A Tear Beyond – Humanitales (2018)

Dopo un buon esordio nel 2012 con Beyond e un’ottima prova registrata con Maze of the Antipodes (2015), un ulteriore intervallo triennale porta i vicentini A Tear Beyond alla pubblicazione del terzo lavoro in studio, dal nome Humanitales.

Una imponente title-track strumentale ci apre la strada verso il cuore di questo nuovo disco della formazione veneta, che ancora una volta non mostra il suo stile originale composto da ritmiche estremamente vivaci, sezioni sinfoniche variegate ed un dualismo sul cantato che si divide tra clean e growl passando dall’uno all’altro senza risultare faticoso da ascoltare. Questa sorta di gothic dal sapore progressive sembra funzionare perfettamente per il gruppo nostrano, che trova la sua dimensione districandosi fra i tratti caratteristici del genere di appartenenza senza snaturarlo, trovando anzi una direzione artistica intelligente tramite l’inserimento di ulteriori influenze. Ogni singolo brano è meritevole di attenzione ed ascolti ripetuti per poterne apprezzare ogni singola idea e sfumatura al suo interno; un genere con così tante sfaccettature lascia sempre modo agli artisti che lo scelgono di spaziare in diverse maniere, e gli A Tear Beyond non sono assolutamente da meno con la loro personalissima interpretazione. Gli inserti elettronici, le molteplici variazioni in tutti i brani, l’utilizzo fantasioso degli strumenti a disposizione e una moltitudine sconfinata di preziosi dettagli fanno di Humanitales una perla di rara bellezza che nel panorama italiano non può e non deve assolutamente passare inosservata. La band sta dimostrando una maturazione costante ed esponenziale che la mette in risalto album dopo album e fa ben sperare per il suo stesso futuro. A fare la differenza è lo sviluppo dei brani che non risultano mai banali ma invitano l’ascoltatore a scoprire col passare di ogni secondo la saggia narrazione musicale del gruppo; unitamente ad un minutaggio neanche troppo proibitivo per un album che si snoda su trame progressive, la bravura dei sei ragazzi risiede anche nell’incuriosire anche chi si dovesse approcciare a questo genere per la prima volta o chi non ne fosse esperto, trovando dei saldi punti di appiglio nei tratti caratterizzanti di un gothic dosato alla perfezione e un prog sfruttato con la massima creatività. Se dobbiamo aspettare altri tre anni per un lavoro ancora superiore, il 2021 potrebbe essere il momento decisivo per una band che finora ha dimostrato di aver molto da dire.

Voto: 91/100


Francesco
 
Tracklist:

  1. Humanitales – 01:41
  2. Frolic – 04:47
  3. Sentence (Forgiveness Act II) – 06:36
  4. So Deep Out There – 06:22
  5. Angels Out of Grace – 05:27
  6. Inugami – 04:40
  7. Damned Paradise – 04:25
  8. Inadequacy – 04:16
  9. Tale – 15:22
  10. The Frozen Night – 02:50
Durata totale: 56:26
 
Lineup:

  • Claude Arcano – voce
  • Ian Vespro – chitarra
  • Undesc Grotesque – chitarra
  • Phil – tastiera 
  • Cance – basso
  • Vendra – batteria
Genere: progressive/gothic metal
Sottogenere: electronic gothic/progressive metal

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