Lucidity – Oceanum (2019)

Dopo una serie di demo ed un esordio in formato full-length nel 2015, tornano quest’anno sulle scene i finlandesi Lucidity con il loro melodic death dagli spunti interessanti: quello che anima il loro nuovo album Oceanum.

All’interno della struttura compositiva della band scandinava è riservato in realtà uno spazio relativamente limitato alla componente melodica, in quanto a farla da padrone sono le tipiche atmosfere cupe e opprimenti del classico death. In ogni caso è una sfumatura da non sottovalutare nell’interpretazione artistica dei Lucidity: quando subentra il cantato clean e le ritmiche si fanno più distese il gruppo svolge un ottimo lavoro e riesce ad aprirsi nuove strade alla ricerca di un sound con una discreta dose di personalità. All’interno del nuovo disco il gruppo non ha paura di sperimentare ed esplorare nuove possibilità, come testimoniato dalla presenza di notevoli influenze doom sparse qua e là in diversi brani della tracklist, e questo non fa altro che giovare alla profondità del lavoro. A livello tecnico ci troviamo davanti ad otto brani ben scritti e prodotti con cura nonostante l’assenza di una vera e propria etichetta discografica alle spalle, e questo è indubbiamente un enorme punto a favore della formazione finlandese che dimostra di tenere particolarmente sia alla forma che ai contenuti delle proprie proposte. Oceanum è un album ordinato che scorre senza alcun tipo di problema e se siete appassionati del genere è di sicuro da tenere in considerazione tra le uscite di quest’anno; al suo interno melodia e malinconia si fondono in una serie di brani dallo spirito multiforme che difficilmente riescono ad annoiare ed anzi spingono l’ascoltatore a scoprirne ogni piccola nuance. Considerando che comunque il gruppo ha alle spalle solo due full-length e diversi anni di esperienza potremmo dire che ha tutte le caratteristiche per essere collocato nei nomi da seguire con attenzione per non perdersi le uscite future che sicuramente non mancheranno di essere soddisfacenti sul piano qualitativo.

Voto: 90/100

Francesco

Tracklist: 

  1. Surface – 05:30
  2. Unveiled – 05:12
  3. Scotoma – 05:31
  4. Borders of Then and Now – 08:30
  5. The Hope in Severance – 07:12
  6. Just a Name – 05:26
  7. At the End of the Black River – 05:05
  8. What If It Hurts – 05:56

Durata totale: 48:22

Lineup: 

  • Martti Pohjosaho – voce e chitarra
  • Jari Kinnunen – chitarra
  • Sami Ahmaoja – basso
  • Pekka Parantainen – batteria

Genere: death/doom metal
Sottogenere: melodic death metal
Per scoprire il gruppo: il sito ufficiale dei Lucidity

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