Eva Can’t – Gravatum (2017)

Con una formazione variegata composta da musicisti che hanno militato nella fertile scena metal underground del bolognese, diversi anni fa nascevano gli Eva Can’t, band “dramatic metal” che con Gravatum raggiunge il suo quarto lavoro in studio.

Il disco si apre con L’Alba Ci Rubò il Silenzio, brano abbastanza lungo e incentrato su atmosfere penetranti, ritmi cadenzati e liriche dal riuscito intento poetico. Lo stile del gruppo si presenta subito in tutta la sua originalità, fondendo delle intenzioni melodiche a delle ritmiche leggermente più rivolte ad un gothic classico. Questa tendenza viene riconfermata anche nei brani che seguono, ad esempio in Apostasia della Rovina, seppure il brano sia nel complesso un po’ più duro e lento, quel mix a cui si tendeva nelle prime battute del disco viene continuamente rimarcato, e in La Ronda di Ossa la componente atmosferica la fa da padrona, ma la proposta stilistica del gruppo resta pressoché invariata, fatta eccezioni per degli accenni di folk che arricchiscono il contesto. La performance del vocalist Simone Lanzoni in tutti brani è estremamente positiva e fa risaltare la drammaticità della composizione in maniera efficace. Una bellissima intro lenta e malinconica ci porta all’interno di Oceano, che tiene per tutta la sua durata un incedere tutt’altro che affrettato e tende ad accendersi solo sul finale, creando una perfetta sinergia tra la struggente interpretazione della voce del gruppo e una base strumentale davvero degna di nota che spicca in varietà e solidità. A differenza di tutti gli altri pezzi, in Terra è solo un piano ad accompagnare Lanzoni nella sua emozionante poetica, mentre la title-track si contraddistingue per delle ritmiche molto lente ma al contempo decise e marcate, che vanno a definire una composizione con delle sonorità gradevoli. Il disco si va poi a chiudere con la lunghissima Pittori del Fulgido Astratto, brano estremamente cangiante che racchiude al suo interno tutta la varietà stilistica della formazione felsinea.

Gli Eva Can’t dimostrano di poter trascinare un pezzo della scena metal italiana con originalità e buone idee che di sicuro non hanno bisogno di invidiare ad altri gruppi dello stesso genere o simili. La prova mostrata in questo quarto disco merita una valutazione elevata per la cura della produzione e dei dettagli, ma anche per il modo in cui la band evita la monotonia che questo genere può sempre riservare dando vita a delle soluzioni mai banali e di elevata caratura.

Voto: 88/100

Francesco

Tracklist:

  1. L’Alba Ci Rubò il Silenzio – 11:02
  2. Apostasia della Rovina – 05:25
  3. La Ronda di Ossa – 07:45
  4. Oceano – 06:20
  5. Terra – 06:41
  6. Gravatum – 08:40
  7. Pittori del Fulgido Astratto – 16:21
Durata totale: 01:02:14

Lineup: 
  • Simone Lanzoni – voce e chitarra
  • Luigi Iacovitti – chitarra
  • Andrea Maurizzi – basso
  • Diego Molina – batteria

Genere: progressive/gothic metal
Sottogenere: extreme progressive metal
Per scoprire il gruppo: il sito ufficiale degli Eva Can’t

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