FreaKings – Toxic End (2017)

Per chi ha fretta:
Nonostante gli svizzeri FreaKings siano più originali della media del revival thrash metal, il loro terzo album Toxic End (2017) è lontano dalla sufficienza. Il genere suonato dagli elvetici è personale: guarda meno all’incarnazione americana e più alle scene tedesca e brasiliana; inoltre, anche il suono, non eccellente ma di buon impatto, è un loro punto a favore. Tuttavia, l’album sembra davvero composto in maniera frettolosa: soprattutto, soffre di una drammatica omogeneità, coi pezzi quasi tutti uguali tra loro, sia a livello musicale che ritmico e strutturale. In più, gli svizzeri cercano l’impatto ma tralasciano la musicalità, il che rende il loro macinare molto sterile. Ne consegue un album monotono e soporifero, in cui solo la opener Hell on Earth, la title-track e la breve scheggia Beer Attack spiccano, pezzi non eccezionali ma ben al di sopra della media del resto. E così, Toxic End si rivela un album noioso e di bassa qualità, adatto forse a qualche fan sfegatato del thrash più violento ma sconsigliato agli altri.

La recensione completa: 
Nonostante ne abbia parlato senza grande entusiasmo in tante recensioni, per me i revival come quello del thrash metal anni ottanta non sono poi così terribili. I dischi dei gruppi che ne fanno parte spesso non sono del tutto da buttare: suonano scontati, ma di solito il livello è sopra alla sufficienza e al loro interno è possibile trovare almeno qualcosa di piacevole. Dall’altra parte, l’originalità non è una garanzia di successo: possono uscire dei brutti album anche in quel caso, come dimostra Toxic End, terzo album degli svizzeri FreaKings uscito lo scorso sei marzo. Lo stile affrontato dal terzetto è meno scontato e più interessante del thrash revival: gli elvetici si rifanno meno alle grandi band americane – comunque presenti nel loro sound – e più a gente come Kreator, Sepultura e Sodom. In generale, il loro suono è diretto e rabbioso, con meno fronzoli e più aggressività rispetto alla media del thrash attuale, il che costituisce un buono spunto di personalità. In più, Toxic End può contare su una registrazione che pur non essendo eccezionale, un po’ rimbombante, è adeguata al contesto: grezza ma non troppo sporca, valorizza bene la musica del gruppo. Eppure, parliamo lo stesso di un prodotto di basso livello: colpa soprattutto della sua fortissima omogeneità. Invece che di un album vero e proprio sembra quasi di sentire undici volte lo stesso brano, e già dopo pochi minuti è la noia a regnare sovrana. Sembra quasi che i FreaKings abbiano avuto fretta: senza rielaborare le proprie canzoni, hanno buttato in Toxic End le prime idee uscite in sala prove. In più, in sé i singoli brani non esaltano: sono carini, ma spesso il loro macinare è un po’ sterile, a scapito della musicalità che gli svizzeri lasciano da parte. Sono questi gli elementi a rendere il disco ampiamente insufficiente.

Visto quanto detto fin’ora, recensire l’album col mio solito track-by-track sarebbe monotono quasi quanto l’album stesso, con una  lungaserie di descrizioni simili. Quasi tutti i pezzi sono costruiti sul ritmo del batterista Simon Straumann, veloce, battente e spesso monocorde, con  al di sopra un riffage sempre uguale a sé stesso e Jonathan Brutschin che urla al di sopra. Anche le strutture si assomigliano tutte, con strofe dirette, ritornelli leggermente più preoccupati e al massimo una frazione centrale più rallentata. Solo ogni tanto si trova qualche sparuto pezzo decente, per esempio la opener Hell on Earth: è un episodio più variegato, con passaggi che danno un bel senso di urgenza. Ma forse il suo pregio più grande è di venire per primo: già dal secondo Future Vision il senso di già sentito domina. Vanno citate anche la title-track e Beer Attack: la prima può contare su alcune melodie che catturano in maniera discreta, ritmi più variegati, influssi che ricordano i primi Sepultura e una parte centrale buona. La seconda invece è una scheggia di un minuto che ha il pregio di essere rapida e di avere un certo senso di ironia – quello che si trova di solito nel grind e nei generi simili – ma per il resto è uguale a tutte le altre. In generale, questi tre pezzi sono piacevoli e discreti ma non eccezionali: se spiccano è solo per il valore infimo di ciò che hanno attorno. Della maggior parte delle altre tracce, al massimo rimane qualche passaggio qua e là, affogato in un mare di nulla, ridondante e tedioso. Per esempio, è così per il ritornello di Violent Disaster oppure per qualche spunto di Friendly Fire e di Brain Dead. E questo basta a renderle sopra alla media di Toxic End! Le altre sono uno zero assoluto: la già citata Future Vision, TxWxNxD (acronimo che sta per il trito e scontato “thrash will never die”),  Price of Freedom, Wave of Pain e la conclusiva No More Excuse sono insipide all’estremo, non lasciano nulla dietro di sé. Certo, quasi tutte l possono risultare almeno divertenti sé prese a sé stanti; un album però è un’altra cosa, e non basta una sola idea ripetuta allo sfinimento per renderlo decente.

In conclusione, Toxic End è un album sterile, noioso e lontano dalla sufficienza, inciso da un gruppo che può sembrare alle primissime armi – il che è grave, considerando che i FreaKings non sono dei novellini. Se siete fanatici del thrash metal e in special modo di quello più rabbioso, magari potrà anche intrattenervi per qualche ascolto, a patto che non vi aspettiate nulla di trascendentale. Se invece così non è, evitatelo pure: si può trovare di meglio quasi ovunque, persino nelle frange più derivative del revival thrash attuale.

Voto: 46/100


Mattia
Tracklist:
  1. Hell on Earth – 03:31
  2. Future Vision – 02:35
  3. Violent Disaster – 04:03
  4. TxWxNxD – 04:02
  5. Toxic End – 03:56
  6. Friendly Fire – 04:28
  7. Brain Dead – 02:55
  8. Price of Dreedom – 03:06
  9. Wave of Pain – 03:26
  10. Beer Attack – 01:16
  11. No More Excuses – 03:21

Durata totale: 36:39

Lineup:

  • Jonathan Brutschin – voce e chitarra
  • Toby Straumann – basso
  • Simon Straumann – batteria

Genere: thrash metal
Per scoprire il gruppo: il sito ufficiale dei FreaKings

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