600000 Mountains – Mister Sartorius (2019)

Per chi ha fretta:
Mister Sartorius (2019), EP d’esordio dei catanesi 600000 Mountains, è un lavoro interessante nonostante la sua immaturità. Da un lato, c’è uno stoner rock/metal che non si limita a essere ripetitivo, grasso e psichedelico come la norma del genere, ma prende sentieri tortuosi e tecnici, spesso di influsso progressive. È n genere originale, anche grazie alla totale assenza di di cantato, ma dall’altro lato a tratti la musica del gruppo suona fredda e poco memorizzabile. Non è un difetto così grande: anche così, le tre tracce dell’EP rimangono interessanti, soprattutto per quanto riguarda l’iniziale Take Care and Survive. È vero però che i 600000 Mountains hanno bisogno di lavorare e crescere: Mister Sartorius è ancora un po’ acerbo, per quanto sia piacevole e non male come punto di partenza.

La recensione completa:
Stoner: una parola che in musica (che sia rock, metal o doom) è associata a lunghe progressioni psichedeliche, fatte di melodie acide e di riff pesanti e grassi ripetuti a lungo per aumentare l’effetto. Ma non sempre è così: c’è anche chi affronta il genere con un approccio diverso, come fanno i 600000 Mountains. Il nome potrebbe far pensare al classico stoner doom, magari di marchio Sleep, ma questo terzetto, nato a Catania nel 2017, in realtà suona tutt’altro nel suo EP d’esordio Mister Sartorius, uscito a inizio 2019. Di base si tratta di uno stoner rock con forti influssi doom, ma il gruppo ha dalla sua alcune caratteristiche peculiari: quella più evidente anche a un ascolto distratto è la totale assenza di qualsiasi forma di cantato. Tuttavia, il piatto forte dei 600000 Mountains è la complessità musicale: le canzoni di Mister Sartorious non sono complicate solo per le strutture ma anche a livello musicale, con molti passaggi tecnici e in controtempo. In particolare, i siciliani pescano parecchio dall’hard rock progressivo più spoglio e diretto, ma ogni tanto qualche passaggio si avvicina addirittura al math rock. È un genere originale, con cui del resto i 600000 Mountains sembrano avere parecchio da dire: tuttavia, Mister Sartorius mostra anche parecchi punti che i catanesi possono affinare. Il loro tallone d’Achille è l’espressività: a tratti la musica del gruppo suona fredda, poco appetibile e memorizzabile, nonostante sia sempre ben suonata. Insomma, se la forma è già di alto livello (compresa la registrazione, un po’ grezza ma nitida il giusto), la sostanza è ancora migliorabile: il risultato è che Mister Sartorius è un po’ limitato, per quanto come punto di partenza per i 600000 Mountains non sia affatto male.

Giusto qualche colpo delle bacchette di Giorgio Rosalia, poi ci ritroviamo subito in Take Care and Survive, che parte già con un bel riff, potente ma anche spigoloso. Zigzaga accompagnato dai controtempi del batterista,  ma non mancano oscurità e potenza, per un avvio che colpisce al punto giusto. Quest’aura è però destinata a farsi da parte dopo poco: la frazione centrale è più dinamica, e alterna passaggi espansi, orientate verso uno stoner rock psichedelico, e scoppi di energia invece parecchio pesanti, ma più brillanti e meno cupi. È una progressione sempre in movimento ma avvolgente, che va avanti qualche minuto prima che l’inizio torni: sono entrambe norme valide per un pezzo ottimo, il migliore del trio che compone l’EP – oltre a essere quello che promette meglio per il futuro! È quindi il turno di Omelette Man, che al contrario della precedente se la prende con molta calma: inizia dal lieve incrocio tra la chitarra pulita di Simone Pellegritti, lievi effetti e il basso di Guido Testa, che fa da vero sfondo al pezzo. È da qui che comincia un lento crescendo: da toni delicati si fa sempre più denso e aumenta di volume, con la distorsione della chitarra che man mano si accentua insieme alla carica crepuscolare. Ma anche quando devia verso lo stoner rock, l’ambiente rimane tranquillo, placido, col ritmo lento e una potenza non elevata: piuttosto, i catanesi tendono verso una certa delicatezza. Eppure, ogni tanto spunta qualche stacco più potente a livello ritmico: è da uno di essi che, passata la metà, la direzione cambia. Ci ritroviamo allora in un ambiente più rapido e movimentato, per quanto sia sempre rock: il metal è sempre lontano, più che altro il tutto ricorda una delle vecchie jam dei Deep Purple più psichedeliche. In ogni caso, non è malaccio: di sicuro è meglio della prima parte, che a giochi fatti si rivela un po’ prolissa. Buono anche il finale, che rallenta ma ha un bell’assolo di chitarra, molto espressivo: insieme alla musica alle sue spalle, è il momento più intenso del pezzo, che poi però sfocia in un outro ancora un po’ ridondante. Non sono comunque grandi problemi per un pezzo non eccelso ma discreto, seppur sia il meno bello del terzetto di Mister Sartorious. Quest’ultimo si conclude quindi con Horse Suplex, che sin dall’attacco sa un po’ di già sentito: i suoi intrecci non sono male, ma stavolta non si stampano granché in mente. Va meglio quando i 600000 Mountains virano su frazioni invece un po’ più profonde, abissali, di carattere doom: riescono a evocare un senso ombroso che avvolge in maniera discreta. È l’anima che prende il sopravvento nella seconda metà, lenta ma potente con le sue tinte stoner rock/metal, in cui il gruppo rinuncia al suo continuo movimento. Compensa però con una bella aura, ombrosa ma intensa, che la rende il passaggio migliore della traccia; non è malaccio nemmeno la dinamica frazione di centro, che svolge bene il suo lavoro coi suoi toni più hard rock. Sono le componenti di un pezzo che nonostante il suo difetto si rivela tutto sommato buono, godibile il giusto.

Per concludere, come già detto Mister Sartorius è un album un po’ acerbo; ciò non toglie che alla fine si riveli buono e piacevole. Certo, la sua prospettiva maggiore è rivolta al futuro: se i 600000 Mountains sapranno crescere e maturare, con la loro personalità potranno diventare molto interessanti. E io, che da sempre apprezzo i gruppi che sanno far fruttare un suono originale, di sicuro lo auguro loro!

Voto: 68/100 (Voto massimo per gli EP: 80)


Mattia


Tracklist: 

  1. Take Care and Survive – 04:32
  2. Omelette Man – 07:49
  3. Horse Suplex – 04:46

Durata totale: 17:07

Lineup: 

  • Simone Pellegritti – chitarra
  • Guido Testa – basso
  • Giorgio Rosalia – batteria

Genere: doom metal/hard rock
Sottogenere: heavy progressive/stoner rock/metal strumentale
Per scoprire il gruppo: la fanpage Facebook dei 600000 Mountains

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