Ship of Theseus – The Paradox (2019)

Gli Ship of Theseus, sono una band italiana che con The Paradox è giunto al primo album. Questo però non vuol dire che siano alle prime armi; infatti ogni componente ha militato in svariati gruppi diversi tra loro, le loro storie ed influenze portano ad avere una eterogeneità di generi e ispirazioni dentro ogni canzone.

Il disco si apre con The Paradox, traccia elettronica abbastanza a sé stante. Ma dopo un minuto entriamo nel vivo dell’album con un riff energico e ricco di groove arricchito da discendenze diatoniche, lick, armonici e ghost notes, ovvero Reborn. Difficile non nominarlo il miglior riff dell’album. Il cantato di Michele Guaitoli ricorda da subito quello di Devin Townsend e si mescola perfettamente al clima generico. Il breakdown è estremamente profondo, per quanto non troppo basso di tono e a primo ascolto stupisce il growl in quanto per tutta la canzone il cantante è sempre rimasto sul pulito; il breakdown porta ad un finale netto e deciso. The Time Has Come un po’ sottotono rispetto alla precedente ma rimane comunque ottima, le tastiere ricordano molto quelle di Awake dei Dream Theater. L’aspetto che sicuramente mi ha colpito di più è la scelta della linea vocale, che varia molto nella tecnica e nelle melodie. Anche qui finale netto senza indugio, che ci immette direttamente alla canzone più orecchiabile dell’album: Hear Me Out. Ricca di felicità ma soprattutto ha una dinamica trasportante grazie al perfetto accompagnamento della batteria. Peccato per la prima parte dell’assolo che rimane un po’ mascherata nel mix mentre la seconda si distacca molto meglio. Blue è totalmente in contrasto per l’aspetto emotivo, inizia con un’aura triste ma la melodia viene interrotta da un riff energico che introduce il clima epico-drammatico della canzone. Inaspettatamente è anche presente una seconda voce femminile che accompagna la solita maschile, che insieme creano un parallelismo vocale ben miscelato.
Suspended e Like a Butterfly per quanto siano buone canzoni risultano meno accattivanti delle precedenti, almeno soggettivamente mi hanno preso un pelo meno.
The Promise calma le acque, in maniera decisamente piacevole specialmente con le armonizzazioni vocali. Il finale invece di chiudere la successione armonica, la lascia aperta con un accordo in tensione, che trasmette molta ansia. Reflections on The Mirror torna alla carica con un bel ritornello orecchiabile e tappeti di doppia cassa che trasferiscono il giusto carico di energia al riff.
In The Cage troviamo il primo di “riff”, se così si può chiamare, di tastiera. È senza dubbio la canzone dove la batteria varia più spesso stili di drumming, da anticipi di rullante a blast beat. Al suo interno troviamo il miglior assolo del disco, almeno per quanto mi riguarda. Un brano che va ascoltato decisamente molte volte per comprenderlo a pieno, all’inizio potrebbe sembrare strutturato a caso, ma dietro c’è sicuramente un ragionamento logico per cercare di raffinare tutte le idee e le influenze che hanno ispirato questo brano. Successivamente Wounded viaggia molto sulle linee di Suspended e Like a Butterfly, molto anonimo e piatto. Nonostante questo sono riusciti a costruire un finale per nulla scontato, insomma alla fine dei conti riescono sempre a far uscire del bene da ogni parte, difficilmente si trova un completo fallimento.
Ending è essenzialmente la chiusura ciclica dell’album in quanto richiama l’elettronica di The Paradox.
Da aggiungere una nota di merito alla versione di The Time Has Come registrata con Gregg Bissonette, che con poche variazioni nel drumming – giusto qualche fill – non cambia l’essenza della canzone. Ottimo assolo di batteria, oltretutto non ci si poteva aspettare altrimenti.

In conclusione, questo disco è veramente valido. Offre tanti spunti e soprattutto le influenze non sono fuorvianti poiché si notano ma non rovinano l’esperienza dell’ascolto. Consigliato per chi vuole ascoltare qualcosa di nuovo, ma soprattutto per gli amanti del metal moderno!

Voto: 80/100

Giacomo DG

Tracklist: 

  1. The Paradox – 01:12
  2. Reborn – 04:18
  3. Time Has Come – 03:43
  4. Hear Me Out – 03:39
  5. Blue – 04:27
  6. Suspended – 03:27
  7. Like a Butterfly – 04:25
  8. The Promise – 04:17
  9. Reflections in the Mirror – 04:08
  10. The Cage – 04:15
  11. Wounded – 03:45
  12. Ending – 00:41
  13. Time Has Come (featuring Greg Bissonette) – 04:42 (bonus track)
Durata totale: 46:59
 
Lineup: 
  • Michele Guaitoli – voce
  • Marco Cardona – chitarra
  • Alessandro Galliera – chitarra
  • Giorgio Terenziani – basso
  • Paolo Crimi – batteria
Genere: groove/progressive metal/metalcore

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