Strike Master – Death Based Illusions (2019)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEDeath Based Illusions (2019) è l’ultimo EP dei messicani Strike Master.
GENEREParte da una basee di thrash metal seminale, meno pulita rispetto alla media del revival, a cui si uniscono influssi progressive, più incisivi in senso melodico che tecnico.
PUNTI DI FORZAUno stile gestito con qualità ed esperienza, una personalità “fuori dal mondo”, buone doti generali.
PUNTI DEBOLIQualche scelta non del tutto efficace, una registrazione troppo grezza.
CANZONI MIGLIORIStrong as Hell (ascolta), Cosmic Owl Ritual (ascolta)
CONCLUSIONIPur non essendo eccezionale, Death Based Illusions è un EP interessante e niente male!
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VOTO FINALE
Su un massimo di 80 per gli EP
69
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Seppur sia ispirato in maniera a volte quasi fanatica al periodo glorioso del genere negli anni ’80, il movimento thrash metal revival ha anche alcune differenze rispetto al passato. Su tutte, quella maggiore è il suono: mentre spesso in passato era molto grezzo, oggi quasi tutti possono permettersi una registrazione pulita, di gran precisione. Per quanto mi riguarda, è un pregio: al di là di qualche eccesso troppo patinato, preferisco un suono nitido, se valorizza al meglio la potenza di un gruppo. Tuttavia, nonostante questa perfezione formale, a molte band del revival manca un’anima vera e propria: il loro è solo una sterile riproposizione di certi stilemi senza riuscire a fare altro. Di conseguenza, a questo tipo di band preferisco di gran lunga chi non ha curato troppo la registrazione ma ha qualcosa da dire: è il caso degli Strike Master. Nati nel 2005 a Città del Messico, si ascrivono in pieno a quella massa di band provenienti da luoghi non tra i più storici per il metal che propongono suoni alieni alle scene principali. Il che a volte è un difetto, visto che porta certi gruppi a essere di una banalità allucinante, ma altre volte è un pregio assoluto, quando certe band tirano fuori qualcosa di particolare e “fuori dal mondo”. È proprio il caso degli Strike Master, come dimostra Death Based Illusions, ultimo EP di una carriera densa di uscite: un lavoro forse non originalissimo ma che mostra una buona personalità. Di base è un thrash metal aggressivo e seminale, sporco e imbastardito: più che sulla potenza, punta su sonorità cupe e rabbiose, anche a causa dello scream usato spesso dal cantante Col. Kmu. Ma da parte dei messicani non c’è solo aggressione: nel loro suono sono presenti anche molti risvolti progressive, che a tratti si esprimono in passaggi convulsi e tecnici, ma più spesso danno al genere del gruppo un bel tocco di melodia. È uno stile che gli Strike Master sanno gestire bene, con qualità ed esperienza: due valori che vengono fuori quasi sempre durante Death Based Illusions, che pure a tratti un po’ si perde dietro a qualche scelta non del tutto efficace. Scelta che però non incide troppo, come non lo fa una registrazione a tratti davvero troppo grezza per i miei gusti: non farà gridare al miracolo, ma pur coi suoi difetti parliamo lo stesso di un buon EP.

Strong as Hell comincia subito intricata, col basso turbinoso di Pach a fare buona mostra di sé. Guida una progressione che sale finché non ci ritroviamo in un paesaggio preoccupato, nervoso, di stampo quasi maideniano seppur sparato a tutta velocità, ma è una situazione che non dura. Presto, la musica si sposta su una norma da thrash dal suono abbastanza moderno, al limite col groove a tratti, ossessivo e potente. È la base che regge parte della prima metà del pezzo, in rotazione però con un passaggi invece più melodici e in linea con la falsariga iniziale; in più, poco prima del centro, lo stesso riff ospita un assolo vorticoso di Col. Kmu. È il punto di partenza di un’evoluzione davvero ottima, prog metal al massimo delle sue possibilità, ma senza tralasciare una componente ritmica thrash che rende il tutto più tagliente. In ogni caso, i suoi incastri colpiscono bene, che siano melodici o potenti: fino alla fine, quando si riprende la norma più lineare all’inizio, non c’è mai un attimo di noia. Si tratta del passaggio migliore di un ottimo pezzo, il picco assoluto di Death Based Illusions! La successiva A Corpseless Soul comincia davvero placida e delicata, con un arpeggio lieve sui suoni di un pacifico scorrere d’acqua. E quando gli Strike Master entrano nel vivo, non cambia di molto: la base fa molto metal melodico, con anche un bel pathos, sottile ma ben fatto. La stessa norma regge anche i ritornelli, corredati dallo scream di Col. Kmu però più doloroso che feroce, per un risultato di buon impatto. Il resto però è più aggressivo: lo si sente dopo poco meno di un minuto quando il pezzo scatta con foga, per poi stabilizzarsi su strofe arcigne, thrash metal rabbioso e di gran potenza. Con diverse variazioni, è un’impostazione che regge buona parte del pezzo, anche a dispetto delle tante variazioni più di marca melodica che fanno da raccordo tra le varie parti, come per esempio il passaggio centrale. Diviso a metà tra mogi assoli, momenti rocciosi e altri di corsa all’impazzata, si rivela un ottimo contraltare per un episodio che non fa gridare al miracolo, ma risulta lo stesso valido.

There’s Never Enough Knives comincia diretta e potente, con un riffage vertiginoso, da thrash tecnico: anche stavolta, una buona premessa per ciò che seguirà. Presto ci ritroviamo in una struttura davvero tortuosa, difficile da seguire, ma il cui filo conduttore sono i riff: sempre compatti e maschi, riescono a incidere di solito, specie nei momenti più cadenzati e cupi. Anche quelli più veloci e caotici di norma non sono male, seppur a tratti cerchino l’aggressività in maniera troppo esasperata e finiscano per stonare un po’. Ma per fortuna succede di rado: di norma il pezzo è ben costruito, sia in questa norma che nei rari momenti più melodici e musicali che lo costellano. Certo, c’è anche da dire che con la sua essenza più ordinaria della media non spicca troppo, e che all’interno di Death Based Illusions si rivela il punto più basso; a parte questo però è carino e godibile. A questo punto, l’EP è agli sgoccioli, e per l’occasione gli Strike Master scelgono Cosmic Owl Ritual, traccia che rappresenta un piccolo esperimento per loro. Si comincia dalla melodia cupa del basso di Pach, subito seguita da strani suoni e dai lievi tocchi dei piatti di Picos, per poi evolversi dopo poco in qualcosa di ancora lento, subdolo. Ci ritroviamo allora in un ambiente strisciante a tinte doom metal: un influsso però non limitato a questo intro, ma presente in quasi tutta la canzone. Monopolizza per esempio i ritornelli: non troppo lenti ma con ritmiche espanse e ribassate, risultano arcigni al massimo, ma al tempo stesso anche molto orecchiabili. Più movimentate a livello di riff si pongono invece le strofe: recuperano la dimensione più thrash dei messicani, ma la loro aura rimane plumbea, e li aiuta a incastrarsi bene nell’altra norma. L’unico passaggio davvero veloce e orientato all’impatto è invece quella al centro, in cui di nuovo la band ci propone qualcosa di frenetico e vorticoso, di nuovo ben fatto. Correda un pezzo lineare ma non per questo meno interessante: al contrario, con la sua particolarità si rivela molto buono, poco lontano dalla opener per qualità!

Per concludere, forse Death Based Illusions non sarà eccezionale, ma rimane un EP valido, che mette in evidenza un buon gruppo. Certo, forse visti gli spunti di originalità presenti, si potrebbe pretendere qualcosa di più dagli Strike Master; in fondo però anche così i messicani sono degni d’interesse. Ecco perché, se mi sarà data la possibilità, continuerò a seguire le loro mosse discografiche con piacere!

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Strong as Hell04:19
2A Corpseless Soul03:47
3There’s Never Enough Knives04:53
4Cosmic Owl Ritual05:49
Durata totale:  18:48
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Col. Kmuvoce e chitarra
Pachbasso
Picosbatteria
OSPITI
Julio Canalesvoce addizionale
ETICHETTA/E:Concreto Records
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Infecting Cells PR

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