Absque Cor – Wędrówkę Haniebnie Zakończyć (2017)

Per chi ha fretta:
Wędrówkę Haniebnie Zakończyć (2017), primo album della one-man band polacca Absque Cor, è un album non eccezionale ma onesto e interessante. Nonostante il gruppo sia stato fondato da Vos meno di due anni fa, e si sente – sono presenti alcune ingenuità, e ogni tanto la musica tende a perdersi – il suo black metal può contare lo stesso su idee piuttosto chiare. Di stampo soprattutto depressive, ha però diverse influenze, che lo rendono molto sfaccettato; il musicista polacco riesce inoltre, di norma, a mescolare tutti questi elementi in qualcosa di convincente. È questo che si può sentire nelle quattro canzoni della scaletta e soprattutto in To Co W Człowieku Nieuniknione e in Do Niezbawienia, le due che spiccano di più tra di esse. Ed è così che, per quanto Vos possa fare di meglio, Wędrówkę Haniebnie Zakończyć è un album di buona qualità, almeno un gradino sopra all’esordio medio in ambito black e metal in generale.

La recensione completa:
È noto: quelli che viviamo sono tempi frenetici, dove bisogna correre al massimo e non c’è mai tempo per fermarsi, nemmeno per pensare. Sarà per questo che sempre più band, al giorno d’oggi, esordiscono senza la gavetta che si usava una volta, fatta di concerti, demo ed EP: in giusto uno-due anni invece raggiungono già il primo full-lenght, a volte senza pubblicare altro prima. Il risultato di questo processo spesso è l’uscita di album immaturi, scontati e difettosi, ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio: c’è anche chi segue questo percorso non per la fretta ma perché ha già le idee chiare, come nel caso del progetto Absque Cor. Progetto del polistrumentista polacco Vos, è nato  nel 2015 e nel giro di due anni è arrivato al full d’esordio con Wędrówkę Haniebnie Zakończyć, uscito lo scorso novembre grazie all’etichetta conterranea Godz ov War Production. Il genere affrontato dal progetto Absque Cor in esso è un black metal dalle molte sfumature: quella più importante è sicuramente il depressive, che torna non solo nelle melodie lacrimevoli, ma anche nei testi (o almeno, così sembra dalle traduzioni approssimative dal polacco di Google). Nella musica di Wędrówkę Haniebnie Zakończyć c’è però spazio per tante altre sonorità: si va dal black melodico (in particolare quello dei loro conterranei Mgła) a quello atmosferico, da quello più classico fino ad arrivare addirittura a sonorità più epiche. Tutte queste sfaccettature vengono di norma ben gestite da Vos, che riesce a mescolarle in quattro lunghi brani convincenti, specie a livello atmosferico. Certo, un po’ si sente che è il primo disco del progetto Absque Cor: Wędrówkę Haniebnie Zakończyć presenta qualche ingenuità. Soprattutto, ogni tanto alla musica manca un po’ la direzione precisa, e il risultato sono passaggi che tendono un po’ a perdersi, a non incidere quanto potrebbero. A parte questo però abbiamo un lavoro almeno un gradino sopra all’esordio “frettoloso” medio, e non presenta gli stessi limiti: al contrario, Wędrówkę Haniebnie Zakończyć si rivela avvolgente al punto giusto, pur non facendo gridare al miracolo.

La opener Jeden Księżyc Wciąż Wskazuje si avvia in maniera mogia e tipicamente depressive, con un arpeggio melodico e rarefatto che si staglia sopra a una sezione ritmica lenta e strascicata. È una base che va avanti a lungo e crea già da subito un’aura decadente e abbattuta: è quella che si accentua quando poi la traccia entra davvero nel vivo. Il ritmo si fa più frenetico, ma a dominare insieme allo scream rabbioso di Vos sono melodie tristi, che generano un clima davvero drammatico, quasi lacerante. Pian piano questa norma sale in velocità e pathos, ma poi arriva una svolta: al centro infatti il tutto si fa più cupo e freddo, grazie a una chitarra dissonante che incide nonostante il riff non potentissimo né troppo veloce. Da qui in poi, si alternano frazioni più feroci e altre che invece riprendono l’essenza iniziale, ma in maniera più energica, col riffage black che sostituisce le melodie precedenti (torneranno solo in parte nel finale). Nonostante la differenza, le due anime si mescolano bene: abbiamo un episodio non trascendentale ma buono e piacevole, che apre nella giusta maniera Wędrówkę Haniebnie Zakończyć. La successiva To Co W Człowieku Nieuniknione se la prende con molta calma a entrare nel vivo: all’inizio c’è solo la chitarra pulita a stagliarsi su una base pestata di batteria, per un effetto che però non dà fastidio. Quasi un minuto, poi la distorsione torna in scena, ma lo fa in maniera ancora placida e lenta, quasi doomy. Solo dopo qualche altro secondo il brano vero e proprio va al punto, fuggendo in blast beat; la melodia però non è sparita del tutto, e nei meandri profondi del riff è ancora forte. Lo si sente bene in seguito, quando la frenesia si calma un po’ ed esce fuori un pezzo sì energico e aggressivo, ma al tempo stesso disperato e chiuso, alienato, quasi intimista a modo suo. Pian piano inoltre la norma si evolve verso questa seconda anima: la musica è sempre molto desolata e oscura, ma col tempo diventa ipnotica, rasentando a tratti il black atmosferico – richiamato anche dalle frazioni vuote e lugubri che compaiono qua e là. Sembra quasi che tutta la traccia debba evolversi in questa direzione; poi però, passata da poco metà, arriva un altro stacco vuoto e quasi ambient. È il preludio a una nuova esplosione, che fa ritrovare al brano consistenza e anche una dimensione melodica nuova: il riffage è quello classico “a zanzara”, ma la tristezza domina sulla rabbia anche a dispetto di elementi come lo scream di Vos. Lo si sente sia all’inizio, ondeggiante ma con una certa urgenza, sia soprattutto nella frazione successiva, tempestosa e davvero splendida. Quando dopo qualche istante di furia tutto si calma, sembra ormai la fine, ma Absque Cor ha ancora una sorpresa: dopo un breve interludio, la traccia torna a esplodere, col blast e un riff taglientissimo sopra. Ma l’atmosfera è di una furia disperata, più che la ferocia classica: è uno sfogo di depressione adatto per concludere un’ottima traccia, molto avvolgente, la migliore del quartetto del disco!

Al contrario della precedente, Zdecyduj Więc Sam, Którą Wybierzesz Drogę parte subito a razzo con un riffage black metal classico al 100%, obliquo e malvagio. Ma è una falsa premessa: presto Vos vira su una norma più placida, quasi serena se non fosse per l’oscura malinconia che impera. Merito del riff melodico della chitarra, caldo e non troppo graffiante nonostante la potenza: è presente sia nei passaggi  più tranquilli e oscillanti, sia in quelli che tornano ad accelerare. Questa norma si ripresenta spesso lungo il brano,in alternanza con lunghe frazioni in cui invece domina una forte e ansiosa preoccupazione. In questo senso, funzionano bene sia le fughe rabbiose, sia i tratti meno veloci ma più ritmati e storti, con un’aura di ansia quasi asfissiante, che si alternano sempre più veloci ma mano che il pezzo procede. In effetti, questa seconda essenza tende pian piano a prendere il sopravvento, mentre quella più aperta si fa da parte: il risultato è un vortice sempre più profondo e disperato, che si arresta solo quando il ritmo si spegne. Restano allora in scena solo le chitarre distorte, per qualche secondo di sinistro black ambient, prima che la musica cominci a tornare verso qualcosa di più animato. Ma le melodie alienanti e quasi spaziali di questa frazione restano ancora in scena a lungo, prima che la musica ricominci a correre. Stavolta le ritmiche sono maschie, rabbiose, oscure come da norma del migliore black classico, seppur un velo di preoccupazione rimanga attraverso i vari passaggi e anzi si accentui. Merito anche del lavoro del basso, oscuro ma ben udibile – per quanto grezza, la registrazione di Wędrówkę Haniebnie Zakończyć è nitida e adatta alla situazione. Questa evoluzione avanza finché la norma più calorosa non ritorna, ma stavolta in maniera più movimentata e angosciosa, unendosi alle influenze già sentite ora in qualcosa di caldo e al tempo stesso tempestoso. È praticamente l’apice del brano, che da qui comincia a spegnersi: dopo poco, ci ritroviamo in una coda rarefatta, in cui prima la chitarra distorta e poi quella acustica disegnano melodie nel vuoto, col solo accompagnamento della batteria. È un finale un po’ prolisso ma valido per una traccia discreta, che però ogni tanto tende a perdersi: nel quartetto, è insomma quella meno buona. A questo punto, siamo alle ultime battute: c’è rimasto spazio solo per Do Niezbawienia, che si avvia tempestosa e crepuscolare;  quasi subito però Vos vira su una norma più tesa e dura, molto orientata verso il black epico. La prima parte è marziale, martellante ed evocativa, di un tono mai sentito fin’ora nel disco: tuttavia, a dispetto della differenza coinvolge alla grande. Pian piano però la falsariga scivola verso qualcosa di più cupo, di stampo depressive, con passaggi potenti ma al tempo stesso lacrimevoli in cui dominano melodia e un’aura mogia e infelice. È un velo che ricopre quasi tutti i momenti seguenti, da quelli più calmi con quasi un eco rock a quelli più duri che col gioco di basso ricordano da lontano persino djent e metal moderno (!). Ma nonostante l’eterogeneità, tutto si mescola bene, fino a condurci, dopo un passaggio soft ma cupo, a un bel finale: all’inizio è strisciante, con la chitarra in lead in bella mostra a disegnare melodie sinistre. Poi però diventa uno sfogo disperato e rabbioso, in cui ben convivono un ritmo frenetico e melodie tristi, per un effetto che colpisce alla grande. È uno dei momenti topici di una traccia molto buona, giusto a un pelo di distanza da To Co W Człowieku Nieuniknione per qualità!

Per concludere, a dispetto di alcuni difetti e ingenuità Wędrówkę Haniebnie Zakończyć si rivela un esordio onesto e di buona qualità, specie considerando che è soltanto l’esordio del progetto Absque Cor. È vero anche che proprio in virtù di questo Vos ha un bel margine di miglioramento, e in futuro potrebbe fare di meglio; per ora però ci si può anche accontentare così. Se quindi ti piace il black metal in ogni suo sottogenere e non ti dà fastidio una certa complessità (perché, in effetti, questo non è proprio un album per tutti), di sicuro in questo progetto polacco troverai qualcosa di tuo gradimento!

Voto: 75/100

Mattia
Tracklist:

  1. Jeden Księżyc Wciąż Wskazuje – 06:24
  2. To Co W Człowieku Nieuniknione – 08:55
  3. Zdecyduj Więc Sam, Którą Wybierzesz Drogę – 10:10
  4. Do Niezbawienia – 06:17
Durata totale: 31:46
 
Lineup:

  • Vos – voce, tutti gli strumenti
Genere: black metal
Sottogenere: depressive black metal
Per scoprire il gruppo: il profilo Bandcamp di Absque Cor

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