Black River Sons – Poison Stuff (2019)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEPoison Stuff (2019) è il secondo album dei francesi Black River Sons.
GENEREUn hard rock di stampo southern, vintage e venato di blues.
PUNTI DI FORZAUno stile variegato, un’ottima prestazione vocale da parte di Emeric Martel, una prova convincente,un songwriting di buon livello.
PUNTI DEBOLI
CANZONI MIGLIORI
CONCLUSIONISenza alcuna pretesa di essere un capolavoro, Poison Stuff è un album di sostanza e di buon livello!
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
78
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I francesi Black River Sons tornano alla ribalta dopo un discreto esordio registrato nel 2017, questa volta con il coloratissimo Poison Stuff. Si tratta di un disco southern rock suonato alla vecchia maniera e senza particolari pretese, ma che sa essere efficace pur nella sua semplicità.

Il quartetto transalpino esprime la sua anima attraverso una manciata di power chords e potenti riff dal retrogusto settantiano che fanno rivivere il sound di quegli anni con la stessa energia. Le ritmiche sulle quali si muove il disco sono il risultato di un interessante mix tra hard rock e blues, aspetto che permette alla band di spaziare in un’ampia varietà di tempi. Anche se più o meno tutti i brani presenti in Poison Stuff sono un chiaro richiamo ai classici del southern, il gruppo sfrutta questa libertà di movimento per alternare il passo dell’album fra pezzi più aggressivi tendenti al rock’n’roll a composizioni più lente; il tutto senza mai perdere di vista la vera natura del disco, che ci fa viaggiare di qualche decennio indietro nel tempo. La prestazione di Emeric Martel è decisamente lodevole: il suo timbro si sposa perfettamente con lo stile scelto dai Black River Sons. Con un saggio lavoro compositivo i brani sono stati creati su misura proprio per la voce graffiante del cantante francese, e c’è sicuramente il suo zampino in parecchi passaggi di questa nuova uscita discografica prodotta dall’etichetta Music-Records. Come detto già nell’introduzione Poison Stuff non si pone obiettivi irraggiungibili, ma ha ben chiare quali sono le sue radici e il lavoro svolto per ottenere le sonorità desiderate dai quattro musicisti è estremamente pulito. Se si prende il disco per quello che è (ovvero la celebrazione di una particolare branca dell’hard rock nata a cavallo tra gli anni settanta e ottanta) diventa difficile persino trovarci errori o particolari scivoloni, data la prova convincente tirata fuori dalla band. Volendo invece valutare la seconda pubblicazione dei Black River Sons da un punto di vista più globale il giudizio potrebbe essere riassunto in pochissime parole: poca tecnica, ma tanta sostanza.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Spill Your Guts04:35
2Again05:13
3Poison Stuff05:59
4Loaded Gun03:48
5Charcoal’s Blues04:16
6Can’t Be True05:00
7I Remember06:06
8Messin’ Round06:44
9Way of Life04:01
10Wheels of Fortune07:15
Durata totale: 52:57
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Emeric Martelvoce e chitarra
Baptiste Duquesnoychitarra
Said Amarbasso
Vincent Bourreébatteria
ETICHETTA/E:Music-Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:L’etichetta stessa

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