Levania – The Day I Left Apart (2018)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEThe Day I Lefdt Apart (2018) è il recente EP dei ferraresi Levania.
GENEREUn particolare mix tra gothic metal elettronico e metalcore.
PUNTI DI FORZAUno stile non solo originale, ma anche ben scritto e studiato, specie per quanto riguarda le melodie, sempre molto efficace. Un songwriting molto equilibrato e attento a ogni dettaglio, una registrazione molto nitida.
PUNTI DEBOLILa brevità: di questa musica ne vorresti di più!
CANZONI MIGLIORIRising (ascolta), Trace (ascolta), Dried Blood (ascolta), Your Eyes and My Fear (ascolta)
CONCLUSIONIThe Day I Left Apart è un gioiello nel suo genere, e mette in mostra i Levania come una band tutta da scoprire!
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
78
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L’ho già scritto due settimane fa, nella recensione di Dragonheads degli Ensiferum: per molti gruppi, gli EP sono un metodo per riciclare canzoni scartate o riempire il tempo tra un full-lenght e l’altro. Ovviamente però non è sempre così: esistono anche gruppi che affrontano la forma-EP con serietà e impegno, come per esempio i Levania. Nati a Ferrara nel 2007, avevano già due full-lenght all’attivo quando, lo scorso 8 marzo, hanno pubblicato The Day I Left Apart, uscito grazie alla sempre attivissima Sliptrick Records. Il genere che i ferraresi affrontano al suo interno è di base un gothic metal appartenente alla branca più orientata verso l’elettronica, con in più qualche puntata che va oltre, verso l’industrial vero e proprio. L’influenza principale dei Levania è però nel metalcore: riecheggia sia nello scream di Still, che si alterna spesso con la voce di Elena, sia nei riff cadenzati che lo accompagnano. È un’unione che non si sente spesso, ma a livello stilistico nessuna delle due componenti è inedita: nonostante questo, The Day I Left Apart riesce comunque a suonare fresco e mai trito. Merito della grande cura messa dai Levania in primis nelle melodie: sia quelle delle chitarre e dei synth che quelle vocali hanno una gran personalità, non si ripetono mai troppo, e di norma colpiscono alla grande. In generale, i ferraresi sono dotati di un’ottima capacità compositiva, che consente loro di gestire bene le varie sfaccettature del loro stile e creare brani variegate ma sempre coerenti, studiati alla perfezione nei minimi dettagli. Ma The Day I Left Apart è valido anche per quanto riguarda il resto, come per esempio la registrazione: è nitida e professionale al massimo, e valorizza al meglio sia la componente metal che quella elettronica del suono dei Levania. Sono questi gli elementi all’origine di una piccola gemma nel suo genere, un capolavoro di EP che ha poco da invidiare a tantissimi full-length del genere!

Un breve intro elettronico, etereo e d’atmosfera, che preannuncia vagamente i suoi temi, poi Rising entra nel vivo subito col ritornello, semplice eppure intenso, coinvolgente, sentito. Merito in primis di Elena, che interpreta una melodia vocale semplice ma catchy e molto carica a livello emotivo, ben coadiuvata dall’altro cantante e dallo sfondo melodico. Lungo la canzone, questa norma si alterna con strofe più aggressive: rese rabbiose da Still, hanno però una vaga vena gothic che dà loro un po’ di malinconia, e una spinta atmosferica, misteriosa, data dalle tante tastiere che si sovrappongono alla parte metal. Ottima anche la frazione centrale, in cui ancora il frontman mette in mostra i suoi fraseggi elettronici, ben mescolati al riffage metalcore di Richie. È la ciliegina sulla torta di un pezzo eccelso, che apre alla grandissima The Day I Left Apart! La successiva Trace prende il via subito nervosa, con prima una parte battente, ossessiva, che poi si scioglie in una falsariga melodica e nostalgica, di gran impatto. È quella che regge anche i chorus: sono di nuovo molto melodici, catturanti, ma non suonano di plastica, anzi il loro pathos è lancinante, palpabile, colpisce con forza, anche grazie alla grinta della frontwoman. Più eclettiche si rivelano invece le strofe: all’inizio sono quasi leziose, tranquille, ma presto spunta la voce rabbiosa del frontman e un riffage addirittura di vago influsso thrash, che le porta ad appesantirsi, prima dell’apoteosi successiva. Splendida è anche la frazione centrale, breve e caotica con la sua splendida unione di elementi atmosferici ed estremi. È un altro tassello per una traccia breve (nemmeno tre minuti) e semplice ma meravigliosa, che con la precedente forma un uno-due da K.O. totale!

Dried Blood comincia con la batteria di Markus e il basso di Fade sotto ai veloci loop di tastiera di Still, che danno al tutto subito un piglio agitato, nervoso. Questa impostazione si conferma anche nella falsariga di base, abbastanza variegata: a tratti è più diretta e orientata verso il gothic – seppur influenzato da qualcosa di più pesante – mentre altrove è invece cadenzato come il miglior metalcore. Tutti questi momenti sono accomunati da un piglio alienato, rabbioso, che genera un’aura malata, per quanto sia al tempo stesso eterea: ciò viene meno solo nei momenti in cui torna a sentirsi la voce di Elena. Spesso sono brevi stacchi abbastanza catchy e sensuali; più lunghi invece sono i ritornelli, in cui i due cantanti duettano per un classico “beauty and the beast”, molto sentito e di gran effetto. Chiude il cerchio una breve parte centrale, con synth speranzosi e un bel assolo di Richie: entrambi collaborano alla buona riuscita di un pezzo splendido, non al livello del duo che l’ha preceduta ma solo per un pelo!

Un breve intro espanso, con molte tastiere e lievi echi vocali, poi Total Recall entra nel vivo con un bel riffage potente, solido, spostato sul lato metalcore del gruppo: è semplice, ma colpisce bene. È ciò che va avanti a lungo, fino a ritornelli sempre potenti ma più calmi e malinconici; sono orecchiabili e profondi a livello emotivo, ma stavolta esplodono meno che in passato. Non è comunque un gran problema: riescono lo stesso a incidere bene, specie da soli – ma anche quando le due anime del pezzo si mescolano non è un problema. Alla fine, il risultato è un pezzo nella media, o almeno sembra: il suo livello è molto buono, e in un EP del genere sfigura (giusto un po’) e risulta il meno bello solo per il livello di ciò ha intorno! A questo punto, The Day I Left Apart è agli sgoccioli, e per l’occasione i Levania scelgono Your Eyes and My Fear, brano che comincia in maniera elettronica, quasi dance. È un’influenza che poi torna: se a tratti le strofe sono più distese – ma con copiose influenze ancora sintetiche – i ferraresi altrove svoltano su un ambiente metal ma cadenzato e ballabile. Pian piano inoltre questa norma tende ad appesantirsi, fino a sfociare in refrain che sono la quintessenza del gothic metal, con le loro melodie malinconiche e il duetto tra i growl di Still e la voce di Elena a creare un bel pathos. Completa il quadro una sezione centrale obliqua, strana, oscura, ma che non stona: è inserita anzi molto bene in un altro grande pezzo, a pochissima distanza dai primi due picchi del disco!

Per concludere, The Day I Left Apart è un EP dalla grandissima sostanza, pur nei suoi appena sedici minuti. Forse il suo unico difetto è proprio questo, la brevità: di canzoni fresche, avvolgenti, fascinose come quelle presenti qui dentro ne avrei sentite volentieri di più. In fondo però ci si può anche accontentare: per questo, se ti piacciono il gothic, l’elettronica e le sonorità moderne del metal, ti consiglierei almeno di dargli un ascolto. E anche di tenere bene d’occhio i Levania: se anche le prossime mosse discografiche dei ferraresi saranno di questo livello, ce ne faranno vedere delle belle – in senso letterale!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Rising03:30
2Trace02:57
3Dried Blood03:26
4Total Recall03:11
5Your Eyes and My Fear03:12
Durata totale: 16:16
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Elenavoce
Stillvoce e tastiere
Richiechitarra
Fadebasso
Markusbatteria
OSPITI
Giuseppe Bassidrum programming, sample
Lorenzo Dodibacking vocals
Oriano Longhibacking vocals
ETICHETTA/E:Sliptrick Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Grand Sounds Promotion

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