Kaledon – Carnagus: Emperor of the Darkness (2017)

A tre anni di distanza dall’ultima uscita (Antillius: the King of the Light), i Kaledon ritornano sulla scena con Carnagus: Emperor of the Darkness, per esplorare il lato più oscuro di questo nuovo concept proposto dalla band. Se infatti il disco del 2014 rappresentava in qualche modo il “bene”di questo nuovo mondo narrativo successivo a quello della saga delle Leggende del Regno Dimenticato, con il lavoro di quest’anno la formazione guidata da Alex Mele va ad analizzare la sua controparte negativa.

Il brano inizia con l’atmosferica Tenebrae Ventur Sunt, che con la sua tensione sempre crescente ci porta verso The Beginning of the Night, primo vero brano di Carnagus. L’esperienza della band si fa sentire sin da subito: il pezzo è subito d’effetto ed è una vera e propria scarica di adrenalina power che ci fa meglio addentrare nelle profondità di questo nuovo lavoro targato Kaledon. A seguire è il turno di Eyes Without Life, e anche in questo caso il suono è solido e decisamente d’impatto, il che è fondamentale per un disco power che punti a colpire con suoni decisi e atmosfere coinvolgenti. Rispetto al lavoro precedente, il sound ricercato dalla band è più oscuro e pesante, e ci aiuta a comprendere meglio la nuova realtà in cui siamo stati catapultati. Con The Evil Witch questa tendenza non cambia, anzi se possibile si intensifica man mano che andiamo avanti con l’ascolto dell’album. I ritmi si fanno più serrati, sia per questo pezzo, sia per Dark Reality, brano in cui troviamo un sound un po’ più complesso che trova nella componente sinfonica maggiormente accentuata e nella sua varietà di suoni la sua forza unica. The Two Bailouts è invece un ottimo pezzo che mantiene lo stile ascoltato finora e lo sviluppa su una base ritmica solida completata da un ottimo ritornello e da una parte solistica davvero degna di nota che va ad impreziosire uno dei brani più belli dell’intero lavoro dei Kaledon. Con Trapped on the Throne troviamo nuovamente un risvolto cupo nel suono della band che ben si addice alla nuova direzione narrativa scelta da Mele in fase di scrittura, ed è un aspetto che verrà ripreso ed amplificato anche nel pezzo successivo, ovvero Telepathic Messages, in cui troviamo addirittura anche una parte di cantato in growl. Penultimo pezzo in tracklist è Evil Beheaded, in cui ritornano in parte i suoni che avevano caratterizzato l’inizio di Carnagus, e forse è facendo questo collegamento che l’album trova il suo equilibrio e si avvia alla conclusione con la bellissima The End of the Undead, che con i suoi sei minuti e mezzo circa conclude in maniera spettacolare (e a tratti “rhapsodiana”) questo ennesimo viaggio nelle trame di un ottimo mastermind come Alex Mele.

Carnagus: Emperor of the Darkness è un lavoro sicuramente all’altezza di una band esperta come i Kaledon, che fanno tesoro dell’esperienza maturata dai dieci album precedenti a questo e si presentano al pubblico come una certezza che insieme alla conferma degli elementi positivi già sentiti in altri lavori porta con sé una carica nuova e mai banale che indubbiamente caratterizza i lavori della band italiana in modo marcato ed efficace.

Voto: 80/100

Francesco

Tracklist:
  1. Tenebrae Venture Sunt – 01:38
  2. The Beginning of the Night – 05:00
  3. Eyes Without Life – 04:13
  4. The Evil Witch – 04:08
  5. Dark Reality – 03:56
  6. The Two Bailouts – 05:37
  7. Trapped on the Throne – 04:30
  8. Telepathic Messages – 04:09
  9. Evil Beheaded – 03:31
  10. The End of the Undead – 06:35
Durata totale: 43:17

Lineup:
  • Michele Guaitoli – voce
  • Alex Mele – chitarra solista
  • Tommy Nemesio – chitarra ritmica
  • Paolo Campitelli – tastiera
  • Paolo Lezziroli – basso
  • Manuele di Ascenzo – batteria
Genere: symphonic power metal
Sottogenere: epic power metal 
Per scoprire il gruppo: il sito ufficiale dei Kaledon

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