Against Evil – All Hail the King (2018)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEHail to the King (2018) è il primo album degli indiani Against Evil.
GENEREUn heavy metal tradizionale sulla scia di Accept e Judas Priest.
PUNTI DI FORZAUno stile classico ma che non si ferma al mero citazionismo, ma dice la propria. Meritò di una maturità notevole, ben udibile in ritmiche fantasiose e ispirate.
PUNTI DEBOLIAncora ci sono dei margini di crescita non sfruttati.
CANZONI MIGLIORIAll Hail the Kings (ascolta), Sentenced to Death (ascolta)
CONCLUSIONICon All Hail the Kings, gli Against Evil firmano un esordio convincente, che promette bene per il loro futuro!
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
80
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Gli Against Evil sono una band proveniente dall’India e con All Hail The King registrano quest’anno la prima uscita full-length sulla scena internazionale dopo il buon EP prodotto nel 2015 dal nome Fatal Assault.

Il primo lavoro della band asiatica si apre con Enemy at the Gates, che fa da breve preambolo alla vera opening del disco chiamata The Army of Four. Lo stile del quartetto è quantomeno interessante dal momento che è pienamente ispirato all’heavy più classico con chiare influenze specifiche come Accept e Judas Priest, ma non si ferma solo al mero citazionismo e la riverenza verso i mostri sacri che hanno consacrato il genere lascia ampio spazio alla creatività del gruppo. Il sound con cui si esprimono gli strumenti all’interno della composizione ricorda indubbiamente gli anni d’oro del metal old school senza però intaccare la godibilità di un album comunque votato ad un’interpretazione più libera e moderna. Non mancano brani superiori alla media come la potente title-track o Sentenced to Death che vede la prestigiosa partecipazione di Jeff Loomis, chitarrista degli Arch Enemy ed ancora prima dei Nevermore, band nella quale ha militato dalla formazione fino allo scioglimento. In generale il livello dei pezzi non è per niente male per una band alle sue prime esperienze, ed il suono risulta già estremamente maturo anche se ovviamente potrebbe conoscere dei margini di crescita nei prossimi lavori. La band riesce a dire la sua in ogni singolo brano e seppure non ci si trovi mai davanti a dei capolavori od a strutture troppo complesse durante l’ascolto nessuna delle tracce sulla lista è da sottovalutare; anzi, la breve durata dell’album potrebbe suggerire che la band abbia preferito concentrare le energie in pezzi più compatti e non disperdere troppo le idee in brani che sarebbero probabilmente venuti fuori come dei filler, che è una scelte molto saggia specie se si è ai primi lavori e bisogna tirare fuori il meglio per presentarsi alle orecchie degli appassionati. Le ritmiche affidate alle chitarre guidano tutto il disco con la giusta fantasia ed ispirazione ed aprono la strada ad una visione attualizzata dell’heavy che comunque non dimentica le sue radici ed anzi le mostra con orgoglio senza per questo cadere nel plagio. L’esperimento proposto dagli Against Evil suona davvero bene ed ottiene la promozione per un esordio convincente. Non resta che sperare in una crescita ed un eventuale sviluppo di una band che comunque vada ha già messo le basi per una fiorente carriera.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Enemy at the Gates00:48
2The Army of Four04:47
3All Hail the King05:01
4Stand Up and Fight04:17
5Sentenced to Death04:16
6Bad Luck03:57
7We Won’t Stop04:33
8Gods of Metal04:00
9Mean Machine04:06
Durata totale: 35:45
FORMAZIONE DEL GRUPPO
M Sravan Chakravarthivoce e chitarra
Siri Srivoce e basso
Shasank Venkatchitarra solista
Noble Johnbatteria
OSPITI
Jeff Loomischitarra (traccia 5)
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Trascending Obscurity

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