Domande e Risposte – Fordomth

Un lavoro con qualche ingenuità, ma anche tanta sostanza: così, nella recensione di un mese fa, ho definito I.N.D.N.S.L.E., esordio sulla lunga distanza dei catanesi Fordomth. La bontà di quest’album, come sempre in questi casi, mi ha portato a chiedere alla band di partecipare alle nostre “Domande e Risposte”. Alle mie domande, ha risposto la band unita: le sue risposte sono state a volte criptiche, ma sempre interessanti.

Come prima cosa, vi va di raccontare ai lettori di Heavy Metal Heaven la vostra storia?
Fordomth: L’idea che ha originato Fordomth risale alla fine del 2013 dalla mente del nostro chitarrista Gianluca, e fino ad adesso questa storia è stata delle più travagliate, probabilmente rispecchiando, in un certo senso,  anche l’idea artistica della band, o almeno a noi piace vederla così.
In quel frangente vennero coinvolti sei musicisti già attivi da tempo nella scena musicale estrema locale, i quali accolsero subito e volentieri l’idea di concept basato sulla Dannazione eterna, risultando nella band che ha prodotto I.N.D.N.S.L.E., i cui lavori sono iniziati concretamente nel 2015. Dopo la produzione studio del full-length la band ha vissuto un periodo di turbolenze che hanno portato ad un periodo di iato durato due anni. In seguito a diverse mutazioni della lineup, la band ha esordito il 17/02/2018 al Jettasangu Fest vol.1 (Catania) con una formazione a cinque elementi. Esattamente il giorno dopo l’esordio il chitarrista Riccardo dovette lasciare la band per motivi personali, prefigurando così l’attuale lineup di quattro elementi.
Crediamo che questo percorso sia stato caratterizzato da una metamorfosi inevitabile, che ha portato la band a godere oggi di una comunione d’intenti ed una determinazione rinnovata e più salda che mai.

I.N.D.N.S.L.E. è uscito lo scorso 10 novembre: ormai dovreste essere in grado di tracciarne un bilancio. Come è stato recepito dalla critica di settore, e come dal pubblico?
Fordomth: Fino ad ora I.N.D.N.S.L.E. è stato recepito piuttosto bene, sia da critica che dal pubblico. La promozione dell’album è stata curata dal nostro ufficio stampa Mani in Faccia Promotion, a cui siamo molto grati e con cui abbiamo collaborato fino dagli albori della promozione del disco. Consideriamo che il nostro primo full-length sia relegato ad un periodo che ormai sembra lontano ma che per noi significa molto ancora oggi. Ci ricorda, dando uno sguardo al passato, quali sono le nostre radici. Nonostante tutto, l’album ci risulta all’ascolto piuttosto attuale anche a sei anni di distanza e ad oggi possiamo dire di avere percorso solo parte dell’abisso in cui ci ha condotti I.N.D.N.S.L.E..

Una delle caratteristiche dell’album che brilla di più è il suo particolare stile, che mescola funeral doom metal con forti influssi post-rock. È un connubio nato in maniera naturale, quasi senza pensarci, oppure lo avete studiato apposta per essere così personale?
Fordomth: I musicisti coinvolti nella produzione di I.N.D.N.S.L.E. hanno dei background variegati e particolari che possono essere rintracciati anche tra gli elementi compositivi dell’album, nell’ambito del quale il terreno comune è stato per tutti il funeral doom. Se da una parte gli elementi compositivi dei brani sono stati approfonditi minuziosamente, dall’altra la composizione dei brani è avvenuta spontaneamente, componente istintiva che sta alla base della nostra espressione musicale.

Come ho scritto nella recensione, un altro punto di forza dell’album è la bontà delle atmosfere, che rende il tutto mai noioso o prolisso. Si tratta di un frangente che avete curato con particolare attenzione?

Fordomth: In particolare nel frangente funeral doom riteniamo che curare le atmosfere sia fondamentale, poiché esse caratterizzano gran parte dell’espressione artistica di cui si compone questo genere. Sugli echi dei grandi del genere abbiamo fondato anche le nostre intenzioni, rendendo l’interazione tra gli strumenti personale e proveniente esclusivamente dalle suggestioni di ogni elemento della band. Una delle particolarità di I.N.D.N.S.L.E. di cui andiamo orgogliosi è ad esempio l’intreccio delle voci di Gabriele, nostro attuale vocalist, e Federico, che creano grandi suggestioni nel loro dialogo e contrasto.

I.N.D.N.S.L.E. è anche un concept album. Vi va di raccontare, o almeno di accennarci, di che cosa parla?
Fordomth: Così come il fulcro su cui è incentrata la band, il tema del nostro primo full-length è quello della Dannazione eterna. In questa prima iterazione ha assunto la forma dal funeral doom e ripercorre l’esegesi canonica di Lucifero, dalla sua caduta dai cieli al suo trionfo infernale. La storia viene narrata dagli occhi dell’angelo caduto, empatizzando con la sua visione, tracciandone un parallelismo psicologico e metaforico con la miseria della condizione umana.

Domanda classica: quale sono i gruppi a cui si ispira maggiormente la vostra musica?
Fordomth: I.N.D.N.S.L.E. affonda le sue radici alla base del funeral doom metal e ne coglie a piene mani la lezione impartita dai pilastri del genere quali Catacombs, Ahab, Thergothon, Longing for Dawn ed Evoken per citare alcune tra le band che hanno più ispirato la nostra prima release.
Oggi la componente black metal è assolutamente predominante rispetto al passato, seppure la fascinazione, tangibile, per il funeral doom resta e si contamina con delle forti suggestioni blackened sludge/doom. L’interazione di questi generi prefigura la forma delle nostre prossime release.

Altra domanda che mi è molto cara: ci sono musicisti lontani dal mondo del doom e del black che però amate, o addirittura che riescono a influenzarvi?

Fordomth: Seppure i nostri ascolti talvolta si rivolgano anche verso altri generi e stili musicali diversi da ciò che suoniamo, di fatto la nostra musica è esclusivamente e fieramente frutto di quanto ognuno di noi percepisce nel suo io più profondo, rappresentato da ciò che sentiamo essere parte di noi e che viviamo visceralmente giorno per giorno, come i sopracitati black metal e sludge/doom metal.

Voi siete uno dei tanti nomi che affollano la scena metal estremo siciliana, ricca sia per quanto riguarda la quantità che per la qualità di gruppi. Di conseguenza, uno che può guardarla dall’esterno come me potrebbe pensare che nella vostra regione sia quasi un paradiso per il genere; tuttavia, intervistando altre band siciliane, mi hanno sempre parlato di una situazione molto negativa. È così anche per voi? E in generale, quali pensate che siano i problemi, e quali le risorse, della vostra scena regionale?
Fordomth: La scena metal estrema catanese (e siciliana) è un bacino florido ma dannato al contempo e ricalca le contraddizioni di cui si fregia in ogni ambito la nostra meravigliosa terra.
Siamo molto legati alla Sicilia e a quello che ci offre e ci ha offerto, ma riteniamo che la musica possa superare, potenzialmente, ogni confine e diffondersi come animata da vita propria, se un’anima le viene infusa da chi la crea.
Quando tra gli anni 90 ed il 2000 noi ancora eravamo troppo giovani per poterci affacciare a questo panorama (anche se in fondo non è mai troppo presto) la nostra isola ha visto un grande fermento musicale, producendo ed ospitando nomi di assoluto rilievo. Parte della nostra adolescenza è stata segnata però dalla carenza di musica live in Sicilia, esclusi casi davvero rari, quindi spingendoci a dover viaggiare per assistere ai concerti.
Oggi stiamo vivendo un periodo di forte rinascita in cui la nostra terra è tornata a far udire la sua voce più imponente che mai, anche grazie all’associazione Tifone Crew, di cui tutti i membri attuali della band fanno parte, la quale si occupa della promozione ed organizzazione di eventi che slittano dal metal estremo all’hardcore. La risposta da parte del pubblico è puntualmente calorosissima, siamo tutti affamati di musica, la sbraniamo quando ci si presenta e più la portata è ricca più il riscontro è entusiasmante, talvolta anche memorabile.

Cosa si devono aspettare i vostri fan dai Fordomth, in futuro?

Fordomth: Caos.

Il finale è sempre a piacere. A voi il compito di chiudere come volete quest’intervista…

Fordomth: .

Intervista a cura di Mattia.

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