Avelion – Illusion of Transparency (2017)

Dopo l’esperienza maturata dall’uscita di due EP (il primo nel 2011 ed il secondo nel 2013), nell’aprile di quest’anno gli Avelion raggiungono il tanto atteso traguardo del primo album in studio. La prog band parmense ha fatto tesoro di questi anni passati tra esperimenti in sala di registrazione ed esibizioni dal vivo e si presenta sulla scena con tutte le credenziali di una band fatta e formata.

Illusion of Transparency viene introdotto da Fading Out che cattura immediatamente l’attenzione e ci espone le iniziative della formazione capitanata da William Verderi, il quale con la sua voce chiara trascina una sezione strumentale che ci racconta un prog melodico ma estremamente deciso, mix che diventerà sempre più interessante durante tutta la durata dell’album. Echoes and Fragrance conferma questa tendenza ma si presenta come pezzo leggermente più blando rispetto al precedente, sebbene non manchino dei tratti in cui i tentativi di inserire un po’ di modern metal nella composizione sembrano riuscire alla perfezione. Tutti i brani hanno uno stile che cattura immediatamente e si lasciano ascoltare nella loro interezza lasciando sempre traccia di sé. Ad esempio con Burst Inside la parte strumentale rimane particolarmente impressa per l’ingresso prepotente della tastiera che finora era rimasta un po’ in secondo piano, mentre in Derailed Trails of Life si fa notare per la sua natura votata ad atmosfere più accentuate rispetto ai brani che abbiamo ascoltato in precedenza. Falling Down ha invece degli accenti un po’ più marcati e dalle tinte più cupe, ma infine sfocia in un melodico travolgente che ci trasporta fino alla fine del brano e verso Innocence Dies, il quale mantiene la spinta melodica del brano che lo ha preceduto ma si accende quando viene fuori l’anima progressive degli Avelion che sfornano un ottimo pezzo che di sicuro va ad impreziosire ulteriormente il disco d’esordio. Tendenza nettamente progressive confermata anche in Waste My Time, che racchiude in sè tutta l’unicità dello stile della formazione: prog spinto al limite con ottimi inserti elettronici e componente melodica convincente e mai banale. Open Your Eyes e Ain’t No Dawn si possono assimilare dal punto di vista dell’atmosfera cupa e dai tratti più duri ma per quanto riguarda il secondo pezzo gli Avelion decidono di stupirci con delle scelte stilistiche fortemente improntate sull’elettronico arricchendo Illusion of Transparency di una ulteriore sfumatura che non ci si aspettava nel finale, rendendo il pezzo stesso estremamente godibile e variegato e l’album nel suo complesso delizioso da esplorare nei suoi minimi ed innumerevoli dettagli. Infine, il primo full-lenght in studio della band si conclude con la bellissima Never Wanted che punta tutto su ritmi decisi e sul solito ritornello melodico che non risulta mai scontato o noioso e ci trasporta verso la fine di quello che è sicuramente un inizio con i fiocchi per una band estremamente promettente con tutte le potenzialità per trovarsi uno spazio nella scena prog italiana.

Voto: 88/100


Francesco

Tracklist:
  1. Fading Out – 04:46
  2. Echoes and Fragrance – 04:31
  3. Burst Inside – 03:44
  4. Derailed Trails of Life – 04:38
  5. Falling Down – 05:30
  6. Innocence Dies – 03:11
  7. Waste My Time – 04:03
  8. Open Your Eyes – 03:39
  9. Ain’t No Dawn – 04:47
  10. Never Wanted – 04:16
Durata totale: 43:05

Lineup:

  • William Verderi – voce
  • Leonardo Freggi – chitarra
  • Oreste Giacomini – tastiera e programming
  • Danilo Arisi – basso
  • Alessandro Ponzi – batteria
Genere: progressive metal
Sottogenere: melodic/electronic progressive metal
Per scoprire il gruppo: la fanpage Facebook degli Avelion

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