Last Bullet – 80-69-64 (2017)

Un buon pomeriggio a tutti i nostri lettori. Questa volta la nostra pagina ha deciso di portarvi oltre oceano, approdando in Nord America e buttando un occhio ai Last Bullet e al loro EP 80-69-64. Tuttavia, prima di tuffarci nel pieno della nostra recensione, cerchiamo di capire quale band ci troviamo davanti.

  Con anni di carriera ormai alle spalle e vincitori di numerosi premi, i Last Bullet hanno condiviso il palco con tantissimi artisti di fama internazionale del calibro di Aerosmith, Soundgarden, Jane’s Addiction, Bryan Adams, Styx, Slash, Buckcherry, Monster Truck e tanti altri. Allo stesso tempo, la band si è impegnata a portare avanti la propria carriera come si può evincere dal loro ultimo lavoro 80-69-64, EP autoprodotto uscito il 14 luglio di quest’anno. Andiamo a vedere come si articola questo loro ultimo lavoro.

Sin è il brano iniziale che ci dà un assaggio di come è composto il sound della band: si inizia subito con riff di chitarre e batterie potenti che solo in un secondo momento danno possibilità d’appoggio alla voce principale. Ci troviamo già in quel territorio musicale che ricorda Slash, Soundgarden e perché no, anche i Nickleback (se nessuno lo prende come un insulto, sia chiaro). Questa band si presenta quindi con un sound molto carico e ben deciso, accompagnato da una buona calibratura voce/strumenti. La chitarra non risulta essere prepotente nel brano, anzi, regala momenti piacevoli dal punto di vista melodico, accompagnando come si deve la voce e gli altri strumenti. Insomma, un buon inizio. Con Gimme Time i primi riff di chitarra suonano quasi psichedelici e ci ricordano moto più i Soundgarden rispetto al brano precedente. I ritmi creano invece un‘atmosfera molto più sensuale grazie alla voce che risulta più lieve e meno caricata rispetto a Sin. La cadenza imposta dalla batteria offre il giusto ritmo all’orecchio dell’ascoltatore, senza ammorbarlo troppo. Le sezioni aggressive come quelle del primo brano tuttavia non sono mai troppo lontane, come si può notare sull’ultima parte della traccia, con giochi di voci e contrapposizioni di chitarre e batteria. Bright Lights ci mostra brevi riff intervallati da contrapposizioni di chitarre, con la voce rallentata che pian piano costruisce, ma tutto dura solo poco tempo. Con toni che richiamano le rock band del Nord America più recenti e della stessa annata, i Last Bullet in questo caso ci offrono un brano che è ancora volta prova di un’ottima qualità musicale sia a livello di ritmi, sia a livello di alchimia tra i vari membri della band. Immancabile il riff di chitarra prima dell’ultima sezione della canzone che risulta ben calibrato senza essere troppo prepotente e divenire il supporto di tutto il brano.

Southern Lips apre la seconda parte di questo album. Si tratta di una canzone che nelle prime strofe fa incetta di riferimenti sessuali contornati da buon rock e che, in accordo con il suo titolo, ricorda davvero il rock più heavy del Sud degli USA. Abbiamo tutto: voce che incanta, ritmi sensuali, batteria che con sbaglia un colpo e chitarra che rifila una sequenza giusta dopo l’altra. Come a non voler presentare sempre gli stessi elementi, Smoke & Ashes è introdotto da una sezione di basso, una piacevole variazione rispetto agli altri brani. Ritornano i ritmi più aggressivi, però la voce non va ad accelerare come in alcuni brani precedenti, anzi crea un interessante contrasto soprattutto con la batteria che risuona molto più implacabile. La chitarra in sottofondo come sempre crea sezioni sensuali che sono diventate un marchio di quest’album. Da notare anche la presenza di giochi di voci sul ritornello. Little Miss Filthy chiude questo lavoro, un brano dove i ritmi compiono una brusca accelerata. La traccia è preannunciata da grida quasi distorte, così come sono le voci che collaborano su questo brano. Come sempre immancabile la sezione di chitarra dominante, che cambia ad ogni traccia portando sempre una variazione ben accetta e mai spiacevole

Per concludere, quello che i Last Bullet ci presentano è un ottimo lavoro. La band riesce a mantenere le sue caratteristiche salienti (chitarre, ritmi sensuali, ottimo lavoro di batteria e di basso) lungo tutto l’arco di sviluppo di quest’album senza annoiare l’ascoltatore. Le tracce sono brevi, il che permette una maggiore concentrazione che conduce a un miglior lavoro sulla resa senza annoiare. In generale, per chi non vuole nulla di lento e leggero, è l’ideale, soprattutto come sottofondo per una notte di divertimenti.
Alla prossima!

Voto: 80/100 (voto massimo per gli EP: 80)

Valetrinity

Tracklist:

  1. Sin – 03:12
  2. Gimme Time – 03:22
  3. Brights Lights – 03:44
  4. Southern Lips – 02:59
  5. Smoke & Ashes – 03:17
  6. Little Miss Filthy – 02:52

Durata totale: 19:26

Lineup: 

  • Bryan Fontez – voce
  • Brenden Armstrong – chitarra
  • Michael Silva – chitarra
  • Will Shannon – basso
  • Chris Galaz – batteria

Genere: hard rock
Per scoprire il gruppo: il sito ufficiale dei Last Bullet

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