Tragodia – Before the Fall (2018)

I Tragodia sono un gruppo nostrano, nato a Brescia nel 1996,  che lo scorso anno ha pubblicato il quarto album Before the Fall: ha un suono molto fresco e moderno, in alcuni tratti epico, in altri tetro. La band suona insieme da anni, ciò si nota dall’ottimo modo in cui gli strumenti si uniscono tra di loro: merito anche dell’ottimo mix finale che è di una qualità molto buona. Gli strumenti sono limpidi e chiari, si sentono tutte le sfumature.

Il disco si apre con The Untrodden Road, che con calma ci porta ad un riff molto melodico ma allo stesso tempo pregno di groove. Fin da subito si nota chiaramente la cura per i minuscoli dettagli come ad esempio i fill di batteria con i piatti insieme al tapping della chitarra prima della strofa. La dinamica è trattata benissimo all’interno della struttura, si sale e si scende nei punti giusti, per riuscire a dare la giusta intensità a ciò che troveremo dopo – caratteristica che rimane grossomodo in tutte le canzoni. Il finale, purtroppo, è un po’ piatto; sarebbe stata carina qualche semplice variazione sulle figure metriche.
Nella seconda traccia, Master of the Loss, ci viene offerta dalla batteria qualche sfumatura tecnica in più con degli accenti contrapposti a quelli della melodia principale del ritornello, il quale rimane molto in testa. Rispetto alla traccia precedente, l’assolo qui è meno melodico e più virtuoso. Ma senza alcun dubbio, il ritornello che si stampa meglio in mente è quello della ballad: Veils of Grey, brano dolce nelle melodie, ma da sprazzi di pesantezza nei riff e nel groove anche se purtroppo nel complesso rimane una traccia abbastanza monotona e piatta a causa della ripetitività.
In The Fifth Season tornano le piccole sfumature che ci erano state proposte all’inizio. Per quanto riguarda la melodia si avverte una sorta di angoscia, che col passare dei minuti arriva a culminare in un breve assolo che rilascia un po’ la tensione creata, anche se il finale la restaura in pochi secondi.
Adrift, nel complesso è una traccia che non mi ha fatto impazzire, però contiene uno degli assoli più lunghi di chitarra; nella prima parte è molto suggestivo dal punto di vista melodico, mentre la seconda parte è uno shred molto pulito, un assolo di alto livello.
Of Dark Sun and Dying Stars si può descrivere come un intermezzo che divide l’album a metà, in quanto è una composizione simile ad una soundtrack di un film drammatico.
Before the Fall, riprende la melodia del brano precedente e viene evoluta nella strofa con ritmi sincopati: con la metrica della voce acquisisce un ritmo spettacolare. La traccia è una delle migliori all’interno dell’album dal punto di vista tecnico in quanto ci sono cambi di tonalità fatti al punto giusto e tutto viene costruito in maniera corretta.
In contrapposizione troviamo Star-Driven, ,brano piuttosto scontato nei passaggi e piuttosto ripetitivo. C’è poco da dire.
The Forgery, inizia in maniera spettacolare con un growl e un riff di armonici artificiali brutali, la voce varia spesso tra pulito e un grattato non troppo pesante, la mia preferita dal punto di vista globale. Per quanto semplice rimane un brano che funziona, la chiave spesso risulta sempre la semplicità. Il pezzo che ci accompagna alla fine è The House by The Grove, nella quale non ci sono evidenti passaggi da elogiare, rimane sempre in linea con tutte le canzoni dell’album con un finale che lascia interdetti e sospesi.

In conclusione, il pensiero principale che dopo vari ascolti è rimasto: se facessi una riproduzione casuale, in qualsiasi punto, farei difficoltà a riconoscere la canzone, questo vuol dire che i brani non mi sono rimasti particolarmente impressi, per quanto dietro ci sia un lavoro enorme. Sicuramente è un album che piacerà a tantissime persone, ma personalmente non mi ha lasciato nulla. Senza alcun dubbio però i testi delle canzoni danno sicuramente qualcosa in più, in quanto anche dai titoli si percepisce una certa importanza. Un lavoro discreto.

Voto: 65/100

Giacomo DG

Tracklist:

  1. The Untrodden Road – 05:45
  2. Master of the Loss – 04:18
  3. Veils of Grey – 03:20
  4. The Fifth Season – 04:34
  5. Adrift – 03:45
  6. Of Dark Suns and Dying Stars – 02:57
  7. Before the Fall – 05:02
  8. Star-Drive – 03:08
  9. The Forgery – 04:02
  10. The House by the Grove – 05:41
Durata totale: 42:32
Lineup: 
  • Luca Meloni – voce
  • Riccardo Tonioli – chitarra
  • Marco Nicoli – basso
  • Daniele Valseriati – batteria
Genere: progressive/gothic metal
Per scoprire il gruppo: la fanpage Facebook dei Tragodia

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