Misery Inc. – Random End (2006)

Per chi ha fretta:
Pur non essendo un capolavoro, Random End (2006), secondo album dei finlandesi Misery Inc. sa intrattenere bene. Il  genere è un groove metal melodico che unisce il suono classico del groove al melodeath moderno, con in più alcuni influssi sparsi: è uno stile molto di nicchia, ma che il gruppo sa trattare in maniera personale ed efficace. Dalla loro, i finlandesi hanno anche un buon equilibrio nel dosare i vari elementi e capacità di songwriting non male. Il disco soffre però di una forte omogeneità, con tante canzoni piene di elementi simili tra loro. Un altro problema è la natura ondivaga della scaletta: se Hymn for Life, Further/Deeper, Source of Fatal Addition,  Truth, No Excuse for Weakness e … Out of Here Alive sanno il fatto loro, altri pezzi sono meno buoni, specialmente nella parte centrale. Bilanciando pregi e difetti, Random End poteva essere migliore, ma in fondo ci si può accontentare: parliamo di un buon album che può fare al caso di quei palati fini che apprezzano il melodic groove metal!

La recensione completa:
Tra i vari sottogeneri metal, credo che il groove melodico sia uno dei meno diffusi in assoluto. Troppo tranquillo per i fan del metal estremo e troppo rabbioso per quelli del metal più orecchiabile, è spesso relegato al più puro underground, con solo una manciata di ascoltatori. È un vero peccato, visto che all’interno del genere si possono alcune gemme e un buon numero di album almeno divertenti: è il caso di Random End dei finlandesi Misery Inc.. Secondo dei tre full-lenght incisi in una carriera non prolificissima, durata dal 2001 al 2008, è un disco che pur non aspirando al capolavoro sa intrattenere, a partire dal genere. Quello dei finnici è un groove metal melodico che unisce il suono di Pantera e Machine Head al melodeath moderno. Tra l’altro, elementi propri di quest’ultimo sono ancora presenti nel suono dei Misery Inc., specialmente nel growl di Jules Näveri che si alterna spesso con la voce pulita di Niko Mankinen. In più ci sono influssi provenienti dal thrash, dal metalcore e dall’alternative metal, tutti ben inseriti all’interno dello stile del gruppo. È un genere molto interessante e personale – sono pochissimi quelli che suonano così – ma purtroppo Random End soffre di alcuni difetti: la scaletta è un po’ ondivaga, ma soprattutto c’è una forte omogeneità. Quasi tutti i brani hanno strutture simili, e ritmi, impostazione di riff, atmosfere, tendono a ripetersi parecchio. Non è un problema poi troppo castrante, visto che i Misery Inc. compensano con la citata personalità e un buon equilibrio nel dosare gli elementi: il gruppo sa bene quando pestare sull’acceleratore e quando invece andare verso la melodia. Anche il songwriting non è male, con tanti passaggi azzeccati che colpiscono bene e buoni contrasti tra gli spunti più melodici e quelli più energici a livello di atmosfera. Insomma, peccato per questo difetto: così Random End risulta un album di buona qualità e grande intrattenimento, ma poteva essere ottimo e forse addirittura un capolavoro.

La opener Hymn for Life comincia con una sfuriata di potenza, col growl di Näveri e un riffage potente al di sotto, ma poi la direzione cambia. La norma vera e propria è meno aggressiva: alterna strofe di discreta potenza ma al tempo stesso orecchiabili grazie alla prestazione vocale di Mankinen e ritornelli anche più catchy, con una melodia zuccherosa di facile presa. Tuttavia, la potenza torna spesso sia in questi ultimi, con improvvisi scoppi di energia tra i momenti più melodici, sia nei bridge, vorticosi e potenti, sia nelle granitiche sezioni che si aprono a tratti, come al centro. Le due anime del pezzo – e in generale della musica dei Misery Inc. – convivono però alla grande, in un contrasto che funziona molto bene. Abbiamo anche per questo un gran pezzo, poco sotto ai picchi dell’album che apre. Sin dall’espanso intro, Fallen Rage mostra un’anima oscura e possente, fatto che si conferma poi in una falsariga principale veloce e martellante, potenziata da riff grassi e potenti, molto groovy. È un’impostazione che avanza a lungo, spesso macinante seppur Mankinen gli aggiunga un pizzico di pathos: quest’ultimo è un po’ nascosto, ma viene fuori nei ritornelli, molto meno aggressivi e più intensi. Sono refrain piacevoli ma forse un po’ telefonati; si rivela invece ottima la parte centrale, che evoca la stessa carica sentimentale ma coi bei assoli di Janne Tolonen e Teemu Ylämäki funziona alla grande. Tutto sommato abbiamo un buon pezzo, che pur col suo difetto risulta godibile al punto giusto. Con la successiva Further/Deeper i ritmi rallentano: dopo un lungo intro lento e quasi rockeggiante, parte un brano con la falsariga divisa a metà. In essa convivono momenti più tranquilli a livello ritmico, in cui il riffage spezzettato si divide con un arpeggio lontano ed echeggiato, e passaggi più movimentati, con ritmiche che seguono la doppia cassa di Joonas Kauppinen. Tutto questo si spezza però all’arrivo dei chorus, che si aprono per qualcosa di infelice, quasi disperato, che avvolge con gran forza. Buoni anche tutti i particolari di contorno, che siano i fraseggi melodici che fanno capolino spesso oppure i momenti più duri che spuntano a tratti: sono tutti ben mescolati dai Misery Inc. in un calderone che funziona bene, a un pelo dal meglio di Random End!

Yesterday’s Grave (titolo che ricalca quello dell’album precedente, datato 2004) esordisce  con gran cattiveria, con forti influenze thrash e in parte melodeath. È una tendenza che poi va avanti anche nel corso della canzone: al netto di qualche tratto dominato dai lead le strofe sono rapide, con ritmiche taglienti sia dalle chitarre che dal basso di Aki Heikinheimo, quando esso viene lasciato da solo. La tensione si accumula ancora di più per i bridge, vorticosi e col growl di Näveri in bella vista, per poi sciogliersi in chorus liberatori e di ottimo impatto, nonostante un pelo di effetto di già sentito. Completa il quadro una parte centrale variegata, che va da momenti mogi ad altri quasi da metal classico, passando per tratti di buona melodia. È un buona freccia all’arco di un pezzo ancora di buona qualità. L’intro vorticoso della successiva Apologies Denied pende ancora sul lato melodeath dei finlandesi, ma poi tutto si calma. Abbiamo allora strofe rocciose ma lente e in qualche modo riflessive, che riescono a evocare un bel mood, non troppo oscuro ma coinvolgente nella sua essenza crepuscolare. Purtroppo non vale lo stesso per i ritornelli, movimentati ma stavolta esagerati e forzati nel cercare una melodia catchy e pop, il che li fa stonare con l’anima precedente del pezzo. Abbiamo insomma un pezzo diviso a metà, che tutto sommato risulta discreto, seppur si piazzi sotto alla media di Random End. Lo stesso vale anche per Cyanide, che presenta più o meno gli stessi difetti della precedente. Dopo un bell’intro formato da un florilegio di melodie, è la volta di lunghe strofe non velocissime ma di buona potenza, con un efficace riffage obliquo e i due cantanti che svolgono bene il loro lavoro in coppia. Anche i bridge, brevi ma intensi, sanno il fatto loro, ma poi i ritornelli si presentano troppo aperti, tranquilli e melodici: risultano un po’ mosci, e non riescono a colpire a dovere. Il resto invece è riuscito in maniera discreta, come per esempio il bell’assolo al centro oppure il finale sfumato: se nonostante i difetti è un brano un gradino sopra al precedente, il livello non è ancora buonissimo.

 A questo punto per fortuna la scaletta si ritira su con Source of Fatal Addition, brano possente e aggressivo sin dall’inizio, da cui si sviluppa presto una progressione a tinte thrashy. È una suggestione presente anche nelle strofe, rette dalla sezione ritmica su cui i riff fanno capolino con potenza, partendo a tratti per sfoghi di grande cattiveria, con Näveri che growla e un ritmo alto. Ma i Misery Inc. non hanno scordato la loro anima più melodica, che torna fuori in chorus quasi spiazzanti, aperti e con anima commerciale, quasi da band alternative rock. Nonostante questo, funzionano alla grande, la melodia è vincente e incide bene; in generale tutto funziona in un brano dalla struttura semplice con poche variazioni ben riuscite, come quella al centro. Abbiamo insomma un gran pezzo, uno dei picchi assoluti di Random End! Un preludio tempestoso, poi Greed Rules the World entra in scena ancora con ritmiche strascicate, che incidono alla grande già dai fraseggi iniziali. Sono queste a reggere strofe veloci e di buon impatto, grazie anche a una struttura che le porta a volte su lidi vagamente melodeath. È più o meno il mix che rende incisivo anche il passaggio centrale, coi soliti incastri di riff e assoli di buona qualità da parte del duo Tolonen/Ylämäki, e il cupo finale, col growl di Näveri. Per i ritornelli invece la musica si apre, ma questo si rivela di nuovo il punto debole dei finlandesi: parliamo di un passaggio sottotraccia per colpa anche del basso tono di Mankinen, e non esplodono granché nonostante la melodia decente. Sono il punto debole di un pezzo per il resto discreto, e che anche nel complesso si difende, pur non essendo proprio riuscitissimo.

Sin dal preoccupato inizio, Truth cerca più il sentimento che l’impatto. Ciò si attenua un po’ per le strofe, più potenti e con un retrogusto thrash a tratti, che colpiscono bene pur non essendo velocissime né di gran potenza. Pian piano però il pezzo devia verso la melodia, prima nei bridge intensi e con una carica emotiva che esplode ancor di più nei lenti ritornelli, sognanti e tristi, dotati di una melodia zuccherosa che però colpisce alla grande. C’è spazio anche per una parte centrale tranquilla, in principio con toni quasi ambient, poi un po’ più movimentata ma sempre molto armoniosa. È un altro buon dettaglio per un brano di qualità elevata, che nonostante un po’ di senso di “già sentito” si piazza poco sotto al meglio di Random End! Va però ancora meglio con No Excuse for Weakness, brano più complesso della media dei Misery Inc.. Si parte da un inizio ancora movimentato e nervoso, ma poi le strofe mostrano un doppio volto: a tratti sono molto pestate, con l’alternanza tra due cantanti e un lead che le rende vorticose, mentre altrove staccano e rallentano, pur restando potenti. A due facce si rivelano anche i chorus, seppur nel senso opposto: qui la norma è melodica, quasi dolce, ma vede spesso gli interventi di Näveri, accompagnato da un’impostazione cadenzata e rabbiosa, di vago appeal metalcore. Bello anche l’inciso melodico al centro, breve ma funzionale: è un altro buon elemento per un episodio splendido, uno dei migliori dell’album. A questo punto Random End è quasi agli sgoccioli: c’è spazio solo per … Out of Here Alive, che pur sapendo un pelo di già sentito sa colpire bene con qualche elemento inedito. In primis, c’è una potenza maggiore, data da un riffage nervoso ed energico che si accosta più al thrash della media dell’album. La norma principale è piuttosto rapida, a volte fino al parossismo con momenti di gran frenesia e il growl che dà una gran mano in fatto di aggressività. Come sempre, i chorus invece si aprono, stavolta con uno stacco imperioso: sono lontani, molto malinconici, e con la loro melodia creano un contrasto strano ma piacevole col resto. Questo contrasto si accentua nel finale, quando dopo uno sfogo di gran potenza, parte una frazione che riprende la melodia del refrain e la porta avanti molto a lungo, con anche l’aiuto di tastiere sinfoniche. È un momento toccante, splendido sigillo di una bellissima traccia che chiude il lavoro come meglio non si poteva.

Per concludere, Random End è un buonissimo album, molto godibile; rimane, è vero, il rammarico perché poteva essere migliore, ma in fondo ci si può accontentare. C’è da dire però che non è un album per tutti: come accennato all’inizio: probabilmente gli amanti di groove e death lo troveranno troppo leggero e commerciale, quelli del metal melodico troppo estremo. Ma se siete tra quei palati fini che apprezzano entrambi i mondi potrebbe piacervi: se ne avrete l’occasione, il consiglio è di dare una chance ai Misery Inc..

Voto: 79/100


Mattia
Tracklist:
  1. Hymn for Life – 03:20
  2. Fallen Rage – 03:23
  3. Further/Deeper – 04:16
  4. Yesterday’s Grave – 03:32
  5. Apologies Denied – 03:18
  6. Cyanide – 03:57
  7. Source of Fatal Addiction – 03:30
  8. Greed Rules the World – 03:41
  9. Truth – 03:56
  10. No Excuse for Weakness – 03:38
  11. … Out of Here Alive – 04:32
Durata totale: 41:04

Lineup:

  • Niko Mankinen – voce (pulita)
  • Jules Näveri – voce (growl)
  • Janne Tolonen –  chitarra
  • Teemu Ylämäki – chitarra
  • Aki Heikinheimo – basso
  • Joonas Kauppinen – batteria
Genere: groove metal
Sottogenere: melodic groove metal

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