Life of Scars – When the Devil Walks In (2018)

SCHEDA DEL DISCO
Per chi ha fretta
PRESENTAZIONEWhen the Devil Walks In (2018) è il primo album dei texani Life of Scars.
GENEREUn energico mix di thrash e groove metal.
PUNTI DI FORZAUna buona potenza, riff groove molto immersivi, un modo abbastanza personali di strutturare i brani, molti dettagli interessanti.
PUNTI DEBOLINon tutto di alto livello, alcuni punti poco chiari.
CANZONI MIGLIORIGive Me a Reason (ascolta), Legacy of Pain (ascolta)
CONCLUSIONIWhen the Devil Walks In è un album non perfetto ma apprezzabile per diversi punti, oltre che discreto.
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VOTO FINALE
Su un massimo di 100
73
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I Life of Scars sono un gruppo texano, nato nel 2015. Quest’oggi parliamo del loro primo full-length, When the Devil Walks In, un album composto da nove brani dalla durata complessiva poco inferiore ai quaranta minuti. In questo lasso di tempo riescono a rilasciare tutta la loro energia in riff prorompenti e groove interessanti.

L’album si apre con una traccia discorsiva, Dwi Intro che con una voce molto profonda e un clima ambient ansiogeno, riescono a far calare nel clima giusto l’ascoltatore. In men che non si dica esplode la title track nelle orecchie senza preavviso; la strofa è molto spigolosa, caratterizzata da metriche molto serrate. With My Last Breath non mi ha particolarmente preso, ha un vago richiamo al riffing degli Slayer, ma non esagerato. L’ho trovata da subito abbastanza piatta. Al primo ascolto stavo per avere un’idea simile per quanto riguarda There’s No Coming Down, ma il riff post ritornello è troppo gustoso, con un incastro non scontato di doppio pedale la seconda volta che si ripete, così da evitare una pericolosa ripetizione. Peccato il fade out al finale. Just Because I Can sale ancora un po’ di più sul piano del groove, inoltre in tre minuti sono riusciti a creare una struttura non scontata che risulta molto funzionale.

All Is Lost, per la prima metà mi coinvolge sempre molto attivamente, ma la sezione special con clima malinconico mi sembra tanto decontestualizzato da ciò che ha fin ora proposto il gruppo. Prima delle ultime battute c’è una sezione decisamente troppo lunga. Give Me a Reason è la mia preferita, fino al breakdown è dominata da groove vari alternati al thrash puro del ritornello. Ma quando arriva il breakdown ti spezza sempre in due dall’intensità. Let There Be Darkness richiama in maniera più evidente elementi del thrash degli Slayer, impossibile non notarli. Giungiamo infine all’ultima traccia Legacy of Pain, la più lunga del disco. Ha essenzialmente la stessa “mentalità” di Give Me A Reason, alternare Groove a Thrash super intenso, creando un dualismo che per come viene eseguito risulta molto gradevole. Molto interessante il breve intermezzo melodico, anche se lo vedo poco nello stile del gruppo.

In conclusione, l’album mi ha colpito per due aspetti, un modo abbastanza personale di strutturare i brani e i riff groove veramente immersivi. Ci sono alcuni punti non chiari come già detto, che non riesco a comprendere a pieno il perché, ma il mondo è vario e qualcuno che apprezzerà ci sarà sicuramente.

DATI DEL DISCO
TRACKLIST
1Dwi Intro01:07
2When the Devil Walks In04:27
3With My Last Breath03:53
4There’s No Coming Down05:11
5Just Because I Can03:00
6All Is Lost05:11
7Give Me a Reason04:04
8Let There Be Darkness05:01
9Legacy of Pain06:16
Durata totale: 38:10
FORMAZIONE DEL GRUPPO
Wayne Abneyvoce e basso
Michael Huebnerchitarra
Anthony Walkerbatteria
ETICHETTA/E:autoprodotto
CHI CI HA RICHIESTO LA RECENSIONE:Metal Coffee PR

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2 risposte

  1. Kathryn_GSDLVR1 ha detto:

    can you please translate for us in TEXAS/TEXAN?? hehehe thx!!

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