Aevum – Dischronia (2017)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEDischronia (2017) è l’ultimo album degli italiani Aevum. 
GENEREUn gothic metal misto con influssi sinfonici/neoclassici ma anche spunti elettronici. 
PUNTI DI FORZADiverse trovate singolari, ritmi cangianti e atmosfere valide; in generale, un album godibile.
PUNTI DEBOLIA volte la band mette troppa carne al fuoco, e lo stile ne risulta poco unitario. 
CANZONI MIGLIORIDeath of the Virgin (ascolta)
CONCLUSIONINonostante alcune sbavature, Dischronia è un lavoro apprezzabile, come lo è la musica degli Aevum. 
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
77
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Dischronia è l’ultimo lavoro in studio degli italiani Aevum, nati nel 2008, che propongono un gothic misto ad una musica dal gusto neoclassico.

L’album è aperto da Sturm und Drang, brano corto ma intenso che punta tutto sul ritmo cangiante e sull’atmosfera che, come vedremo in seguito, caratterizzerà gran parte di questo lavoro. Il primo vero pezzo sulla tracklist però è Death of the Virgin, con il quale cominciano a venir fuori le sonorità gothic che il gruppo vuole proporre fin da subito. Il sound degli Aevum è un mix davvero ben studiato tra il gothic più classico e qualche venatura di heavy che in certi tratti fa la differenza tra un pezzo mediocre e uno ottimo. L’apporto degli effetti elettronici infine arricchisce ancor di più un’apertura che ci fa pregustare un disco con i fiocchi. Si passa poi a The Vitruvian Condition, che mostra un perfetto connubio tra la voce dura di Hydra e il cantato in stile lirico di Lucille Nightshade, che sarà un po’ il mantra di Dischronia. Andando avanti ci imbattiamo in Winterreise, la quale con la sua atmosfera malinconica e la sua lentezza fa sorgere una perplessità riguardo all’intero lavoro. Il materiale proposto dalla band è sicuramente valido e ben strutturato, ma rischia in più punti di diventare disomogeneo in quanto, come vedremo anche nel pezzo che segue (Beltade), lo stile della band è influenzato da molteplici sonorità differenti e questo rischia di confondere un po’ le acque quando si viene al songwriting. Di sicuro non è necessariamente un male attingere a fonti differenti, però nel caso degli Aevum, seppur come già detto il lavoro resti estremamente valido, si è perso leggermente di vista lo stile proprio della band. Sulla metà di Dischronia troviamo Inner Fire, il brano più lungo dell’intero album che con i suoi dieci minuti e mezzo ci rapisce in un’ ottima atmosfera gothic che in più occasioni sfiora una certa tendenza melodica e dei tocchi elettronici niente male. Con The Elements il suono si incupisce ed il cantato è completamente in lingua italiana, il che va ad aggiungere un’altra sfumatura al lavoro della formazione nostrana. Le aggiunte elettroniche vanno a toccare addirittura il mondo della dubstep e, seppure questo poteva rappresentare un rischio in fase di scrittura, la band se ne fa carico e vince la sfida con un pezzo che a parte qualche imperfezione riesce abbastanza bene nel suo intento. Memento Mori è invece un leggero intermezzo strumentale che fa da preludio a Lord of Dreams, brano che inizialmente rischia di diventare monotono e pesante ma in seguito recupera ampiamente con delle idee davvero ottime. Penultima traccia di Dischronia è Inferno Blu, che rallenta un po’ il ritmo e si concentra maggiormente su quel lavoro polifonico dei due cantanti che impreziosisce in larga misura tutto il disco. A chiusura di tutto il lavoro troviamo Sleeping Venus Tarantella che per ritmo ricorda il celebre ballo popolare tipico dell’Italia meridionale e che infine recupera le sonorità proposte durante tutta la durata dell’album.

Gli Aevum compiono un ottimo lavoro dal punto di vista concettuale per la loro musica ma in fase di scrittura peccano un po’ di “sovraccarico di idee” che rischia di appesantire il disco all’ascolto a causa del suo stile poco unitario. Tuttavia, ciò non toglie lo splendido lavoro della band italiana che in molti punti sorprende per delle trovate singolari che rendono Dischronia un album tutto sommato godibile ed apprezzabile.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Sturm und Drang01:25
2Death of the Virgin06:19
3The Vitruvian Condition04:20
4Winterreise02:16
5Beltade05:10
6Inner Fire10:32
7The Elements05:04
8Memento Mori01:55
9Lord of Dreams04:48
10Inferno Blu05:35
11Sleeping Venus Tarantella06:10
Durata totale: 53:34
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Hydravoce harsh
Lucille Nightshadevoce pulita
Richardvoce harsh, pianoforte
Emanuel La Croixchitarra
Lord of Destructionchitarra
Ian tastiera
Paul Grey Hunterbasso
Mattbatteria
OSPITI
Sara Vigliettiviolino (traccia 6)
Laura Contrerascori
Marco Grattarolacori
Laura Realbutocori
Luca Santorocori
ETICHETTA/E:Maple Metal Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:la band stessa

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