Holy Shire – The Legendary Shepherds of the Forest (2018)

Dopo aver reso noto il loro nome e la loro interpretazione del symphonic gothic con Midgard (2014) tornano alla ribalta gli italiani Holy Shire, che con The Legendary Shepherds of the Forest si presentano con delle sonorità in continua evoluzione, per un disco tutto da scoprire.

Fin dal brano introduttivo e dalle primissime battute di questo nuovo lavoro il passo avanti rispetto all’esordio si può percepire nella maggiore cura di tutti i suoni e del comparto tecnico nel senso più esteso del termine. L’uso fantasioso di uno strumento come il flauto aggiunge poi profondità all’atmosfera creata dal sound della formazione milanese, che si serve della tipica teatralità del gothic per costruire delle composizioni a metà tra il melodico ed il cupo creando un mix esaltante. Le ritmiche che accompagnano tutti i pezzi guardano anche al mondo del rock e non disdegnano influenze dagli ambienti più disparati. La proposta stilistica della band risulta un po’ atipica rispetto ai colleghi che portano lo stesso genere o quasi, ma ciò non è per forza un difetto; al contrario, gli Holy Shire sanno come far valere la propria personalità ed ogni brano ne trasuda in misura variabile a seconda del taglio che il gruppo stesso ha scelto di dargli. Uno degli aspetti che però non sempre riesce nel suo intento insieme a delle scelte rivedibili sul piano strumentale è probabilmente la parte vocale di questa seconda uscita: se in alcuni brani infatti l’intento “operistico” è ottimamente mescolato con la base e con una voce più moderna, in altri l’impressione è meno buona, con dei passaggi che risultano leggermente forzati e che rischiano di far risultare tutto il lavoro poco omogeneo). Il rischio è comunque scongiurato da una performance tutto sommato su buoni livelli, che riesce a portare all’attenzione del pubblico un gothic con una faccia leggermente diversa rispetto al solito e risulta in fin dei conti un esperimento riuscito. Ciò apre una nuova strada ad una formazione molto giovane con tanto tempo davanti per evolvere ulteriormente questo sound, e dare magari vita ad un nuovo trend nel genere di appartenenza o custodire gelosamente una personale interpretazione che fino ad ora ha portato a due lavori di spessore.

Voto: 77/100

Francesco

Tracklist: 

  1. The Source – 01:19
  2. Tarots – 05:05
  3. Danse Macabre – 03:50
  4. The Legendary Shepherds of the Forest – 03:50
  5. Princess Aries – 04:38
  6. Ludwig – 05:21
  7. At the Mountains of Madness – 05:25
  8. The Gathering – 05:21
  9. Inferno – 05:20
  10. Ophelia – 05:22
  11. The Lake – 05:29

Durata totale: 51:08

Lineup: 

  • Claudia “DeepBlue” Beltrame – voce
  • Erika “Aeon” Ferraris – voce
  • Frank Campese – chitarra
  • Andrea “Andrew Moon” Faccini – chitarra
  • Chiara “Kima” Brusa – flauto
  • Pietro “Blackbass” Chiefa – basso
  • Massimo “The Maxx”  Pianta – batteria

Genere: symphonic gothic metal
Per scoprire il gruppo: la fanpage Facebook degli Holy Shire

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