. Con il quarto pezzo arriviamo alla title-track, per la quale viene scelta una intro molto ad effetto che ci porta lentamente verso l’anima del pezzo stesso. Rispetto a quanto sentito finora probabilmente è la prova del gruppo che incide meno, ma per certi aspetti caratteristici trova comunque il suo posto nella tracklist. Dopo questa avventura strumentale, ci accingiamo all’ascolto di Brothers and Sisters, con cui i R.U.S.T.X ritornano pesantemente sull’hard rock più classico e sfacciato. Sembra parecchio azzeccata la scelta della voce femminile per accompagnare tutto il brano, a cui si associa una ottima performance alle tastiere che riproducono l’inconfondibile suono dell’organo passato ormai alla storia come uno dei suoni più caratteristici dell’epoca ’70/’80, da cui la formazione cipriota attinge a piene mani. Tastiera protagonista anche nel pezzo seguente, Too Late. Stavolta l’interruttore è di nuovo dalla parte dell’heavy metal e le sonorità si sono un po’ incupite. Ottimo brano con ritornello abbastanza catchy che si fa apprezzare per la sua immediatezza. Si prosegue con Kallikantzaroi, il pezzo più lungo del disco. Nei suoi sette minuti e mezzo si presenta variopinto ed interessante, con continue variazioni ed alternanze fra temi comuni. Ottavo brano del platter è Treason, che per certi versi è assimilabile allo stile dei Judas Priest, sia per quanto riguarda la fase strumentale che per le scelte stilistiche nella parte vocale. Indubbiamente il gruppo ci mette del suo e il risultato è uno dei pezzi più convincenti di T.T.P.M., che viene subito seguito da un’altra prova decisamente apprezzabile come Dreams of Tomorrow. La nona traccia del disco si distingue per la sua delicatezza e per la sua natura prettamente melodica, che non pecca quasi in nessun punto. Per la chiusura dell’album d’esordio il gruppo ci lascia con Xeros (Never Forget), un ottimo brano interamente strumentale e suonato con una chitarra acustica che malinconicamente ci accompagna verso la fine di questa esperienza di ascolto.

I R.U.S.T.X stupiscono per la varietà con cui riescono a proporre le loro composizioni, seppure queste ultime nascano da influenze ben evidenti. Per il momento mi sento di promuovere il lavoro del quartetto di Cipro, che ha saputo guardarsi dalla banalità di uno stile trito e ritrito nel corso di decenni e ha fortemente cercato e trovato una propria identità che, se ben sviluppata, potrà fruttare lavori ancora più concreti e meglio strutturati di quello attuale, che pur si presenta come un ottimo disco assolutamente da premiare.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Fire at Will04:04
2Frontier Heroes04:05
3Journey Arrives05:57
4T.T.P.M.07:05
5Brothers and Sisters05:41
6Too Late05:44
7Kallikantzaroi07:42
8Treason05:45
9Dreams of Tomorrow04:58
10Xeros (Never Forget)02:10
Durata totale: 53:11
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Panagiotis Xanthouvoce e chitarra
Katerina Xanthouvoce e tastiera
George Xanthouvoce e basso
Giannis Xanthouvoce e batteria
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:la band stessa

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