Nomura, Nulla+ – Impronte/Lacrime (2018)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEImpronte/Lacrime (2018) è lo split album tra i baresi Nomura e i perugini Nulla+.
GENERE/I
  • NOMURA: Una base black metal con in più potenti rinforzi post-hardcore, ma anche molta aggressività classica.
  • NULLA+: Un raw black metal con frequenti venature punk e un’anima caotica.
PUNTI DI FORZA
  • NOMURA: Uno stile originale e differente dalla media del genere, una valida alternanza tra impatto e atmosfera. In generale un grande livello di ispirazione.
  • NULLA+: Una bella energia, un suono apprezzabile anche a chi non apprezza troppo il raw black, alcuni ottimi spunti.
PUNTI DEBOLI
  • NOMURA: Giusto un po’ di inconsistenza, visto che parliamo di un unico brano.
  • NULLA+: Un suono un filo troppo confusionario a tratti, qualche ingenuità qua e là
CANZONI MIGLIORI
CONCLUSIONINonostante la relativa inconsistenza e brevità, Impronte/Lacrime è uno split piuttosto buono. Mette in mostra soprattutto i Nomura, ma anche i Nulla+ ne escono bene!)
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli split album sotto alla mezz'ora
69
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Anche se ultimamente mi capita sempre più di rado di poterne recensire – purtroppo l’agenda di Heavy Metal Heaven è sempre più piena – ammetto di avere un debole per gli split album. E contando poi che questa webzine esiste anche per dare visibilità in primis ai gruppi nostrano più meritevoli e che amo chi ha il coraggio di osare col cantato in italiano, non potevo farmi scappare un lavoro come Impronte/Lacrime. Diviso a metà tra Nomura e Nulla+, si tratta di un lavoro interessante, e non solo perché appunto sono due band italiane che cantano in lingua madre. Parliamo di due gruppi molto diversi tra loro a livello stilistico, ma accomunati dal cercare una via personale al black metal: non solo lo fanno, come detto, con testi nella nostra lingua, ma anche con tante contaminazioni. È questo a rendere entrambi degni di attenzione: seppur in maniera differente, sono due gruppi che hanno qualcosa di proprio da dire, non si limitano a riproporre il classico suono norvegese in maniera sterile. E, ovviamente, di questo Impronte/Lacrime beneficia molto: come leggerai nel corso della recensione, si tratta di uno split non eccelso, ma buono e interessante.

I primi a proporsi sono i Nomura, band di Bari che qui brilla soprattutto per uno stile quadrato e molto efficace, oltre che personale. Unire un black metal con rinforzi post-hardcore per dargli una base più potente non è una novità radicale ma nemmeno una scelta molto sfruttata: i pugliesi beneficiano anche di questo, ma di loro ci mettono anche degli spunti di personalità. Su tutte, un’aderenza al black metal più aggressivo invece che alla sua versione “post”, e anche una tendenza ad alternare momenti di impatto e altri di atmosfera, ben incastrati tra loro – come del resto le tante influenze del gruppo. Questa abilità dei Nomura è ben udibile in Salice, unica loro traccia nell’EP – seppur divisa in due parti: la prima comincia lenta e tranquilla, con un lieve arpeggio di chitarra, lento e desolato. Pian piano poi questa norma cresce, con l’ingresso prima del basso di Valerio e della batteria di Miky, e quindi lo scream di Dave, già da subito urlato, rabbioso, estremo – canta in italiano, ma lo si capisce a malapena. È il preludio alla conseguente esplosione metal, che arriva a ruota: all’inizio è ancora molto espansa, ma il crescendo non è finito, visto che a breve ci si ritrova in una norma più animata. I Nomura cominciano ad alternare passaggi ritmati e di gran potenza e brevi aperture più orientate al black, in una progressione che nel contrasto valorizza entrambe le anime. È una frazione grandiosa, ma i baresi non hanno ancora finito di indurire il proprio suono: presto anche questa comincia ad accelerare, finché non ci ritroviamo in una fuga convulsa, con persino influenze death metal nel riffage. È uno sfogo che accelera e si fa sempre più vorticoso e feroce, fino a toccare un apice davvero selvaggio, black metal della migliore scuola. Poi però il dinamismo si spegne: la coda torna, come a chiudere il circolo, alla lentezza iniziale, con un riff di influsso doom, lento e funereo, che va avanti poco prima di spegnersi. Ma non è la fine, bensì solo l’inizio di Salice (pt. II), che si avvia ancora lenta, con una chitarra pulita stavolta ancora più oscura e strisciante – aiutata in questo anche dai sussurri del cantante. Sembra quasi l’esordio di un altro lento e progressivo crescendo, ma poi dopo circa un minuto e mezzo esplode con forza, riprendendo le coordinate principali in maniera terremotante. Merito del battente riffage post-hardcore di Sebastiano e Aldo, che avanza devastante per qualche minuto, prima che i Nomura virino su lidi più sinistri e black, pur non perdendo troppo in potenza. È una norma che va avanti ossessiva per un po’, finché non si spegne: per quanto la sua atmosfera sia molto avvolgente, alla fine risulta un filo ripetitiva. Ma è un difetto da poco: il problema vero della metà dei Nomura è l’inconsistenza, visto che parliamo pur sempre di un solo brano. Verrebbe voglia di ascoltarne di più: questo fa ben capire quanto sia valida questa prima metà di Impronte/Lacrime!

È ora il turno dei Nulla+, band di Perugia che rispetto all’altra si presenta molto più grezza. Il loro è un raw black metal con spesso forti venature punk, un’influenza che la band non nasconde mai, anzi rivendica sempre con forza. Questo rende la loro parte molto più caotica e meno quadrata della precedente: a tratti è anche un difetto – il principale insieme a qualche ingenuità qua e là – ma tutto sommato ho trovato la band apprezzabile, pur non essendo un grande amante del raw black. Per esempio, mi è piaciuta l’iniziale Piangersi Addosso: un breve intro col fischio a vuoto di una chitarra, poi parte subito caotica e potente. Il suono è molto impastato, lo scream di Claudio Cilione distorto all’estremo, ma il tutto evoca un buon impatto. Merito anche del fatto che la band umbra non mantiene la stessa norma a lungo e quindi non annoia: presto il tutto confluisce in un lungo interludio di chitarra pulita, ma oscuro, quasi horrorifico. È il preludio alla frazione centrale, più lenta ma sempre minacciosa, con un riffage molto punkeggiante e una grinta palpabile, ben evocata da ogni elemento musicale. C’è spazio anche per un finale che ripete l’evoluzione iniziale con ancora più cattiveria, prima di chiudere un pezzo breve ma intenso, il migliore del terzetto dei Nulla+ in Impronte/Lacrime. Sin dall’inizio F.A.O. (Fame a Oltranza) è meno frenetica della precedente, ma si rivela diretta e incalzante, oltre che dinamica, grazie al perdurare delle influenze punk. È questa norma senza fronzoli a colpire meglio nella canzone, ma anche quelle più rallentate e truci sanno il fatto loro. Purtroppo, lo stesso non si può dire dei momenti invece più obliqui, come per esempio i ritornelli: con la loro essenza stop ‘n’ go risultano troppo bizzarri, e rompono il fluire del resto. Ma forse la frazione meno bella è quella centrale: troppo cantata, con uno sfondo molto semplice, sembra non solo esagerata ma persino raffazzonata. Per fortuna, la traccia si ritira su nel finale, con una coda dal retrogusto addirittura thrash/groove metal: dura poco, ma è di buona potenza, e chiude un brano non del tutto riuscito, ma breve e che in fondo risulta decente. A chiudere Impronte/Lacrime arriva quindi Quelli che… (cover anonima), rilettura di Quelli che Benpensano di Frankie Hi-nrg Mc: una scelta particolare che però funziona. Se uno non conosce l’originale, potrebbe quasi pensare che è un pezzo dei Nulla+ visto che il lavoro di riadattamento è stato ottimo. Le melodie dell’originale sono state portate bene nel black/punk degli umbri, e anche i giochi di ritmi rendono il tutto in linea col loro suono. Ne risulta perciò un pezzo truce, rabbioso, che alterna bene frazioni violente e veloci e altre molto più aperte ma cupe al massimo, come quelle già sentite nei due brani precedenti. Visto che amo le riletture così, in cui un gruppo riesce a trasportare un pezzo in un genere molto lontano, lo trovo un ottimo esperimento: è la giusta chiusura per una seconda metà di album meno bella della prima metà, ma senza sfigurare, anzi!

Riepilogando, Impronte/Lacrime è uno split piuttosto buono, con qualche ingenuità da parte di entrambe le band ma anche diverse buone idee. Il suo difetto principale sono le sue cinque tracce per appena diciotto minuti, perché di entrambe le band (e come detto, in particolare dei Nomura – senza nulla togliere comunque ai più che discreti Nulla+) uno vorrebbe ascoltare di più. Che dire se non che, se sarà possibile, cercherò di seguirle entrambe con attenzione nel proseguimento delle loro carriere.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Nomura – Salice (pt. I)05:37
2Nomura – Salice (pt. II)04:21
3Nulla+ – Piangersi Addosso02:45
4Nulla+ – F.A.O. (Fame a Oltranza)02:19
5Nulla+ – Quelli che… (cover anonima)03:32
Durata totale: 18:34
FORMAZIONI DEI GRUPPI
Nomura
Davevoce
Aldochitarra
Sebastianochitarra
Valeriobasso
Mikybatteria
Nulla+
Claudio Cilionevoce
Paolo Lombardivoce, chitarra, basso
Gabriele Ceccarellichitarra
Riccardo Mencarellibatteria
ETICHETTA/E:The Triad Rec, Italian Extreme Underground, Nothing Left Records, Boned Factory
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:i Nulla+

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