Altair – Descending: a Devilish Comedy (2017)

Descending: a Devilish Comedy è il secondo album all’attivo per gli italiani Altair, che nel lavoro precedente a questo (Lost Eden, 2013) possono vantare una collaborazione con Fabio Lione dei Rhapsody e hanno alle loro spalle diversi anni di esperienza dal vivo sulla scena power/prog. Il disco si propone come un concept che ci accompagna nelle profondità dell’inferno raccontato come teatro dei lati oscuri dell’umanità.

L’introduzione è affidata alla semi-title-track Descending, che in un solo minuto ci immerge nelle sonorità coinvolgenti della band, che si scosta leggermente dallo stile del disco d’esordio e viaggia su suoni più duri e decisi. Senza un attimo di respiro è il momento di Path of Worms, che ci investe con la sua carica e ci inizia ad abituare allo stile rinnovato del gruppo. Le tendenze più heavy sono indubbiamente marcate e anche il brano successivo, ovvero Limbo, non manca di farlo notare. In questo caso però la composizione si fa un po’ più complessa e il risultato finale è decisamente esaltante: la parte strumentale è studiata in maniera ottimale ed il cantato si sposa alla perfezione con la scelta stilistica intrapresa dagli Altair. Seven è invece un brano leggermente più cupo che arriva proprio nel momento in cui credevamo di aver capito bene le intenzioni della band e cambia nuovamente le carte in tavola come ogni buon pezzo prog dovrebbe fare, lasciandosi tuttavia apprezzare per tutta la sua durata e anzi stupendo nuovamente l’ascoltatore con nuove soluzioni sempre ben progettate e, soprattutto, realizzate. A seguire è la volta di Godless, in cui viene fuori in misura maggiore anche una tastiera che finora è rimasta un po’ da parte, a conferma del fatto che in fase compositiva gli Altair sanno come giocarsi le loro carte e non hanno paura di spiazzare brano dopo brano chi ascolta con nuove idee nuovi scenari. Velocità e ritmo si infiammano in Seed of Violence, ottimo pezzo che mescola tutto ciò che abbiamo sentito finora in maniera aggressiva e decisa, marciando sempre su ottime ritmiche che fino a questo punto sono state uno dei maggiori punti di forza di Descending. Dopo una outro al piano, una introduzione “stratovariusiana” ci apre le porte di Flame of Knowledge, che rispetto al brano precedente ha una potenza leggermente minore ma punta moltissimo sulla componente melodica e lo fa in modo efficace. Il penultimo brano in scaletta porta il nome di Frozen Graves ed è un concentrato di ritmiche con un incedere decisamente più grave mescolate con parti più veloci e orientate al melodico. A chiudere questa ottima prova dei progster italiani abbiamo A Lesson Before Ascending che è anche il pezzo più lungo di tutto il disco. In questa ultima traccia risiede la perfetta sintesi della nuova strada intrapresa dagli Altair, un nuovo percorso stilistico che si innova sotto il segno dell’heavy e mette in secondo piano le pur presenti e fondamentali accezioni melodiche in favore di un suono più determinato che si arricchisce con le peripezie ideate dal gruppo che con Descending: a Devilish Comedy sforna una vera e propria gemma.

Voto: 90/100

Francesco

Tracklist:

  1. Descending – 01:05
  2. Path of Worms – 04:05
  3. Limbo – 04:18
  4. Seven – 06:31
  5. Godless – 04:00
  6. Seed of Violence – 04:28
  7. Flame of Knowledge – 05:46
  8. Frozen Graves – 04:40
  9. A Lesson Before Ascending – 06:11
Durata totale: 41:04
Lineup: 
  • Simone Mala – voce
  • Gianmarco Bambini – chitarra
  • Albert Marshall – chitarra
  • Enrico Ditta – tastiera
  • Luca Scalabrin – basso
  • Simone Caparrucci – batteria
Genere: heavy/power/progressive metal
Per scoprire il gruppo: il sito ufficiale degli Altair

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