Alphastate – The Grind (2018)

Nati nel 2013 come progetto solista del chitarrista Pete Breaker e successivamente diventati un trio, gli Alphastate giungono nell’aprile di quest’anno alla pubblicazione del secondo full-lenght in studio, The Grind.

La opener scelta per questo lavoro è Trapped, che con il suo avanzare deciso e le sue ritmiche aggressive dichiara subito in maniera esplicita lo stile proposto dalla formazione greca. Anche se diversi punti dell’album mancano di una compattezza che avrebbe potuto aumentarne la qualità complessiva, le idee portate avanti in fase di composizione da parte degli Alphastate non sono da sottovalutare e anzi risultano valide per la quasi totalità dei brani nella tracklist. Ovviamente bisogna tenere a mente che il gruppo in questione non gode ancora dell’esperienza che potrebbe avere una band più longeva essendosi formato solo qualche anno fa; ciononostante, il sound che viene fuori dalle mani dei tre musicisti ellenici può vantare una maturità che non sempre si riesce a raggiungere in così poco tempo. Pezzi come Forevermore, Behind The Dark o la title-track dell’album sono estremamente coinvolgenti e non passano inosservate neanche ad un primo ascolto superficiale. In alcuni passaggi sembra addirittura che il gruppo abbia optato per soluzioni più semplici laddove invece c’era l’occasione per stupire ulteriormente e tirare fuori dei pezzi con una solidità notevole, ma probabilmente anche questo aspetto è riconducibile alla giovane età del gruppo che sta imparando a conoscere i propri limiti e le proprie abilità sia individuali che d’insieme. Per gli Alphastate sembra essere dunque questione di tempo, ma d’altronde sprigionare tutto il proprio potenziale inespresso è una cosa non da poco e richiede un lavoro certosino quando ci si approccia alla preparazione di un album di questa durata o con un minutaggio superiore (come era stato per il disco d’esordio). La tecnica dimostrata fino a questo punto della loro carriera non è eccelsa ma il gruppo riesce a farsela bastare costruendo pezzi che non puntano alla complessità quanto piuttosto su ritmiche potenti contrastate da parti più melodiche, le quali vanno a formare insieme un heavy godibile e di facile assimilazione dai tratti moderni. Se è vero che il trio ateniese ha solo bisogno di tempo, saremo felici di attenderli e vederli crescere passo dopo passo con lavori sempre più convincenti e con una sicurezza sempre maggiore.

Voto: 80/100

Francesco

Tracklist:

  1. Trapped – 04:06
  2. Phantom Desires – 04:10
  3. Speak Your Mind – 03:40
  4. Theater of Lies – 04:49
  5. The Grind – 03:10
  6. Forevermore – 03:51
  7. Behind the Dark – 05:11
  8. Heaven’s World – 0443
  9. Man Made God – 03:43

Durata totale: 37:23

Lineup:

  • Manos Xanthakis – voce 
  • Pete Breaker – chitarra 
  • Dimitris Tsounakas – basso
  • Fivos Andriopoulos – batteria 
  • Bob Katsionis – tastiera e chitarra (guest)

Genere: heavy metal
Per scoprire il gruppo: la fanpage Facebook degli Alphastate

Potrebbero interessarti anche...

Aggiungi il tuo commento

Google-Translate it!