Starbinary – Divina Commedia: Purgatorio (2019)

Dopo il successo di Divina Commedia: Inferno ch ha visto la luce nel 2017 continua il viaggio degli italiani Starbynary sulle orme di Dante. Divina Commedia: Purgatorio ha già ricevuto un plauso dalla critica e migliora gli aspetti già positivi del lavoro precedente.

L’ultima volta che su queste pagine ci eravamo occupati della produzione di Caggianelli e soci è stato proprio in occasione dell’uscita di Inferno e in quella recensione è stato sottolineato più volte come il gruppo riuscisse a dare un’anima ad ogni brano e a ritagliare per ognuno di essi uno spazio ben preciso all’interno dell’opera. Il tono di questo nuovo capitolo è però diverso rispetto al primo step di questo ambizioso progetto: le atmosfere sono leggermente più distese e lasciano spazio a sezioni in cui è l’intenzione melodica ad impadronirsi della scena. Ciò non impedisce comunque alla band di lavorare su delle ritmiche decise che si muovono in un terreno che il quintetto conosce molto bene, ovvero quello del prog (presenza fissa anche nel lavoro del 2017). In Purgatorio è riproposta anche la componente power che aveva caratterizzato i primi due dischi registrati dalla band, ma nell’album preso in esame oggi la fusione tra i due generi proposti viene elevata in termini qualitativi da un minuzioso lavoro in fase di composizione che ha permesso il perfetto equilibrio in funzione dei singoli brani. Ogni piccolo dettaglio di cui il disco si fregia è volto a restituire e, se possibile, amplificare le stesse emozioni provate dal Poeta durante l’onirico viaggio all’interno del regno delle anime in attesa di redenzione. Persino la parte più tecnica di ogni traccia non è fine a se stessa ma mira a solidificare il contesto nel quale viene raccontata una delle opere fondamentali della letteratura nostrana. Volendo guardare poi il terzo disco degli Starbynary da un punto di vista più generale, e volendo anche ignorare tutto il lavoro svolto sulla Commedia in sé, Purgatorio è un album power/prog estremamente godibile che si fa ascoltare e riascoltare con estremo piacere per ciò che riesce a trasmettere dal primo all’ultimo minuto. Il genere scelto dalla formazione italiana ha spesso significato qualità nel nostro paese, dal momento che ha dato vita ad un importante numero di band più o meno famose che hanno trovato terreno fertile in questa interpretazione del metal. Il caso analizzato in questa recensione però gode di un quid in più rispetto alla maggioranza dei gruppi che condividono questa visione, in quanto la ricerca richiesta per dar vita ad un progetto complesso quale è la rivisitazione musicale della Commedia (sia dal punto di vista musicale che da quello dei contenuti) è uno sforzo che va premiato e riconosciuto. Nell’attesa del terzo capitolo di questo viaggio cominciato due anni fa, la promozione del lavoro svolto dalla band capitanata da Caggianelli è ampiamente confermata e questa volta disponiamo di ulteriori elementi che confermano quanto di buono c’era già in Inferno.

Voto: 88/100


Francesco


Tracklist: 

  1. On the Shores of Purgatory – 05:56
  2. Miserere – 05:47
  3. Underneath the Stones – 06:19
  4. Blindness – 06:07
  5. In the Smoke – 06:00
  6. Running and Screaming – 04:49
  7. Laying Bound – 06:08
  8. The Suffering – 05:53
  9. Walking into Fire – 05:45
  10. Eden – 6:17
  11. Stars – 06:48
  12. Ary – 03:46 (bonus track)
Durata totale: 01:09:35
Lineup: 
  • Joe Caggianelli – voce
  • Leo Giraldi – chitarra
  • Luigi Accardo – tastiera
  • Sebastiano Zanotto – basso
  • Alfonso Mocerino – batteria
Genere: power/progressive metal

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