Northern Lines – The Fearmonger (2016)

Quando pensi all’hard rock, ti passa per la testa una cascata di capelli cotonati anni ’80, borchie e cantanti con vocalità altissime. I romani Northern Lines hanno bypassato tutta la parte vocale per registrare musica  esclusivamente strumentale, creando qualcosa di decisamente alternativo.
Nati alla fine del 2012, esordiscono due anni più tardi con Farts From S.E.T.I. Code per poi tornare in studio nel 2016 per The Fearmonger.

The Fearmonger ha la caratteristica di essere totalmente strumentale. Ci sono alcuni campionamenti con dei pezzi parlati, ma è appunto una cosa che avviene solo in particolari momenti. La scelta di fare un album senza utilizzare la voce è peculiare e sorride ai Northern Lines: in fondo è quasi unica e li rende da subito più originali.
Questo non significa, però, che il lavoro sia privo di difetti: il più eclatante è che si nota una sorta di omogeneità. Ascoltandolo si nota che alcune canzoni possono essere intercambiabili.
Dal lato opposto, è un buon album da usare come sottofondo mentre si sta facendo altro: la mancanza della voce lo rende anche perfetto per quando si legge, perché non si viene distratti.

Alla fine io consiglio di recuperare The Fearmonger perché ha una sua originalità pure nel mare magno dell’hard rock. I romani hanno di sicuro un ottimo futuro, perché hanno già chiara la strada da percorrere: consiglierei solo una maggiore diversità di suoni.

Voto: 81/100

Monica

Tracklist:

  1. Mast Cell Disorder – 06:07
  2. Session 1 – 00:43
  3. Shockwave – 03:26
  4. Nightwalk – 05:38
  5. Session 2 – 00:21
  6. Machine Man – 03:44
  7. Meteor – 08:12
  8. Jokurrpa – 04:19
  9. Towards the End – 04:29
  10. Apathy Fields – 05:51
  11. Most People Are Dead 05:25

Durata totale: 48:19

Lineup:

  • Alberto Lo Bascio –  chitarra
  • Stefano Silvestri – basso
  • Cristiano Schirò – batteria

Genere: hard rock

Sottogenere: heavy progressive/strumentale 

Potrebbero interessarti anche...

Aggiungi il tuo commento