Ærgewinn – Bærnan (2019)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEÆrgewinn, one man band del polistrumentista abruzzese Matteo “Grindead” Colantonio, è un progetto interessante, come dimostra l’EP d’esordio Bærnan (2019).
GENEREUn mix di death svedese e black metal ordinato, senza grandi scatti e con lunghe frazioni battenti e ipnotiche. 
PUNTI DI FORZAUn suono forse non originalissimo ma con una sua personalità, una buona varietà, un ottimo potenziale.
PUNTI DEBOLIUn po’ di immaturità, qualche ingenuità
CANZONI MIGLIORIDeny All
CONCLUSIONIBærnan risulta sia buono in chiave presente che, soprattutto, in proiezione futura: proprio in questo senso il progetto Ærgewinn sembra in grado di sviluppare meglio le proprie potenzialità!
ASCOLTA L’ALBUM SU:Youtube | Bandcamp | Soundcloud | Spotify
ACQUISTA L’ALBUM SU:Amazon | Bandcamp
SCOPRI IL GRUPPO SU:Facebook | Bandcamp | Youtube | SpotifyMetal-Archives
VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
70
COPERTINA
Clicca per aprire

Se conosci almeno un po’ la nostra scena nazionale, è probabile che tu sia venuto in contatto con almeno qualche band proveniente dall’Abruzzo. Seppur lontano dalle zone più densamente popolate d’Italia, la regione centro-meridionale presenta una scena vitale e molto ricca di band – di cui spesso ho anche parlato qui su Heavy Metal Heaven. Proviene da questo grande calderone anche il progetto di oggi, Ærgewinn: è la one man band di Matteo ‘’Grindead’’ Colantonio, polistrumentista di Vasto (Chieti) già attivo nei conterranei Grodek. Ha fondato il progetto nel 2018, e da allora non ha perso tempo: risale appena allo scorso 10 gennaio l’EP d’esordio Bærnan. Nonostante questo titolo, che significa “brucia” in inglese antico – stessa lingua del monicker, che si traduce come “odio antico” – il suono di Ærgewinn non è così selvaggio o caotico come si potrebbe pensare. Al contrario, se la base è senza dubbio il più classico death metal di matrice svedese, Grindead lo imposta in una maniera più ordinata rispetto alla media, con lunghe frazioni battenti e quasi ipnotiche, e senza quasi fughe repentine. A rendere più vario e interessante sono influssi doom e soprattutto black: quando la prima dà allo stile di Bærnan un tono più abissale e profondo, il secondo è una marcia in più in fatto di atmosfera. È uno stile non troppo originale, ma che nelle mani di Ærgewinn ha il merito di non suonare banale, e ha ampi margini di espansione in fatto di personalità. Questo significa anche che il progetto è un po’ acerbo, ma non troppo. In generale il livello non è malaccio, anche a dispetto delle ingenuità: è anche per questo che come esordio per Ærgewinn è più che positivo!

Bærnan prende il via da Intro, che come dice il nome è un preludio dei più classici, con un fuzz dissonante di indirizzo black, echi vocali inquietanti e una batteria ossessiva, quasi industrial. Niente di che, ma è un minuto sinistro al punto giusto che introduce bene Smell, prima che essa strappi con forza. La velocità non è altissima, ma la batteria martellante e il riffage possente creano un muro di suono già monolitico, molto incisivo nonostante la registrazione non pulitissima ma nemmeno troppo sporca. È una base che va avanti a lungo, seppur con qualche variazione: a tratti le melodie virano verso il black, facendo diventare il tutto ancora più abissale – seppur la potenza non venga mai meno. Altrove invece il tutto è più arcigno, con le ritmiche ribassate tipiche del death svedese in evidenza a macinare con forza. C’è anche spazio per qualche passaggio più obliquo e dissonante, o addirittura di pausa, con chitarre striscianti ma senza ritmo al di sotto, come al centro. Per il resto, abbiamo una lunga cavalcata potente e dritta al punto, che incide bene: si rivela subito ben riuscita. Tuttavia, va ancora meglio con Deny All, in cui la componente black si fa più eclettica e melodica. Non nelle ritmiche, tuttavia, bensì nel fraseggio di chitarra che sovrasta quelle potenti e orientate verso il death. È la guida del pezzo: è presente sia nei momenti un po’ più sottotraccia, in cui il musicista abruzzese fa sentire il suo growl gutturale, sia in quelli più vorticosi, quasi alienanti, che fanno da colonna portante al pezzo. In pratica, la struttura scambia per quasi tutta la sua durata queste due norme; fa eccezione solo la frazione centrale, strana e dissonante, grazie all’unione tra ritmiche debordanti e una melodia quasi stridente. Ma è un altro bell’elemento per una traccia ottima, la migliore del trio di Bærnan. Quest’ultimo è già alla fine con Funeral Sun, traccia in cui Ærgewinn si sposta di più sul doom metal, presente in tracce già in precedenza. Il risultato è uno strano ibrido tra death, doom e black: quando i primi due si intersecano nelle ritmiche, lente ma a tratti possenti, il secondo si unisce al terzo anche nel creare melodie inquietanti e di gran atmosfera. Momenti più diretti e battenti, con la doppia cassa in evidenza, si scambiano più volte con altri, considerabili i ritornelli: hanno un’impostazione “stop ‘n’ go” che unisce in rapida serie momenti abissali e potentissimi e altri più leggeri, che compensano però con un’aura davvero lugubre. È quest’ultima anima che prende il sopravvento nel finale, in cui dominano i giri di chitarra lenti, ipnotici, e avvolgenti nella loro oscurità, densa ma non senza una punta di preoccupazione, di calore. È una gran bella chiusura per un pezzo non solo poco distante dal precedente: è anche il più originale dell’EP, e potrebbe essere una direzione intrigante che il musicista abruzzese potrà prendere in futuro.

Per quanto sia difficile valutare un qualsiasi gruppo attraverso un album così breve, l’impressione che si ricava da Bærnan è piuttosto positiva. Si tratta di un lavoro di buon livello anche a dispetto delle (poche) pecche e ingenuità di Ærgewinn, e lo è già in chiave presente. Ovvio, la prospettiva migliore del progetto di Grindead è rivolta verso il futuro: le potenzialità ci sono tutte, e il tempo ci dirà come il musicista abruzzese le svilupperà. Per quanto mi riguarda, se potrò lo seguirò con curiosità.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Intro01:02
2Smell03:33
3Deny All03:32
4Funeral Sun03:18
Durata totale: 11:25
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Matteo “Grindead” Colantoniovoce, tutti gli strumenti
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:la band stessa

Potrebbero interessarti anche...

Aggiungi il tuo commento