Mortal Infinity – In Cold Blood (2019)

I Mortal Infinity sono una band tedesca con ormai dieci anni di esperienza alle spalle. In questi dieci anni hanno prodotto tre full-length, oggi vediamo sotto la lente di ingrandimento l’ultimo lavoro: In Cold Blood. Le prime impressioni riguardano il sound generale che nel complesso è coerente con il genere, gli strumenti si sentono tutti e sono ben mescolati.

Il disco si apre con Fellowship of Rats, un brano in pieno stile thrash che parte direttamente a mille. Per i primi due minuti prosegue tutto in maniera lineare per poi spezzare questo percorso in maniera netta e cambiare totalmente riff, quasi da sembrare un’altra canzone. La parte centrale vede anche la presenza di un assolo, niente di eccezionale. Infine, viene ripreso il riff iniziale che con un breve crescendo conclude il primo brano. Subito ci sentiamo urlare il cantante nelle orecchie senza musica in sottofondo per dare inizio a Misanthropic Collapse, che con il suo ritmo serrato ci conferma ad ogni ascolto una buona traccia, ma comunque non tra quelle di spicco. A differenza di Repulsive Messiah che grazie alle figure ritmiche composte tipiche del genere e da un buon groove ha subito spiccato, inoltre lo special melodico al primo ascolto è stato inaspettato, a posteriori risulta un’ottima scelta sia a livello strutturale che dinamico. Sicuramente rientra tra le migliori di questo lavoro. Dream Crusher ha uno stile di riffing molto vicino al thrash degli Slayer grazie anche a bpm elevati, lo special con l’assolo è decisamente uno schiaffo in faccia, al primo ascolto è stato sorprendente. Dopo vari ascolti diviene quella parte che non vedi l’ora che arrivi. Long Forgotten Gods l’ho trovata da subito molto piatta, non usciva mai fuori l’essenza del gruppo che c’è in tutte le canzoni dell’album. Silent Assassin (Champion of War) ha un bellissimo intro acustico, ricorda vagamente un sitar; l’intro viene raddoppiato dalla chitarra distorta per poi esplodere in un groove pazzesco, il mio preferito di tutto il disco. Ci accompagna per quasi tutta la canzone, in maniera tutt’altro che spiacevole in quanto riescono a spezzare il riff principale nei momenti giusti e con riff azzeccati. La traccia si conclude ciclicamente, finendo di nuovo con il riff di sitar. Devastator, Devastated ha un intro in crescendo fin troppo lungo, si aspetta un minuto prima che il riff principale esploda. Per il resto è una traccia solida, punto di spicco sicuramente il riff che riesce a trasferirti la giusta carica; l’intro viene usato come legante tra due strofe, ma essendo ripetuto solo una volta funziona molto meglio che ripetuto per un minuto. Lo special anche è molto azzeccato, riesce a creare bene la dinamica di cui necessita un brano, per poi farla coincidere con la ripresa dell’intro che essendo un crescendo viene lasciato in sospeso dato che non si può chiudere. Veniamo dunque al singolo di uscita e title-track: In Cold Blood, di solito queste tracce sono le migliori del disco, ma qui oltre che una buona traccia non vedo niente che spicca, anzi ci sono canzoni molto più belle, almeno soggettivamente. Giunge dunque la traccia finale Ghost Ship Sailor, la più lunga di tutta la produzione; il tempo viene sfruttato benissimo, ogni singola parte della struttura viene sviluppata bene. L’unica, per ora, pecca c’è quando vengono eseguiti, dopo il primo special, i power chords del riff principale su ogni quarto, sembra una sezione messa a caso per cerare di riallacciarsi al riff principale. Infine, con grande dispiacere, ma enorme, la cosa che mi ha fatto più male è stato il fatto che l’ultima canzone del disco è in fade-out, mi ha fatto storcere il naso appena ho sentito un leggero decremento di decibel.

In conclusione, è un lavoro discreto che ha bellissimi momenti ma anche sezioni non molto chiare o poco sviluppate. Sicuramente è un lavoro che presenta tracce molto valide che non andrebbero sottovalutate, l’ascolto è consigliato se si vuole ascoltare un mix di generi affini al thrash.

Voto: 70/100

Giacomo DG

Tracklist:

  1. Fellowship of Rats – 04:31
  2. Misanthropic Collapse – 04:54
  3. Repulsive Messiah – 06:03
  4. Dream Crusher – 04:06
  5. Long Forgotten Gods – 04:50
  6. Silent Assassin (Champion of War) -03:58
  7. Devastator, Devastated – 04:58
  8. In Cold Blood – 04:31
  9. Ghost Ship Sailor – 07:49

Durata totale: 45:40

Lineup:

  • Marc Doblinger – voce
  • Sebastian Brunner – chitarra
  • Sebastian Unrath – chitarra
  • Alex Glaser – basso
  • Adrian Müller – batteria

Genere: thrash metal
Per scoprire il gruppo: la fanpage Facebook dei Mortal Infinity

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