Heavy Metal Heaven – Best of Requests 2017

Anche in questo inizio di 2018 torna il Best of requests di Heavy Metal Heaven, la classifica del meglio recensito su richiesta su queste pagine nel corso dello scorso anno. Rispetto al 2016, che come dicevo nello scorso Best of Requests era molto ricco, il nostro 2017 non lo è stato altrettanto. Ma  anche quest’anno abbiamo recensito molti dischi eccellenti, che meritano una menzione d’onore. Senza ulteriori indugi, largo perciò alle cinque classifiche di quest’anno!

Best of Requests – Italia 

  1. Haunted – Haunted – quest’anno scegliere l’album più bello per quanto riguarda l’Italia è stato difficile: praticamente l’intero podio è alla pari, in fatto di qualità. Alla fine però ho scelto i siciliani Haunted: non hanno la discreta fama underground degli altri due gruppi, ma lo stoner doom metal sentito nell’omonimo full d’esordio è altrettanto meraviglioso! 
  2. Black Faith – Nightscapes – come già detto, secondo posto giusto di un pelo per una band abruzzese che all’inizio dell’anno scorso ha pubblicato un secondo album coi fiocchi. Black metal molto classico ma di qualità altissima, che gli vale una meritata medaglia d’argento!
  3. In Tormentata Quiete – Finestatico – gradino più basso del podio per questi bolognesi, diventati ormai una piccola istituzione nell’underground metal italiano. La bellezza del loro avant-garde metal spaziale li fa finire al terzo posto solo perché il primo gradino è uno solo: come già detto, sia loro che i due precedenti lo meriterebbero!
  4. Kyterion – Inferno I – giù dal podio, ma non di molto, finisce questa misteriosa band nostrana. Unendo l’Inferno di Dante e un robusto black/death metal, ha creato qualcosa di vincente, un piccolo grande capolavoro nel suo genere!
  5. Degrees of Truth – The Reins of Life – quinto posto meritato per una band lombarda giovane ma già con le idee molto chiare. Si tratta del fattore chiave per il loro esordio, un album a metà tra progressive e metal sinfonico pieno di sfaccettature, tutto da scoprire per i fan del genere!
  6. Virtual Symmetry – Message from Eternity – si piazza praticamente alla pari col precedente – e coi due seguenti – un altro bell’esordio. Anche questo quintetto milanese suona progressive metal, seppur in una chiave più melodica, ma il risultato non cambia! 
  7. Altair – Descending: A Devilish Comedy – finisce al settimo posto più per meriti altrui che per demeriti propri. Eh sì, perché anche questo concept album di una band ferrarese che al progressive accoppia heavy e power si rivela grandioso!
  8. Frozen Sand – Fractals – A Shadow Out of Lights – completa il quartetto di album progressive un altro esordio assoluto di qualità altissima, in questa caso di una band piemontese giovane ma molto matura e con belle idee. Come già detto, è praticamente alla pari con le precedenti: anche stavolta se il quinto posto non fosse unico, ci finirebbero in quattro!
  9. Chiral – Gazing Light Eternally – la volta scorsa, lo splendido Night Sky del progetto piacentino era finito per un pelo giù dal podio. Quest’anno la one-man band non è riuscita a ripetersi sullo stesso livello, ma non è un problema: il suo nuovo album è ancora di altissima qualità e merita un posto in classifica, sia pure il penultimo.
  10. Eva Can’t – Gravatum – chiude la parte degli album italiani un altro lavoro progressive, seppur stavolta siamo spostati su sonorità molto più di nicchia ed estreme. Ma i risultati sono lo stesso grandiosi nelle mani dei bolognesi, che riescono a raggiungere l’ultimo posto disponibile.

Best of Requests – estero

  1. Frowning – Extinct – mentre nella sezione italiana la vittoria è stata molto combattuta, in quella straniera vince in maniera piuttosto netta questo progetto tedesco funeral doom metal cupo, atmosferico ma anche caldo, melodico. Non che gli altri siano da meno: semplicemente, per quanto siano buoni i successivi il suo esordio riesce persino a superarli! 
  2. Raven’s Gate – Blackstar Machinery – gradino di mezzo per il secondo album di questi spagnoli, autori di un power metal insieme classico e innovativo. Se è vero che il genere sta rinascendo, gli iberici hanno tutte le carte per diventare una delle band cardine della nuova scena!
  3. Essence of Datum – Nevermore – anche per questa medaglia di bronzo, abbiamo un ex-equo tra tre band progressive. Ma alla fine l’hanno spuntata gli Essence of Datum, band bielorussa autrice di un prog metal tecnico e strumentale di grande qualità, che rende il secondo album un vero e proprio capolavoro.
  4. The King – Race Above the Sky – giù dal podio, ma giusto per un soffio, un progetto polacco che in questo caso accoppia al prog influssi thrash. Tuttavia i risultati sono praticamente gli stessi della posizione precedente – e la qualità pure!
  5. Fractal Cypher – The Human Paradox – terzo album progressive che meriterebbe almeno una medaglia di bronzo – e che non ci arriva per un pelo. Un po’ un peccato, visti il valore e la maturità di questa band canadese, ma in fondo non importa: il posto in classifica è comunque assicurato!
  6. Argus Megere – VEII – col suo terzo album, questa grandiosa band rumena sfiora il capolavoro: merito di un symphonic black metal elegante, melodico, ricercato e rivolto all’atmosfera, che la fa entrare di diritto al sesto posto.
  7. Lethe – The First Corpse on the Moon – una nomination un po’ al limite, visto che questa sorta di supergruppo formato da Anna Murphy con alcuni membri dei Manes è molto spostata verso il post-rock. Ma visto che il metal non manca e che comunque la qualità dell’album è altissima, alla fine qui non stona. 
  8. Nicumo – Storms Arise – visto quanto la Scandinavia abbia prodotto negli ultimi anni in fatto di quantità e qualità, non stupisce di trovare qui anche una band finlandese. Che del resto merita la sua posizione con lo splendido mix di potenza, melodia e malinconia del suo melodic death/gothic metal. 
  9. Ten – Gothica – forse il loro non è metal in senso stretto, ma visto che Heavy Metal Heaven si occupa anche del loro genere – e che il loro tredicesimo album è eccezionale sotto tutti i punti di vista – la presenza di queste leggende dell’hard rock melodico in classifica è più che legittima!
  10. Gateway – Scriptures of Grief – ultima posizione per questo breve album di un’altra one-man band, stavolta belga e che crea un album davvero nichilista al massimo col suo death/doom grezzo e marcio. Merita perciò una posizione – seppur sia l’ultima – in questa sezione! 

Best of Requests – miglior demo/EP (non d’esordio)

  1. Last Bullet – 80-69-64 – con pochi dubbi, è il miglior EP recensito quest’anno, da massimo dei voti. Merito dell’hard rock della band canadese, energico, sensuale e molto ben suonato, che rende divertente dal primo all’ultimo i venti minuti del disco!
  2. Stilema – Ithaka – secondo posto, ma d’onore, per questa band laziale: anch’essa sfiora la perfezione con il suo terzo EP, reso fascinoso da un folk metal mediterraneo molto curato e ben fatto.
  3. Felis Catus – Megapophasis – strano ma ottimo questo mini album di una one-man band siciliana, che mescola tanti elementi diversi in un black/avant-garde metal ben unito e di gran forza. Una medaglia di bronzo che arriva a poca distanza dagli altri due gradini del podio!
  4. Infinight – Fifteen – un EP breve ma ottimo, inciso da dei veterani del power metal tedesco per commemorare il loro quindicesimo anno di vita. Poteva essere un lavoro poco ispirato, e invece… il quarto posto è più che guadagnato!
  5. Badmotorfinger – Heroes – il 2017 è stato un anno un po’ magro per gli album brevi; ciò non toglie però che questa band bolognese meriti la presenza qui al cento percento. Visto il loro southern/heavy metal tosto e diretto, parliamo di un lavoro di gran fascino.

Best of Requests – demo/EP d’esordio più promettente:

  1. Nekhen – Entering the Gate of the Western Horizon – chi mi segue sa che difficilmente do un voto pieno a un album, ma l’esordio assoluto di questa misteriosa band nostrana lo merita. Il suo doom/folk metal contaminato dalla cultura dell’antico Egitto sia musicalmente che concettualmente è di un fascino grandioso: medaglia d’oro strameritata!
  2. Underball – Underball – chi l’ha detto che il metal debba per forza essere serio? Questi romani dimostrano che anche senza prendersi sul serio si può fare bene: lo dimostra il loro EP omonimo, che col suo mix di heavy, thrash ‘n’ roll e ignoranza diverte alla grandissima!
  3. Æxylium – The Blind Crow – gradino più basso del podio per una band varesina che pur non brillando per originalità risulta fresca e mai derivativa. Nonostante le sole tre canzoni e la brevità, il loro EP non ha nessun bisogno di aiuti per raggiungere questa posizione!
  4. Fyrecross – Burn Them to the Ground – nel caso dei greci, parliamo di heavy metal classico con influssi speed, ma ben realizzato e meno scontato di buona parte del revival degli ultimi tempi. Si tratta insomma di un esordio notevole, di sicuro degno di essere presente qui.
  5. Fvneral Fvkk – The Lecherous Liturgies – anche questo quartetto tedesco non si prende troppo sul serio: qualcosa di molto personale, visto che suonano epic doom metal, genere in cui di norma succede. Nonostante questo fattore – o forse proprio grazie a esso – il loro esordio convince e risulta molto promettente: in questa classifica non poteva mancare!
 
Le recensioni celebrative del 2017:
  1. Bathory – Under the Sign of the Black Mark: scelto in occasione dei suoi trent’anni perché è il primo album black puro della storia, genere che ha contribuito a definire e a staccare dall’heavy e dal thrash da cui deriva. 
  2. Helloween – Keeper of the Seven Keys – Part I: scelto in occasione dei suoi trent’anni perché è il lavoro che definisce il power metal moderno nei suoi stilemi e caratteristiche principali, e ha influenzato quasi tutti nel genere. 
  3. Death – Scream Bloody Gore: scelto in occasione dei suoi trent’anni perché è il primo album death metal al cento percento, e ha contribuito a staccarlo dal thrash originario.
  4. Guns N’ Roses – Appetite for Destruction: scelto in occasione dei suoi trent’anni perché è uno degli album hard rock più venduti della storia e perché ancora oggi è una leggenda, visto il suo assoluto valore musicale. 
  5. Rhapsody – Legendary Tales: scelto in occasione dei suoi vent’anni perché non solo ha contribuito alla definizione e alla diffusione del power sinfonico e di quello epico, ma è l’inizio della carriera di una delle band metal italiane più famose al mondo.
Articolo a cura di Mattia

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