Contrarian – Their Worm Never Dies (2019)

I Contrarian sono un gruppo americano nato nel 2014, quando produssero il loro primo EP; quest’anno hanno pubblicato il loro terzo full-length Their Worm Never Dies.

La produzione rimane molto fedele a suggestioni da thrash metal classico, con un ottimo mixing generale. Per quanto riguarda le idee all’interno del disco, ci sono alti e bassi di cui parleremo di seguito.
L’album si apre con Vaskania (The Evil Eye), un intro dissonante che farà capolino ogni tanto per spezzare la dinamica. Ma la prima cosa che si nota è sicuramente la preponderanza delle chitarre rispetto alla voce che con il suo growl rimane molto bassa di volume; nel complesso è una traccia un po’ fine a sé stessa. Segue Exorcism, con una bellissima introduzione calma che esplode nel riff principale. Si nota subito dall’introduzione come il basso gioca un ruolo melodico fondamentale, spesso infatti nelle canzoni seguenti prenderà questo ruolo. Complessivamente è una bella canzone sia strutturalmente che melodicamente.
My Curse fa capire da subito che è decisamente più cattiva, si apre con un intro melodico di chitarra che esplodono in modo violento con uno shredding stupendo. Tornando al discorso del basso, nel riff principale aggiunge qualcosa in più piuttosto che replicare le chitarre. La canzone in sé ha una buona carica, non ha grandissimi difetti. The Petition parte molto calma, ma con un primo sbalzo si smentisce e parte piuttosto decisa ma niente di esagerato; dopo la seconda frazione calma della struttura comincia il secondo sbalzo di dinamica decisamente più pungente, con un assolo niente male e delle metriche di sottofondo da parte della batteria che passano in secondo piano, ma non per questo vanno sottovalutate.
Fin ora la batteria è stata sempre piuttosto defilata, in Among the Mislead prende il comando e ci introduce a questo brano con passaggi molto suggestivi. La canzone in alcuni tratti è un po’ vuota, inizialmente non capivo perché, la risposta a tutto ciò è che il basso non suona in quei tratti. È la canzone che ho gradito di meno da subito, anche se non è brutta. Per quanto riguarda Their Worm Never Dies, inizialmente ricorda molto Call of Ktulu dei Metallica specialmente per gli intervalli melodici.  Nella parte finale dopo l’unica frase presente nella canzone,  esce un po’ di energia per terminare la canzone che è molto suggestiva.
Per concludere l’album c’è Whomsoever Worship The Whiteworm, un titolo lunghissimo per la canzone più lunga del disco. Sono otto minuti abbastanza lunghi e intensi. In tutto questo tempo si conferma tutto ciò che ci hanno presentato fin ora: buone dinamiche, bei riff, piccoli sprazzi di tecnica e ottima miscela tra gli strumenti.

In conclusione, quest’album si lascia ascoltare abbastanza tranquillamente nonostante non sia eccellente. Da premiare l’ottima cura dei dettagli da parte di basso e batteria, peccato per la voce che sembra messa un po’ da parte. Chitarre ottime nello shredding, ma piuttosto nella norma per tutto il resto.

Voto: 65/100

Giacomo DG

Tracklist: 

  1. Vaskania (The Evil Eye) – 04:48
  2. Exorcism – 05:238
  3. My Curse – 04:54
  4. The Petition – 05:19
  5. Among the Misled – 05:28
  6. Their Worm Never Dies – 03:12
  7. Whomsoever Worships the Whiteworm – 08:05
Durata totale: 37:14
 
Lineup: 
  • Cody McConnell – voce
  • Brian Mason – chitarra
  • Jim Tasikas – chitarra
  • Ed Paulsen – basso
  • George Kollias – batteria
Genere: death/progressive metal
Per scoprire il gruppo: la fanpage Facebook dei Contrarian

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