Mgła – Exercises in Futility (2015)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEExercises in Futility (2015) è il terzo album dei polacchi Mgła.
GENEREDi base un black metal di stampo classico, reso però fresco dalla band, con una bella iniezione di melodie e una grande varietà di sfumature.
PUNTI DI FORZAUn suono molto personale e soprattutto curato in ogni particolare. Tra di essi spicca il comparto emotivo, che rende la musica dei polacchi profonda e significativa. Una buona registrazione, tantissimi spunti degni di nota.  
PUNTI DEBOLI
CANZONI MIGLIORIExercises in Futility I (ascolta), Exercises in Futility IV (ascolta), Exercises in Futility VI (ascolta)
CONCLUSIONIExercises in Futility si rivela un capolavoro assoluto nel suo genere, da recuperare per ogni fan del black metal non troppo conservatore!
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
96
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Non giriamoci troppo intorno: per gran parte, il black metal che si trova in giro non è esaltante, specie se parliamo di incarnazione classica e dintorni. Se da un lato ci sono tante band piacevoli, o addirittura buone, dall’altro anch’esse non riescono a fare la differenza più di tanto. Spesso piuttosto sembra che il genere per molti sia diventato solo “mestiere”, un riproporre gli stessi cliché nella stessa maniera, il che porta a musica sterile e di maniera. Per fortuna però qualcuno che riesce ad andare oltre e propone qualcosa di personale esiste ancora: è il caso dei polacchi Mgła. Lo dimostra bene il loro terzo album, Exercises in Futility, uscito nel 2015: si tratta di un album fuori dagli schemi sotto molti punti di vista, a cominciare dallo stile. È un black metal che di base si rifà proprio all’incarnazione più classica, con ritmi serrati e riff taglienti, di quelli “a zanzara”; i Mgła però non sono nostalgici, e riescono a svilupparli in una maniera tutta particolare. All’interno di Exercises in Futility sono presenti tantissime sfumature diverse: quelle che si notano di più sono le tante melodie, che rendono il genere del duo di Cracovia più caldo, accogliente, variopinto, e si integrano bene al suo interno senza ammosciarlo mai. Il lato migliore dei Mgła è però la grande cura che la loro musica dimostra, non solo in fatto di strutture e passaggi, ma soprattutto sul lato atmosferico ed emotivo, che è profondo, vario e mai banale. Le sue tante sfaccettature sono gestite con maestria assoluta: ciò consente a Exercises in Futility di esplodere quasi sempre bene, e di farlo senza dover ricorrere a chissà quali artifici. Anzi, i polacchi spesso puntano sulla semplicità; ma se molte strutture sono lineari, non annoiano mai, anzi riescono a creare un incantesimo, una bella aura. Merito di qualche spunto che avvicina la loro musica al black atmosferico e di una bella varietà interna: seppur l’impostazione non vari troppo, di rado lungo Exercises in Futility aleggia il senso di già sentito. Completa il quadro una registrazione perfetta: è grezza nella giusta maniera del black metal ma sa anche essere nitida al punto giusto. Valorizza il suono dei Mgła alla grande, ed è lontanissima da chi scambia l’incuria per genuinità e rovina i propri dischi facendoli suonare da schifo. Insomma, parliamo di un lavoro lontanissimo dal solito macinare sterile, con un blast beat e una serie di riff veloci che vanno avanti a lungo, annoiando subito: Exercises in Futility è invece una serie di affreschi che riescono ogni volta a stupire, personale e di altissimo livello!

Exercises in Futility I (prima di una serie di brani tutti con lo stesso titolo) parte da un lungo preludio a suo modo inquietante, con suoni lo-fi e gli echi di growl grattanti, ma pian piano assume una dimensione più atmosferica, profonda. Quando il metal entra in scena con più potenza, il ritmo è lento, e le melodie di chitarra creano un clima più depresso che rabbioso, nonostante le tante dissonanze. È una grande introduzione per un pezzo che, dopo circa un minuto e mezzo, entra nel vivo accelerando: il tempo però non è velocissimo, almeno per gli standard del genere. Anzi, il comparto ritmico è quasi rockeggiante, specie nel riffage, movimentato come nel black ‘n’ roll. Ma la norma non è divertente e selvaggia come nella media del genere: al contrario, il clima è preoccupato, tempestoso, crepuscolare, ma anche con un certo calore, dato dalle ricercate armonizzazioni che contornano il tutto. Ciò si interrompe solo a tratti, per degli stacchi cupi: con passaggi di vago retrogusto doom e dissonanze classiche, risultano più inquietanti e freddi del resto, ma si integrano lo stesso bene nel fluire del pezzo, creando un contrasto che funziona. Merito anche del gioco di variazioni in cui i Mgła si dimostrano subito magistrali: seppur le due norme si dividano gran parte della canzone, i polacchi sono bravi a modificare il ritmo, che sale e scende spesso, o a cambiare le melodie. Per esempio, al centro compare una frazione accogliente come le altre ma più turbinosa e preoccupata, una disperata fuga a perdifiato che colpisce alla grande. Sono tutti elementi che contribuiscono a un pezzo avvolgente al massimo, senza nemmeno un momento morto nei quasi otto minuti: Excercises in Futility comincia insomma con un botto assoluto! È quindi il turno della traccia II: si mostra subito più strisciante e cupa, con una melodia sinistra posata su un riffage molto classico, obliquo e freddo, e lo scream di M., anche più graffiante del solito, a corredare il tutto. È una frazione che accumula una tensione davvero forte, destinata però a sciogliersi: lo fa quando all’improvviso si apre una falsariga più veloce ma anche più aperta. Persa ogni dissonanza, ci ritroviamo in una cascata di note potente, ma che sa essere anche malinconica, con melodie che danno quasi i brividi. È uno sfogo non troppo lungo, che poi tende a rallentare, finché non tornano verso coordinate più simili all’inizio: anche allora però la musica è più profonda, e mantiene l’eleganza dalla parte precedente. Solo alla fine, dopo una nuova esplosione della norma principale, ancor più lunga – e con una bella coda melodica, calma, nostalgica – la parte iniziale ritorna. Ma il finale è ancora melodico e malinconico, con gli ottimi giri della chitarra di M., con un vago retrogusto addirittura post-black: così si conclude alla grande un un’altra traccia di livello altissimo!

Dopo un uno-due del genere, è ora il turno di Exercises in Futility III, purtroppo non all’altezza: sin dall’inizio sa un po’ di già sentito. Sia i giri di chitarra sia la strisciante base ricordano un po’ le melodie già sentite in precedenza, seppur siano state rilette qui in maniera un po’ più nervosa e dissonante. È questa in effetti la natura del pezzo, il che gli consente di superare il problema: aiuta poi la bravura dei Mgła nel cambiare le carte in tavola. Per esempio, questa norma viene spesso modificata, specie a livello di ritmo, dove Darkside a volte sfodera il blast, altrove invece rallenta e rende il tutto più strisciante. Forse il punto di forza migliore della traccia sono però gli stacchi in cui le coordinate si spostano su una norma ancor più tesa, esasperata, frenetica. Sono passaggi angoscianti, che rendono sia la lunga frazione centrale sia il finale di gran impatto. Non c’è molto altro in una canzone breve e semplice ma di qualità più che buona, se presa da sola: peccato solo che si trovi in un album del genere, dove risulta addirittura il punto più basso in assoluto! Del resto, anche la sua collocazione non è ottimale: a ruota giunge infatti un altro dei picchi del disco, Exercises in Futility IV. Anch’essa elementare e di breve durata, si mostra anche molto orecchiabile, persino catchy. Un breve intro espanso, da black atmosferico, poi entra subito in scena con la sua falsariga di base, melodica e malinconica: poche semplici note che però creano qualcosa di profondo, trascendentale. Ma anche il resto non è da meno: più energiche, anche le strofe sanno dare molto a livello emotivo, con il loro riffage sempre in movimento e le belle melodie di chitarra al di sopra. Non parliamo poi dei ritornelli, che ne accentuano ancor di più l’essenza sentimentale in un vortice turbinoso e puramente black metal, ma di disperazione palpabile, sentita, che colpisce al cuore. A parte alcune variazioni di dettagli, che aiutano a rendere il tutto più interessante, il pezzo è tutto qui: ciò non toglie che anche nella sua semplicità, è un gioiello incredibile. Non solo è l’ideale singolo dell’album sia per qualità che per facilità d’ascolto, ma per quanto mi riguarda è anche uno dei più bei pezzi black melodico mai incisi!

Dopo la grande esplosione di emotività appena passata, con Exercises in Futility V i Mgła tornano a qualcosa di più oscuro e freddo. Lo fanno sin dall’intro, con una melodia lontana e dissonante: è la stessa che poi rimane in scena a lungo sopra alla base, tempestosa ma lenta e cadenzata, quasi marziale, che fa da base al pezzo. È un’impostazione che rimane per lunghi tratti in una processione lugubre, arcigna, con melodie che spuntano oblique, in una perfetta fusione tra black classico e atmosferico. Solo ogni tanto si accelera, ma non di molto: nonostante il maggior dinamismo, le coordinate rimangono le stesse, evocando sempre lo stesso buio impenetrabile, con giusto una punta in più di ferocia. Ma anche quando il pezzo stacca non è da meno: stavolta nelle aperture non c’è niente di liberatorio, sono lunghe fughe vertiginose, abissali. C’è giusto un piccolo velo di malinconia, spesso coperto però dall’assenza di speranza evocata dal muro di chitarre: viene fuori solo nel finale, quando spunta un giro di tastiera lento e malinconico. Ancora una volta, inoltre, i polacchi non si perdono dietro a troppe variazioni: le due frazioni fluiscono dirette senza grandi momenti di pausa, se non al centro, con una breve apertura resa lugubre dalla chitarra in solitaria. Per il resto, le variazioni sono anche meno che in precedenza, ma non importa: visto che si tratta del pezzo più vicino all’atmospheric black dell’intero album, il risultato è comunque eccellente, a poca distanza dal meglio della scaletta! La successiva Exercises in Futility VI chiude quindi il disco riportando un po’ di tranquillità, la calma dopo la tempesta. Se la prende comoda a entrare nel vivo, con un lungo preludio crepuscolare ma placido, gestito dalla chitarra pulita e dai sussurri echeggiati di M.. Poco più di un minuto e si spegne: è il prodromo dell’entrata in scena del pezzo vero e proprio, che poi esplode in maniera potente, frenetica, ma di nuovo con un bel pathos, dato da ritmiche profonde e melodiose. Evocano una tensione emotiva grandiosa, disperata e a volte lancinante: è la stessa che avvolge ogni parte del pezzo, con la sua cupezza depressa ma calda, accogliente a suo modo. Fluisce bene in particolare nei passaggi più calmi che si aprono a tratti: sono terremotanti grazie alla doppia cassa di Darkside, ma per il resto la melodia regna, specie per quanto riguarda le solite armonizzazioni di chitarra. Il vero punto forte del pezzo è però, di nuovo, la cura per i dettagli: nonostante quasi tutte le frazioni appartengano all’una o all’altra anima, nessuna viene mai a noia, grazie a un sapiente gioco di variazioni e di sfumature emotive. Ottima anche la parte centrale, l’unica che esce dal dualismo, e aggiunge un tocco di pathos in più al pezzo, coi vortici di chitarre in lead in evidenza e una disperazione ancora più spinta, drammatica, che colpisce al cuore. È la ciliegina sulla torta di un altro episodio eccezionale, l’ultimo grande picco dell’album che chiude!

Lo avrai capito, ormai: Exercises in Futility è un lavoro che si colloca ad anni luce di distanza dalla media del black metal odierno. È un disco ricco di spunti, variopinto, personale e mai noioso: tutte caratteristiche che lo rendono un capolavoro assoluto del suo genere. Certo, forse non sarà adattissimo a chi preferisce un black aderente al cento percento alla tradizione, rivolto soltanto a ferocia e oscurità e senza spazio per altri colori. Se però non disdegni anche belle melodie e atmosfere profonde, allora il consiglio è uno solo: se non hai ancora scoperto gli Mgła, corri a farlo!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Exercises in Futility I07:58
2Exercises in Futility II07:48
3Exercises in Futility III04:37
4Exercises in Futility IV04:45
5Exercises in Futility V08:15
6Exercises in Futility VI08:49
Durata totale: 42:12
FORMAZIONE DEL GRUPPO
M.voce, chitarra, basso
Darksidebatteria
ETICHETTA/E:Northern Heritage Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:

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