Kantica – Reborn in Aesthetics (2018)

I Kantica sono una symphonic metal band italiana nata nel 2014 che dopo qualche anno di esperienza e alcuni cambi di formazione approda quest’anno al primo lavoro in studio Reborn in Aesthetics.

(Re)Born unto Aestheticism apre questa prima opera della band savonese, e dopo una breve introduzione dai tratti marcatamente sinfonici ci porta senza la minima pausa nel primo vero brano del disco, Fascination of the Elements. L’orientamento stilistico dei Kantica è decisamente votato a delle intenzioni melodiche con una base dai tratti sinfonici dalla presenza costante che va ad arricchire la composizione nella sua interezza. Il gruppo dimostra attraverso i vari brani di aver raggiunto una maturità a cui non tutti riescono ad arrivare quando ci si approccia per la prima volta alla progettazione di un disco d’esordio. Tutti i pezzi che compongono Reborn In Aestethics sono caratterizzati da una forte personalità che in un genere come il symphonic è a dir poco essenziale per emergere e far risaltare la propria proposta senza risultare banali o tediosi. L’esecuzione tecnica è di buon livello per tutta la durata del disco e in generale quest’ultimo scorre brano dopo brano senza particolari intoppi che ne intacchino la godibilità generale. Ad accompagnare l’intenzione prettamente symphonic dell’album c’è un substrato di power che sfodera a tratti dei ritmi potenti e decisi che sottolineano ancora di più certe sezioni ritmiche come quelle di Mescaline. In ogni singolo pezzo ci sono dei tratti caratteristici che lo rendono particolare e lo differenziano dagli altri, come possiamo notare ad esempio in From Decay to Ascension, uno dei brani meglio riusciti di Reborn In Aesthetics, nel quale alcuni strumenti come flauto e cornamuse riescono a ricreare un’atmosfera quasi folk che muta completamente la natura dell’album senza tuttavia inficiare sulla sua coerenza compositiva. I Kantica riescono bene nell’intento di reinventarsi quando si approcciano alla stesura di un nuovo brano e riescono a rendere riconoscibile il proprio stile pur divertendosi ad inserire sonorità nuove sperimentando e innovandolo di continuo. Seppure alcune soluzioni all’interno di diversi brani sembrano stridere un po’ tra loro, nel computo generale del disco certe piccolezze si perdono in un mare di buone idee e la band riesce a cavarsela egregiamente. Nel complesso, il risultato è poco meno di un’ora di symphonic che mostra i muscoli in un momento molto delicato come l’esordio sulla scena nazionale, e si presenta con tutta la personalità necessaria ad essere presa in considerazione nonostante la recente formazione. Non resta che sperare in una continuità e nell’incessante sviluppo creativo di un gruppo che ha dimostrato di avere già molto da dire.

Voto: 88/100

Francesco

Tracklist:

  1. (Re)Born unto Aestheticism – 01:14
  2. Fascination of the Elements – 05:55
  3. And Then there Was Pain – 04:23
  4. Hellborn Lust – 04:23
  5. Albatross – 04:59
  6. R.E.M. State – 04:42
  7. From Decay to Ascension – 043:10
  8. Illegitimate Son – 05:10
  9. Psychological Vampire – 05:00
  10. Lovecide – 05:11
  11. Mescaline – 05:13

Durata totale: 49:20

Lineup:

  • Chiara Manese – voce
  • Andrea Cappellari – chitarra solista
  • Matteo Venzano – chitarra ritmica
  • Enrico Borro – tastiera
  • Fulvio De Castelli – basso
  • Daniele Barbarossa – batteria

Genere: symphonic power metal
Per scoprire il gruppo: la fanpage Facebook dei Kantica

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