The Meads of Asphodel – Running Out of Time Doing Nothing (2019)

Che personaggi questi Meads, nel video della canzone che dà il titolo all’album mi sembrano quatto allegri bretoni che giocano a fare i cavalieri nelle campagne dell’’Hertfordshire, vittime forse di qualche scommessa da pub peraltro tragicamente persa.

Ma poi, ascoltando i sessantaquattro minuti di questo album, dietro un look sicuramente discutibile, si nascondono dei ragazzi che hanno abilità compositiva, creativa e quella sana voglia di uscire dagli schemi (forse in alcuni tratti anche forzata) per ricercare una propria identità in un universo musicale così tristemente standardizzato.
Da un certo punto di vista, considerando il loro bagaglio musicale che trae linfa da band come Cradle of Filth o Queen, e che affonda le radici in generi come blues, rock, prog e anche hardcore, è lecito pensare che ci si appresti ad ascoltare qualcosa di maestoso, soprattuto se la resa sonora seguisse di pari passo una così ampia fonte di ispirazione.
Ma purtroppo è proprio il sound finale che li penalizza, troppo caotico e a tratti superficiale. A loro discolpa va detto che Il gruppo è un progetto nato per gioco e solo in studio, ma a mio avviso avrebbero potuto spendere qualche ora in più sul lato della registrazione, per dare il giusto valore a delle canzoni che indubbiamente ti catturano e fanno crescere nella tua mente la fatidica domanda “e adesso cosa si inventano?”. 
In generale non mi sono affezionato ad una song in particolare anche se Cockroach Marionettes e Like Blood Shaped Flakes of Snow mi sono entrate dritte al cuore. E sono sicuro che se mi addentrassi nei meandri di ogni canzone, viste le tonnellate di riff e stili presenti questa recensione sarebbe lunga su per giu dieci cartelle. 
Allora provo a fare un riassunto veloce per trasmettervi le emozioni che ho raccolto. Se amate le scoperte dategli una chance. Sono ottimi musicisti che padroneggiano molto bene diversi stili musicali e non hanno paura a comporre strutture che vanno dalla techno al black metal più radicale e magari anche nella stessa canzone.
Mi dispiace vedere che su youtube i loro video non raggiungono neanche le mille visualizzazioni. Forse bistrattati proprio da quella critiche che storce il naso a chi non “suona uguale”. Ma noi gli diamo fiducia, così come ha fatto anche la Candlelight (che non è proprio l’etichetta di Suora Maria) 
E per finire vi lascio con un pensiero più eloquente di tutte queste mie parole.
Se non si rischiasse mai nella vita, Michelangelo avrebbe dipinto il pavimento della cappella Sistina”.(Neil Simon)
Se la luce ci cattura.
 
Voto: 85/100
 
Tullio
 
Tracklist: 
  1. Bug Splat – 02:29
  2. I Am Oblivion, Deep Drenched in Forever – 06:42
  3. I’m Running Out of Time Doing Nothing – 03:47
  4. Black Is Black & White Is White – 06:15
  5. Cockroach Marionettes – 03:44
  6. I Stood Tiptoe, Reaching Up for Heaven – 04:32
  7. Like Blood Shaped Flakes of Snow – 09:24
  8. The Broken Wings of a Hud-Hud – 03:47
  9. Funeral Drums of Insomnia’s Labyrinth – 06:30
  10. Recollections of a Hand Loom-Weaver – 08:07
  11. Souvenir of Death – 09:19
Durata totale: 01:04:36
 
Lineup: 
  • Metatron – voce
  • James Tait – voce, chitarra, basso, tastiera
  • André Kjelbergvik Thung – batteria
  • Will Banyard – voce e violino (guest)
  • Cristina Padavano – voce (guest)
  • Christina Poupoutsi – voce (guest)
  • Alan Davey – basso (guest)
Genere: black/avant-garde metal

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