Ruins of Elysium – Seeds of Chaos and Serenity (2017)

I Ruins of Elysium sono un trio composto da membri provenienti da tre parti differenti del mondo ed arrivano quest’anno al loro secondo full length Seeds of Chaos and Serenity, intriso di temi sociali, geek culture ma soprattutto ottima musica.

Il disco inizia con Kama Sutra che ci introduce al tema principale dell’intero lavoro, che come suggerisce anche la copertina (realizzata da Wesley Souza)  tratta di astrologia e stregoneria. Il brano punta tutto sull’atmosfera fortemente evocativa delle sonorità orientaleggianti e su un symphonic metal non eccessivamente complesso che facilita l’assimilazione di tali sonorità, rendendo il tutto abbastanza godibile. A seguire è il turno di Shadow of the Colossus, che prende il nome dall’omonimo videogioco giapponese. La componente sinfonica si intensifica notevolmente in questo frangente e diventa parte fondamentale della composizione, richiamando in parte lo stile delle sinfonie che accompagnano anche l’avventura videoludica. Il terzo brano è Serpentarius, scelto come singolo prima dell’uscita del disco, che è un po’ più attivo dal punto di vista degli strumenti canonici e ha un ritmo continuamente scandito da batteria e chitarra. Il ritornello è un bel coro trionfale che ci accompagnerà anche alla fine del brano e di conseguenza alla prossima traccia, ovvero Beyond the Witching Hour, che riprende il tema principale del disco. Il brano gode, un po’ come tutti gli altri sulla track-list, di una scrittura davvero particolare che rende l’intero lavoro una vera gemma nel panorama symphonic internazionale. Dopo questa prova sorprendentemente camaleontica ascoltiamo Iris, un intermezzo strumentale completamente sinfonico che mette alla prova la capacità compositiva del gruppo, dal momento che fa anche da preambolo a The Birth of a Goddess, a mio parere il brano migliore di Seeds of Chaos and Serenity prima della lunghissima traccia omonima che va a chiudere l’album. Con esso viene introdotta una nuova tematica fortemente trattata dal gruppo, ovvero il mondo LGBT e la sua sempre crescente considerazione nel panorama internazionale. Nei suoi sette minuti riesce a mio parere a catturare tutta l’essenza della musica proposta dai Ruins of Elysium e regala una emozionante panoramica della sinfonia che ci ha accompagnati sin dall’inizio del disco. Questo lavoro si conclude con un audace quanto interessante brano da quaranta minuti che dà il nome all’album e sviluppa tutte le capacità di un gruppo che sicuramente ha molto da dire sia dal punto di vista contenutistico sia da quello musicale. Ascoltare per credere.

I Ruins of Elysium sono una bella sorpresa per chi di symphonic ne mastica da tempo e pensa di avere ormai sentito tutto o quasi, dal momento che è un genere davvero interessante ma tende a stagnare e non rinnovarsi quasi mai. La proposta del trio multiculturale è senza ombra di dubbio una notizia positiva per questo universo musicale e oggi arricchisce di una nuova sfumatura il nostro paradiso dell’heavy metal.

Voto: 85/100

Francesco

Tracklist:

  1. Kama Sutra – 05:21
  2. Shadow of the Colossus – 08:49
  3. Serpentarius – 05:07
  4. Beyond the Witching Hour – 08:03
  5. Iris – 01:19
  6. The Birth of a Goddess – 07:05
  7. Seeds of Chaos and Serenity – 39:42

Durata totale: 01:15:26

Lineup:

  • Drake Chrisdensen – voce
  • Vincenzo Avallone – chitarra e basso
  • Icaro Ravelo – synth e batteria

Genere: symphonic metal

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