Northern Genocide – Genesis Vol. 666 (2019)

Iniziamo subito con una precisazione. Il debut album dei finnici viene presentato come modern industrial metal, e queste parole mi hanno rimandato immediatamente a mostri sacri (che mi auguro tutti voi abbiate ascoltato) quali Ministry, NIN, Godflesh ecc…

L’industrial è un vero e proprio metodo sperimentale che riesce nell’intento di mischiare il teatro avanguardistico, tecniche letterarie come il “cut-up” insieme all’elettronica, il punk e anche il metal. E da questo punto di vista il quintetto si avvicina con delle trame di synth ed effetti ben ragionati ma senza addentrarsi troppo in un terreno che ormai è rimasto incolto da diversi anni. Diciamo che Il loro stile accarezza di più il lato mainstream di sonorità care ai Rammstein pur risultando più aggressivi e cattivi.

Questo debut album che segue dopo quattro anni un EP dal titolo Planet Asylum, è suonato veramente molto bene, bellissima produzione e un sound veramente potente. A voler cercare il pelo nell’uovo potrei segnalare una scelta di suoni un po’ “già sentiti” ma so che a molti piacciono le mega distorsioni aperte e super rullantoni triggerati.

Molto accattivante la copertina e la foto della band in stile futuristico C.O.D. Modern Warfare, una scelta sicuramente in tema con i testi del cantante Salonen, che rimandano ad una società in decadenza e alla cecità dell’uomo moderno dinnanzi ai propri errori. L’album vede una lineup di cinque elementi dove trova spazio anche un membro che si occupa in modo specifico di tastiere e campionamenti, tale Rainer Pekkinen co-fondatore della band assieme al chitarrista Pohjanpalo.

Per quanto riguarda la musica, i riff dei brani sono molto granitici, a tratti ricordano lo stile dei Fear Factory di Demanufacture e qualche altra volta mi tornano alla memoria le chitarre super cadenzate degli In Flames. i ritornelli come gli assoli risultano ricercati e pertinenti.

I brani sono undici e tutti molto interessanti, da menzionare ci sono sicuramente Black Widow in cui troviamo anche un duetto con voce femminile, Eclipse per la sua trama particolarmente prog, Sintropolis (la mia preferita) ed infine Ikiruoste cantata tutta in finlandese.

In conclusione è sicuramente un gran bel debutto, merita di essere ascoltato e spero vivamente che con i prossimi lavori i cinque ragazzi proseguano nella ricerca di una musica più personale che porti ancora di più il proprio marchio di fabbrica. Ma per adesso è sicuramente una ottima entrata in scena. Che la forza sia con voi.

Voto: 80/100

Tullio


Tracklist: 

  1. Intro – 00:26
  2. Genesis Vol. 666 – 03:50
  3. Black Widow – 03:48
  4. Annihilation of the World of Spirits – 03:32
  5. Neon Antichrist – 05:03
  6. Elcipse – 05:00
  7. The Siren – 04:16
  8. Soul Dystopia – 04:22
  9. The Avalanche – 03:49
  10. Sintropolis – 03:35
  11. Ikiruoste- 04:09

Durata totale: 41:50

Lineup: 

  • Tommi Salonen – voce
  • Pyry Pohjanpalo – chitarra
  • Rainer Pekkinen – synth
  • Jussi Pulliainen – basso
  • Markku Tuuri – batteria

Genere: death/industrial metal
Sottogenere: melodic death metal

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