Crown of Autumn – Byzantine Horizons (2019)

Otto anni dopo l’ultima pubblicazione in studio i nostrani Crown of Autumn fanno il loro ritorno sulle scene con Byzantine Horizons, cercando di sviluppare il proprio sound con originalità senza snaturare la propria anima gothic.

La nuova fatica della formazione milanese concilia come al solito il cantato clean ed un deciso growl, unisce ritmiche dal retrogusto melodico a riff di matrice più decisa, e a più riprese viene impreziosito da suoni e dettagli che rendono ogni pezzo unico e riconoscibile. Byzantine Horizons è un disco che sa raccontare in modo ottimale la sua anima policromatica e trae immenso giovamento dalla cura dei particolari che i quattro musicisti lombardi dimostrano di avere, presentando una serie di brani pieni di emozione che difficilmente risultano banali o riempitivi. I vent’anni di carriera ed esperienza della band danno i loro frutti quando c’è da mettere su un lavoro così robusto nelle intenzioni: tutto all’interno di questo album fa pensare ad un lavoro meticoloso in fase di composizione, dal momento che l’estro dei Crown of Autumn sembra non vacillare mai e anzi col passare dei minuti la sensazione è che la qualità generale sia in continua crescita. Anche se determinati segmenti di certi brani risentono dell’ambizione compositiva della band questa stessa caratteristica permette a Emanuele Rastelli e soci di muoversi in totale libertà ed esplorare qualcosa che vada oltre a ciò che il gruppo ha già mostrato in passato, restituendo un lavoro estremamente godibile sia a chi conosceva già il monicker sia a chi decidesse di approcciarlo per la prima volta proprio con questa ultima pubblicazione. E’ indubbio che per far uscire qualche nuova idea i nostri passino tanto tempo per chiarire bene le idee, basti pensare che tra il disco d’esordio e il secondo sono intercorsi ben quattordici anni , mentre per Byzantine Horizons come si diceva all’inizio abbiamo dovuto aspettarne altri otto: di tanta riflessione e duro lavoro sembra essere profondamente impregnata anche questa nuova tracklist inedita della band italiana, che dà l’impressione di poter elevare la propria proposta stilistica ogni volta che decide di portare alla luce un nuovo lavoro. Noi dal canto nostro, siamo ben lieti di aspettare se il risultato finale suona in questo modo.

Voto: 90/100

Francesco

Tracklist: 

  1. A Mosaic Within – 05:22
  2. Dhul-Qarnayn – 04:38
  3. Scepter and Soil – 03:49
  4. Cyclopean – 04:20
  5. Lo Sposo dell’Orizzonte – 03:51
  6. Everything Evokes – 04:38
  7. Walls of Stone, Tapestries of Light – 03:25
  8. Whores for Eleusis – 03:36
  9. Lorica – 04:09
  10. Roman Diary – 03:24
  11. Our Withering Will – 05:03

Durata totale: 46:17

Lineup: 

  • Milena Saracino – voce
  • Gianluigi Girardi – voce (clean)
  • Emanuele Rastelli – voce (harsh), chitarra, basso, tastiere
  • Mattia Stancioiu – batteria
  • Alessandro Brutti – violoncello (guest)

Genere: death/gothic metal
Sottogenere: melodic death metal
Per scoprire il gruppo:  la fanpage Facebook dei Crown of Autumn

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