Veonity – Legend of the Starborn (2018)

Dopo i primi due convincenti capitoli della sua storia il quartetto svedese dei Veonity arriva alla sua terza produzione, Legend of the Starborn, che punta ad un deciso salto di qualità generale rispetto alle opere precedenti.

Senza particolari introduzioni veniamo lanciati all’interno dell’azione power metal proposta dalla band nordeuropea, che fa dell’intensità la sua caratteristica principale: ritmiche veloci, doppio pedale a manetta e un mood di stampo epico sono il leitmotiv di un disco che promette bene fin dai primissimi minuti. La terza fatica targata Veonity può vantare un sound maturo e delle buone capacità individuali da parte dei singoli componenti, che decidono di optare per un’impronta melodica e non eccessivamente tecnica per questo nuovo lavoro in studio. I ritornelli pieni di cori da urlare a squarciagola sono da sempre un marchio di fabbrica del genere trattato dalla band, che anche in questo aspetto non sfigura e tira fuori dei brani molto ben definiti; questi ultimi non si perdono mai in passaggi inutili e vanno dritti al punto, raccontando un power che seppur senza alcun tipo di innovazione riesce a colpire nel segno grazie ad un complesso di aspetti che in fin dei conti si rivelano vincenti. La band si prende oltre un’ora di produzione per sviluppare e presentare la propria interpretazione del power, ma probabilmente uno dei pochi difetti che si possono attribuire a Legend of the Starborn è proprio la sua prolissità: se è infatti fuori discussione la qualità generale di cui l’album è largamente infuso, la mancanza di reali innovazioni o di particolari idee fuori dai soliti schemi predefiniti del genere citata pocanzi rischia di tediare anche il pubblico più appassionato che si affaccia sul panorama delle giovani band sperando di trovare una scintilla che faccia rivivere il power sotto una luca diversa. Ciò detto, a conti fatti nessuno dei pezzi che compongono la tracklist risulta scontato o poco ispirato, ed anzi il quartetto sa benissimo come trarre il meglio dagli anni in cui questa particolare branca della musica metal ha dominato la scena internazionale per elaborare un contenuto che potesse soddisfare i canoni del genere. Se il vostro gusto è ampiamente soddisfatto dai tratti musicali che sono stati evidenziati in questa recensione, sappiate che il più classico dei power metal vive ancora nelle corde, nelle pelli e nelle voci urlanti di quattro metalheads svedesi che probabilmente non si fermeranno per un bel po’ di tempo, ed un ascolto dell’album analizzato quest’oggi e dei suoi predecessori è più che vivamente consigliato.

Voto: 85/100


Francesco

Tracklist:

  1. Rise Again – 06:17
  2. Starborn – 05:51
  3. Guiding Light – 06:00
  4. Winds of Asgard – 05:29
  5. Outcasts of Eden – 04:32
  6. Sail Away – 05:13
  7. The Prophecy – 00:58
  8. Warrior of the North – 06:00
  9. Gates of Hell – 06:02
  10. Freedom Vikings – 06:36
  11. Lament – 05:16
  12. To the Gods – 05:24
  13. United We Stand – 05:00

Durata totale: 01:08:38

Lineup: 

  • Anders Sköld – voce e chitarra
  • Samuel Lundström – chitarra
  • Kristoffer Lidre – basso
  • Joel Kollberg – batteria

Genere: power metal
Sottogenere: epic/melodic power metal
Per scoprire il gruppo: il sito ufficiale dei Veonity

Potrebbero interessarti anche...

Aggiungi il tuo commento