Essence of Datum – Nevermore (2017)

Il trio bielorusso degli Essence of Datum giunge con Nevermore al suo secondo full-lenght in studio e con il suo progressive molto tecnico dalle influenze melodic death metal cerca di far emergere una personalità davvero notevole.

Il disco si apre con Satellites, in cui cominciamo ad apprezzare lo stile della band che si presenta con una intro leggera in cui troviamo tutti gli elementi caratteristici, dai ritmi cangianti agli inserti di sassofono di Nikita Metelski che donano unicità al sound degli Essence. Con la seconda traccia, Animal, le atmosfere si induriscono e una ritmica aggressiva fa sfondo a una chitarra solista che svolge un lavoro tecnico impeccabile. Sebbene nella maggior parte dei casi un’eccessiva ricerca di tecnicismi mal si sposa con delle intenzioni melodiche, questo disco sembra coniugare perfettamente due aspetti apparentemente inconciliabili mettendo al centro la sezione strumentale che ha il pieno controllo della scena vista l’essenza di voce all’interno dei brani. Hexadecimal porta i ritmi ad una maggiore vivacità e tiene viva la varietà di cui gode Nevermore, tanto è vero che il pezzo successivo riporta il disco nella direzione da cui era partito. Siberia ci trasporta lentamente con il suo incedere lento ma deciso, senza però negare spazio a quel tecnicismo dalle tinte melodiche di cui gli Essence of Datum sembrano essere largamente padroni. Se fin qui ad avere un passo lento erano solo alcune introduzioni, Aurorae ci spiazza con dei ritmi che vertono più sul blando e ci fanno apprezzare meglio le intenzioni melodiche del gruppo, anche se con Blodørn torniamo alle ritmiche aggressive e maggiormente incisive che abbiamo ascoltato in precedenza. Thorns e Omens, i due brani a conclusione dell’album si possono assimilare per carattere e ritmi decisi e chiudono questo secondo lavoro degli Essence nel migliore dei modi.

Lo stile della formazione bielorussa è davvero spettacolare e originale e si presta a diverse interpretazioni, ma di sicuro è notevole il modo in cui il gruppo coniuga la passione per una composizione articolata e un suono melodico che non stride con la complessità del quadro generale.

Voto: 90/100

Francesco

Tracklist:
  1. Satellites – 05:33
  2. Animal – 04:25
  3. Hexadecimal – 02:58
  4. Siberia – 05:46
  5. Aurorae (Australis | Borealis) – 06:47
  6. Blodørn – 03:42
  7. Thorns – 05:19
  8. Omens – 02:34
Durata totale: 37:04
Lineup:

  • Dmitry Romanovsky – chitarra
  • Alexander Melnikov – basso
  • Pavlon Vilchitsky – batteria
Genere: progressive metal
Sottogenere: technical progressive metal/strumentale

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